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Strumenti di risparmio: sempre più diffuse tra i risparmiatori le polizze vita rivalutabili

Risparmio (Pixabay)

Una delle decisioni più importanti che le persone devono fare riguarda la scelta degli strumenti più adatti per proteggere i propri risparmi. Tenere i soldi fermi sul conto corrente o sotto il materasso non ha alcun senso: meglio optare per soluzioni che offrano un rendimento, ma soprattutto che presentino un livello di rischio davvero contenuto.

Non sono molti gli strumenti di risparmio che corrispondono a questo identikit, ma di sicuro rientrano in questa categoria le polizze vita rivalutabili. Negli ultimi anni i risparmiatori hanno dimostrato di apprezzare questo tipo di polizza, rilanciando un settore, quello delle assicurazioni sulla vita, che in precedenza aveva mostrato qualche segno di flessione.

Cosa sono le polizze vita rivalutabili

Sottoscrivendo una polizza vita rivalutabile, la compagnia di assicurazioni si impegna ad investire i premi versati dal cliente in una gestione separata dal resto delle attività della compagnia stessa. I rendimenti accumulati annualmente da questa gestione vengono consolidati e vanno ad aumentare la prestazione assicurativa garantita seguendo la percentuale fissata sul contratto, ovvero l’aliquota di retrocessione.

Grazie a questo meccanismo, le polizze vita rivalutabili consentono di accumulare del capitale nel corso di un periodo medio-lungo a cui il beneficiario potrà attingere secondo quanto stabilito dal contratto. Si tratta di un rendimento garantito e con un livello di rischio davvero contenuto, visto che i premi versati vengono investiti in una gestione separata.

Caratteristiche, pro e contro

Le polizze vita rivalutabili possono essere sottoscritte praticamente da qualsiasi piccolo risparmiatore. Il capitale che viene versato dall’assicurato tramite i premi viene rivalutato ogni anno in relazione al rendimento ottenuto dalla gestione separata. Gli interessi vengono calcolati non solo sul capitale versato, ma anche sugli interessi già maturati in precedenza: questo meccanismo si chiama capitalizzazione composta.

Quando il contratto arriva alla scadenza, sul capitale accumulato nel corso degli anni viene corrisposto un rendimento minimo garantito previsto dal contratto, che solitamente si aggira intorno al 2,00%. Non è di certo la soluzione di investimento più remunerativa, ma parliamo di uno strumento di risparmio, quindi più mirato alla sicurezza del capitale impegnato che all’ottenimento di un rendimento (che, per quanto contenuto, è garantito).

Nella lista dei vantaggi delle polizze vita di questo tipo vanno indicate le agevolazioni fiscali di cui può beneficiare il sottoscrittore. I premi che vengono versati alla compagnia sono infatti detraibili al 19%; in più, le assicurazioni sulla vita rivalutabili non comportano il pagamento dell’imposta di bollo. Va comunque detto che in caso di riscatto anticipato il contraente è tenuto a versare alla compagnia delle penali.

Le polizze di tipo misto

Le polizze vita rivalutabili possono anche essere di tipo misto. In pratica, una parte del premio versato dall’assicurato viene destinata ad altre garanzie quali il caso morte o l’invalidità permanente: in tal modo viene erogato un capitale sia nel caso in cui l’assicurato arrivi vivo alla scadenza della polizza che nel caso in cui muoia prima di questo termine. Nelle polizze miste, una parte del premio non viene accantonato alla gestione separata.

Una quota del versamento viene infatti destinata alla creazione del capitale da corrispondere in caso di morte o di invalidità permanente. Questo meccanismo fa sì che le prestazioni assicurative corrisposte a scadenza del contratto siano inferiori rispetto alle polizze vita rivalutabili tradizionali: il sottoscrittore infatti si dovrà accontentare della restituzione del capitale versato con i premi nel corso degli anni.

Esempio: come funziona lo strumento di risparmio

Per capire meglio il funzionamento di questi strumenti di risparmio può essere utile fare un esempio. Una coppia di genitori decide di creare un capitale che in futuro possa permettere al figlio di far fronte alle spese legate alla sua formazione universitaria. Sottoscrivono quindi una polizza vita rivalutabile, versando i premi nelle modalità e con le tempistiche previste dal contratto. Tolti i costi, la parte del premio rimanente viene destinata in un fondo a gestione separata.

Le gestione dei fondi avviene in modo da raggiungere ogni anno un rendimento. Alla scadenza del contratto, il beneficiario riceve l’intero capitale versato nel corso degli anni dai suoi genitori a cui si aggiunge il rendimento minimo garantito. Inoltre, ma solo se la gestione separata ha avuto i risultati sperati, ha diritto a partecipare agli utili. Per l’intera durata del contratto l’assicurazione è obbligata ad inviare un rendiconto annuale, così l’assicurato può seguire l’andamento della polizza.


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