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STAI ATTENTO, CARO TSIPRAS, CHE A GIOCARE COI SOLDI E COL POPOLO CI RIMETTI LE PENNE! (di Giuseppe PALMA)

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La “curiosa” firma del ministro delle finanze Tsakalotos in calce all’offerta alla UE (da RT.com)

 

A seguito del referendum tenutosi in Grecia domenica scorsa (5 luglio), con il quale il popolo greco ha espresso un sonoro OXI (NO) all’ultimatum lacrime e sangue imposto dalle Istituzioni creditrici (UE, BCE e FMI), il premier greco Alexis Tsipras – forte di quel 61,31% di voti che i suoi cittadini hanno espresso contro ulteriori misure di austerità – nella tarda serata di ieri ha presentato all’Eurogruppo le seguenti proposte:

  PROGRAMMA CHE TSIPRAS HA SOTTOPOSTO ALLE ISTITUZIONI CREDITRICI

 COSA PROPONE:

  1. AVANZO PRIMARIO DI BILANCIO [cioè differenza tra spesa pubblica ed entrate tributarie (ed extra tributarie), al netto degli interessi] ALL’1% NEL 2015, AL 2% NEL 2016, AL 3% NEL 2017 E AL 3,5% NEL 2018;
  2. RIDUZIONE DELLE AGEVOLAZIONI FISCALI PER LE ISOLE TURISTICHE (ENTRO IL 2016);
  3. AUMENTO DELL’ALIQUOTA IVA AL 23% ANCHE PER RISTORANTI E CATERING;
  4. AUMENTO DELL’ALIQUOTA IVA PER ALBERGHI AL 13%;
  5. TAGLI ALLA SPESA MILITARE PER 300 MILIONI (100 MLN NEL 2015 E 200 MLN NEL 2016);
  6. FINE DELLE AGEVOLAZIONI FISCALI PER AGRICOLTORI E CARBURANTE;
  7. AUMENTO DELLE TASSE SUGLI ARMATORI;
  8. AUMENTO DELL’IMPOSTA SUL REDDITO DELLE SOCIETA’ (DAL 26% AL 28%);
  9. REVISIONE CATASTALE E AUMENTO DELLE TASSE SUGLI IMMOBILI, SOLO SE NECESSARIO;
  10. RISPARMI SULLA SPESA PENSIONISTICA TRA LO 0,25%-0,50% DEL PIL NEL 2015 E DELL’1% DAL 2016, ANCHE ATTRAVERSO IL TAGLIO PROGRESSIVO DELLE BABY PENSIONI (CON DISINCENTIVI AL PRE-PENSIONAMENTO);
  11. INNALZAMENTO DELL’ETA’ PENSIONABILE A 67 ANNI (ENTRO IL 2022);
  12. AUMENTO DELLA TASSA SUI BENI DI LUSSO (DAL 10% AL 13%);
  13. RIDUZIONE DEGLI STIPENDI DEI DIPENDENDI PUBBLICI (ENTRO IL 2019);
  14. ISTITUZIONE DI UN’AGENZIA AUTONOMA PER COMBATTERE L’EVASIONE FISCALE;
  15. PRIVATIZZAZIONI NEL CAMPO DELL’ENERGIA ELETTRICA, AREOPORTI LOCALI E PORTI;
  16. PROGRAMMA DI LIBERALIZZAZIONI (DELLE PROFESSIONI) E DI SEMPLIFICAZIONE PER IL RILASCIO DELLE LICENZE COMMERCIALI.

COSA CHIEDE

  1. PRESTITO PONTE” (IMMEDIATO) DA 7 MILIARDI;
  2. PRESTITO DI 53,5 MILIARDI (ATTRAVERSO IL MES) PER ONORARE I PRESTITI PREGRESSI;
  3. RINEGOZIAZIONE DEL DEBITO (NELLA MISURA DA VERIFICARE E CHE AL MOMENTO NON E’ DATO SAPERSI).

***

Leggendo le proposte di cui sopra, non posso che essere molto deluso e critico nei confronti del primo ministro greco! Tsipras ha in pratica proposto una serie di misure recessive che non solo rispecchiano – seppur con qualche modifica – l’ultima proposta avanzata da Juncker durante la settimana che ha preceduto il referendum, ma addirittura nel loro contenuto altro non sono che la concreta realizzazione di un ulteriore programma di AUSTERITA’!

Ciò premesso, su Tsipras e sulle sue proposte recessive sorgono alcuni quesiti:

  • Come può pensare di far riprendere la domanda interna se aumenta l’IVA?
  • Come può pensare di far aumentare i consumi se riduce le agevolazioni fiscali alle isole turistiche?
  • Come può pensare di aiutare il settore agricolo se elimina le agevolazioni fiscali per gli agricoltori?
  • Come può pensare di aiutare il settore turistico e quello della ristorazione se aumenta l’IVA su ristoranti, catering e alberghi ?
  • Come può pensare di far crescere l’economia del suo Paese promettendo l’avanzo primario a quei ritmi?
  • Come può pensare di privatizzare energia elettrica, aeroporti locali e porti senza tirarsi addosso l’ira del suo elettorato?
  • Come può pensare di avviare un programma di liberalizzazioni dopo che in campagna elettorale vi si era espresso contro?
  • Come può pensare di fare una concreta lotta all’evasione fiscale nei confronti di un popolo che sta morendo?

Delle due l’una: o è un “pagliaccio” che tradisce il voto espresso dal suo popolo su un referendum che lui stesso ha indetto, oppure sta preparando qualcosa di politicamente grandioso…

Voglio pensar male:

E’ probabile che abbia presentato le proposte di cui sopra perché sa che da martedì della prossima settimana non ha più un euro per pagare stipendi e pensioni, quindi ha preferito sottoporre ai creditori una proposta lacrime e sangue per farsi dare da questi un “ prestito ponte” che risolva nel breve periodo i problemi più urgenti (oltre a far vedere la buona volontà di pagare al FMI la prossima rata in scadenza il 20 luglio), quindi è altresì probabile che stia solo prendendo tempo per pianificare un’uscita pilotata dall’Euro già per questo autunno/inverno.

Ma allora perché aspettare altro tempo prima di uscire dall’Euro, se può farlo adesso? La risposta è semplice: le attuali disponibilità finanziarie sono allo stremo (c’è denaro solo fino a lunedì), quindi Tsipras si trova con l’acqua alla gola e gli serve prendere fiato, anche per non spaventare un popolo al collasso che può prelevare dai bancomat – fino a lunedì – appena 60 € al giorno. Con il “prestito ponte” di 7 miliardi riuscirebbe invece a “fregare” i creditori, a normalizzare la vita quotidiana nel suo Paese e a pianificare un’uscita dall’Eurozona senza il dramma delle file agli sportelli che vediamo da quasi due settimane! In pratica sarebbe la salvezza per la Grecia e una fregatura per i creditori!

Se così non fosse, cioè se davvero crede di poter risolvere i problemi economico-sociali dei greci con le proposte che ha presentato ieri sera all’Eurogruppo, allora vuol dire che anche lui è un traditore della democrazia, al pari dei suoi strozzo-creditori! Austerità per austerità, gli conveniva accettare l’ultimatum che le Istituzioni creditrici gli avevano imposto a fine giugno (che non discostava di molto dalle sue proposte presentate nella tarda serata di ieri), senza la farsa del referendum!

 

Stai attento, caro Tsipras, che a giocare coi soldi e col popolo ci rimetti le penne!

 

Giuseppe PALMA

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