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Svizzera, il 100% fisico: l’8 marzo si vota per blindare il contante in Costituzione
otazione Svizzera 8 marzo: il popolo decide il futuro del contante. Due proposte per inserire monete e banconote in Costituzione contro il rischio di sorveglianza digitale e blackout.

Mentre l’Unione Europea si interroga su tetti al contante sempre più stringenti e sogna l’Euro Digitale (spesso più come strumento di controllo che di efficienza), la Svizzera conferma la sua natura di “anomalia” democratica. L’8 marzo 2026, i cittadini della Confederazione non celebreranno solo la festa della donna, ma si recheranno alle urne per una scelta di civiltà economica: inserire il denaro contante direttamente nella Costituzione.
Si tratta di una mossa difensiva contro la “finanziarizzazione” totale della vita privata. In Svizzera, il contante è ancora sinonimo di libertà, e il popolo vuole che resti tale, a prova di hacker e di eccessi dirigisti.
Il paradosso del franco: lo usano meno, ma guai a chi lo tocca
I dati della Banca Nazionale Svizzera (BNS) sono chiari: le abitudini stanno cambiando. Se nel 2017 il 70% delle transazioni quotidiane avveniva “cash”, nel 2024 siamo scesi al 30%. Tra i giovani (15-34 anni), meno di due su dieci sentono il fruscio delle banconote nel portafoglio, preferendo la rapidità di Twint o delle carte.
Tuttavia, qui scatta il riflesso identitario elvetico. Nonostante la digitalizzazione galoppante, nove svizzeri su dieci rifiutano l’idea di un mondo cashless. È il classico approccio di chi apprezza l’estintore: speri di non doverlo usare mai, ma pretendi che sia carico e appeso al muro. Con l’incertezza geopolitica attuale, il contante torna a essere il bene rifugio per eccellenza, l’unico che non dipende da un server o da una connessione Wi-Fi.
Iniziativa vs Controprogetto: la guerra delle parole
L’8 marzo la scheda elettorale sarà un piccolo test di logica giuridica. Il popolo dovrà scegliere tra l’iniziativa del Movimento Svizzero per la Libertà (MLS) e il controprogetto del Consiglio Federale. Anche se apparentemente simili, l’iniziaiva popolare è molto più chiara ed esplicita, qualcosa di necessario quando si h a che fare con politici e legulei.
Ecco la sintesi delle due proposte:
| Punto di vista | Iniziativa Popolare (MLS) | Controprogetto Governativo |
| Definizione | Esplicito riferimento a “monete e banconote”. | Generico riferimento al “numerario”. |
| Garanzie | Quantità “sufficiente” sempre disponibile. | Approvvigionamento garantito dalla BNS. |
| Obiettivo | Evitare la tracciabilità totale e il controllo sociale. | Consolidare la prassi attuale in Costituzione. |
| Sostegno | UDC e movimenti civici indipendenti. | Quasi tutti i partiti, Cantoni e sindacati. |
Il “trucco” del numerario: perché i promotori non mollano
Perché il MLS ha rifiutato il controprogetto del Governo, nonostante quest’ultimo sembri accogliere le loro richieste? La risposta sta nella precisione terminologica. I promotori temono che il termine “numerario” sia un cavallo di Troia per introdurre, un domani, una CBDC (Central Bank Digital Currency).
Se il testo costituzionale parlasse solo di “numerario”, un giurista creativo potrebbe sostenere che un franco digitale di Stato, pur essendo immateriale, soddisfi il requisito. L’iniziativa vuole invece blindare il supporto fisico: finché esiste la banconota, esiste uno spazio di libertà non tracciabile e non sequestrabile con un click. Un approccio che farebbe sorridere ogni buon keynesiano che vede nella moneta non solo un mezzo di scambio, ma una riserva di valore reale.
Privacy, Sicurezza e Resilienza
Oltre alla filosofia, c’è il pragmatismo. Il contante è:
- Antifragile: Non cade se c’è un blackout o un attacco informatico ai circuiti Visa/Mastercard.
- Privacy-oriented: Impedisce la profilazione commerciale e il “social scoring” in stile cinese.
- Economico: Non prevede commissioni bancarie per ogni singola transazione, un sollievo per piccoli commercianti e ristoratori.
Conclusione: un voto per la sovranità individuale
Il Consiglio Federale e il Parlamento appoggiano il controprogetto, ritenendolo più “tecnico” e meno rigido. Ma la vera partita si gioca sulla percezione del rischio: gli svizzeri si fidano della loro banca centrale, ma preferiscono avere la chiave della cassaforte in tasca. L’8 marzo sapremo se il franco resterà di carta e metallo o se inizierà la sua lenta trasformazione in un algoritmo.







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