AutomotiveEconomia
Sud Africa: la giapponese Nissan lascia dopo 60 anni. Fabbriche ai cinesi di Chery, il nuovo volto della geopolitica dell’auto
Dopo quasi 60 anni, Nissan vende la sua storica fabbrica in Sud Africa ai cinesi di Chery. La fine di un’era per la produzione giapponese e l’avanzata industriale di Pechino: cosa cambia per i lavoratori e il mercato dell’auto.

Dopo quasi sessant’anni di onorata carriera industriale, la giapponese Nissan ammaina la bandiera in Sud Africa, ma a raccoglierla non è un concorrente occidentale, bensì il colosso cinese Chery. Un passaggio di consegne che ha il sapore di un simbolo dell’attuale mutamento geopolitico ed economico globale: l’asse si sposta verso Pechino, anche e soprattutto in un paese chiave dei BRICS come il Sud Africa.
Nissan e il costruttore cinese Chery SA hanno infatti raggiunto un accordo per l’acquisizione degli asset produttivi di Rosslyn, alle porte di Pretoria. Con questa mossa, Nissan cessa di essere un produttore locale per trasformarsi in un semplice importatore di veicoli Made in Japan o comunque all’estero.
Dietro questa decisione ci sono dinamiche economiche che i nostri lettori conoscono bene. Quando la produzione della Nissan NP 200 si è fermata nel marzo 2024, esistevano piani concreti per una vettura sostitutiva, ma le turbolenze geopolitiche in Europa Occidentale hanno di fatto cancellato i programmi, lasciando l’impianto sudafricano drammaticamente sottoutilizzato. In assenza di alternative per affiancare la produzione del pick-up Navara, l’impianto non era più finanziariamente sostenibile.
La fine della produzione del Navara a Rosslyn è prevista per la fine di maggio. Il veicolo verrà presumibilmente importato dalla Thailandia, un altro segnale della ridefinizione delle catene di approvvigionamento globali.
Ecco come cambia lo scenario automobilistico in Sud Africa con questa operazione:
| Aspetto | Situazione Precedente (Nissan) | Nuova Situazione (Chery SA) |
| Ruolo Produttivo | Produzione locale (impianto di Rosslyn). | Acquisizione di terreni, edifici e impianto di stampaggio entro metà 2026. |
| Forza Lavoro | Impiegati da Nissan SA. | La maggioranza passerà a Chery SA a condizioni simili. |
| Modelli Principali | Produzione di Navara e (precedentemente) NP 200. | Futura produzione Chery; Nissan importerà modelli come Tekton e Patrol. |
Jordi Vila, Presidente di Nissan Africa, ha sottolineato come l’accordo permetta di salvaguardare l’occupazione per la maggior parte della forza lavoro, preservando al contempo la rete dei fornitori. Si tratta di una visione pragmatica: meglio cedere l’impianto a una potenza in ascesa, ma mantenere viva la catena del valore e l’indotto, che chiudere i battenti.
La transizione si concluderà tra la fine del secondo trimestre e l’inizio del terzo. Nissan resterà sul mercato come marchio, puntando su nuovi lanci per il 2026, ma il cuore industriale pulsante di Rosslyn parlerà ormai cinese. Questo passaggio di consegne indica come al mondo c’è un nuovo sceriffo nel settore auto, sempre orientale, ma non più insulare.
Domande e risposte
Perché Nissan ha deciso di vendere un impianto storico dopo quasi 60 anni?
La decisione è strettamente legata a logiche di economia di scala e geopolitica. Il blocco dei piani di produzione del modello destinato a sostituire l’NP 200, causato dalle turbolenze geopolitiche europee, ha ridotto l’utilizzo dell’impianto. Mantenere aperta una fabbrica per produrre un solo modello (il Navara) non era più economicamente vantaggioso. Nissan ha preferito ottimizzare i costi, spostando la produzione in Thailandia e passando a un modello di puro importatore per il mercato sudafricano.
Cosa succederà ai lavoratori sudafricani dell’impianto di Rosslyn?
Fortunatamente, l’impatto sociale ed economico locale sarà mitigato. Secondo l’accordo stipulato, la maggior parte dei dipendenti attualmente impiegati da Nissan sarà assorbita da Chery SA. I contratti offerti dal produttore cinese prevedono termini e condizioni sostanzialmente simili a quelli attuali. Questa operazione garantisce la stabilità occupazionale nell’area di Pretoria e mantiene in vita l’importante rete di fornitori e l’indotto dell’industria automobilistica locale.
Questo significa che Nissan sparirà dal mercato sudafricano?
No, il marchio non sparirà. Nissan continuerà a operare in Sud Africa cambiando semplicemente la propria struttura di business: da produttore locale diventerà importatore. I clienti potranno continuare ad acquistare veicoli e usufruire dei servizi di assistenza come prima. Inoltre, l’azienda ha già confermato il lancio di diversi nuovi veicoli previsti per il 2026, tra cui la nuova generazione del fuoristrada Nissan Patrol e il modello Tekton.








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