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Svelato il club super-segreto di Peter Thiel. Chi il boss di Paypal e Palantir vuole incontrare

Hackerato il sito del club segreto di Peter Thiel. Esposti i dati sensibili, i segreti e le preferenze personali di Segretari di Stato, generali della NATO e miliardari della Silicon Valley.

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C’è una profonda ironia nel fatto che i signori della sorveglianza globale, coloro che vendono software ai governi per tracciare ogni nostro respiro, non siano in grado di proteggere una semplice pagina web. Un massiccio furto di dati ha appena colpito “Dialog“, il club ultra-esclusivo fondato nel 2006 dal miliardario di PayPal Peter Thiel e dall’investitore Auren Hoffman.

Per vent’anni, questa organizzazione ha mantenuto un riserbo assoluto. La segretezza, però, è crollata la scorsa settimana quando Maia Arson Crimew, hacker svizzero noto per aver già esposto la No Fly List del governo americano, ha trovato una directory aperta nel codice sorgente del sito web di Dialog. Non c’è stata nessuna sofisticata operazione di cyber-spionaggio: l’elenco dei partecipanti era semplicemente lasciato in chiaro su un normale database commerciale (Airtable), visibile a chiunque visualizzasse il codice della pagina.

Cos’è Dialog e chi ne fa parte?

Dialog non è un semplice salotto per ricchi. Si definisce come una rete privata, su invito e “bipartisan”, dove leader della tecnologia, della politica, della finanza e del governo possono stringere relazioni lontano da occhi indiscreti, con incontri su diversi livelli. I ritiri annuali avvengono in resort di lusso, da Venezia all’Arizona, con la garanzia che nulla di ciò che viene detto uscirà da quelle mura. Un Bildeberg, ma meno antico, potremmo dire.

La lista dei 222 iscritti per il 2026 è un vero e proprio manifesto del potere che si auto-regolamenta. Non usano email governative, aggirando così le leggi sui registri pubblici. Tra i nomi emersi troviamo:

  • Esponenti del Governo USA: Il Segretario al Tesoro Scott Bessent e il senatore Ted Cruz, che presiede proprio il comitato che supervisiona la privacy dei dati.
  • Vertici Militari e dell’Intelligence: Il Generale Alexus Grynkewich (Comandante Supremo Alleato in Europa della NATO) e l’ex capo dell’intelligence mediorientale, oltre al deputato Jim Himes della Commissione Intelligence della Camera.
  • Titani della Tecnologia e Finanza: Joe Lonsdale (cofondatore di Palantir, fornitore chiave del Pentagono), investitori come Marc Andreessen, ex governatori della Federal Reserve come Randy Kroszner e dirigenti di Google DeepMind.

Il ritiro di Dublino: di cosa si discute a porte chiuse?

I documenti rivelano l’agenda del prossimo incontro previsto dal 12 al 16 agosto 2026 vicino a Dublino, in Irlanda. I temi affrontati mostrano le reali preoccupazioni e gli interessi dell’élite globale. Le sessioni, rigidamente moderate per evitare scontri a livello di ego personale, includono:

  • “Navigating WWIII” (Navigare la Terza Guerra Mondiale)
  • “Battlefield Technologies” (Tecnologie da campo di battaglia)
  • “Bring Back Nuclear” (Riportare il Nucleare)
  • “Build-a-Cult” (Costruire un culto)
  • “How’s Your Sex Life?” (Come va la tua vita sessuale?)

Perché la cosa curiosa è che si parla non solo di temi di politica internazionale, ma anche di temi legati alla vita personale. Un mix che distanzia questa associazione da tante altre.

Il rischio economico e il pericolo ricatti

Da un punto di vista economico e politico, questo evento rivela il preoccupante cortocircuito tra controllori e controllati. Quando il legislatore incaricato della privacy (Cruz) siede in segreto con i giganti del trattamento dati (Hoffman), le logiche di libero mercato e la tutela dei cittadini passano in secondo piano rispetto al capitalismo di relazione.

Ma il danno immediato è legato alla sicurezza. Nel database non c’erano solo i nomi. Dialog offre anche un servizio di “incontri”, raccogliendo le preferenze politiche e indicazioni su chi è “in cerca di amore”, con tanto di profili personali dettagliati. Avere a disposizione le vulnerabilità relazionali, le visioni politiche e le agende di Segretari di Stato, generali della NATO e miliardari offre a criminali informatici o agenzie di intelligence straniere la lista perfetta per operazioni di ricatto, spionaggio industriale, phishing mirato e campagne di manipolazione. L’élite che gestisce le sorti macroeconomiche e geopolitiche del pianeta ha consegnato i propri segreti al web per una banale negligenza informatica. Una superficialità per lo meno preoccupante.

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