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“Squallidi gabellieri di Bruxelles, state distruggendo la mia città!!!” di R. SALOMONE-MEGNA

L’autore di questo articolo vive a Benevento, una cittadina campana di circa 60.000 abitanti, che sta attraversando con sofferenza indicibile la crisi economica senza fine , che ormai attanaglia l’Italia da più di un decennio.

Infatti, non passa giorno che non venga chiusa un’attività commerciale e diverse di quelle che ancora sono aperte tirano avanti con grande stento.

Il popolo delle partite IVA ed i liberi professionisti, con qualche sparuta eccezione, fanno introiti ai limiti della sussistenza.

Sono stati proletarizzati anzi, per dire meglio, glebalizzati e cionondimeno si devono anche preoccupare delle attenzioni di un fisco assillante ed onnipresente con i suoi innumerevoli adempimenti.

Benevento è diventata, così, una città di vecchi, tra i quali mi annovero anche io, per la duplice azione combinata della denatalità e della emigrazione.

Non ci sono nuove nascite, da un pò di tempo abbiamo circa 1000 iscrizioni all’anno in meno alle scuole primarie.

I giovani che possono andare via lo fanno, ma con grande sofferenza.

Sofferenza sia per chi va via, sia per chi rimane, poiché i vincoli familiari dalle mie parti sono molto forti e sentiti.

I giovani migliori abbandonano, purtroppo, la nostra collettività, andando a rinforzare l’ economie dei malmostosi vicini europei, portando via con sé anche la speranza di una nostra possibile rinascita futura.

Cosa può essere più terribile per un giovane o per una famiglia del non avere alcuna speranza in un futuro migliore ?

In compenso ci siamo ritrovati nei nostri quartieri, nel volgere di un amen, tanti immigrati di colori, costumi ed usi diversi.

Bravi ragazzi, per ora, ma “senza arte né parte”, come avrebbe detto mia madre.

Ciondolano dalla mattina alla sera, con gli auricolari perennemente inseriti oppure chiedono l’elemosina come tante anime in pena. Ed è giocoforza perché, se non c’è lavoro per i nostri giovani, figuriamoci per loro.

Non me ne voglia chi legge, ma nessuno di essi ha la facies di un rifugiato politico o di qualcuno che sia scappato da terribili eventi.

Appaiono tutti ben messi in salute, anche palestrati e molti hanno trovato collocazione all’ ìngresso di Benevento in un albergo a quattro stelle, nuovo di zecca che, neanche il tempo di inaugurarlo, rischiava di chiudere per mancanza di avventori. Qui vengono curati e soggiovati.

Nel contempo i nostri poveri pensionati, quelli con la pensione sociale, sono costretti a fare acquisti la sera, quando ormai i prodotti alimentari prossimi alla scadenza vengono ceduti a poco prezzo oppure a cercare aiuto alla Caritas.

A seconda della propria formazione culturale, chi subisce e riflette sul caos descritto può imputarlo all’azione incessante dell’entropia, oppure all’opera del demonio o all’opera di entrambi.

A voi la scelta.

Dopo avere illustrato la situazione di grave disagio che stiamo vivendo in città, seconda solamente alle distruzioni degli eventi bellici dell’ultima guerra mondiale, parliamo dei cravattari di Bruxelles e dei loro luridi scherani e tirapiedi autoctoni e di come le loro azioni stiano strangolando la nazione in generale e la collettività sannita in particolare.

Alla pagina 82 del NADEF è riportata la tavola IV.1 denominata “ Raccomandazioni per l’anno 2018 e per l’anno 2019 “.  Ovviamente parliamo di raccomandazioni europee, pensate da oscuri individui di cui non conosciamo nulla, che incidono però gravosamente nella nostra vita quotidiana.

Relativamente alla politica fiscale, sia per il 2018 che per il 2019, gli orribili orchi di cui sopra così raccomandano: “ spostare la pressione fiscale dal lavoro, in particolare riducendo le agevolazioni fiscali e riformando i valori catastali non aggiornati ….

Non commento la raccomandazione, ma vi riporto cosa essa abbia prodotto nella mia città.

A partire dal giorno 18 dicembre u.s. molti miei concittadini si sono visti notificare cartelle esattoriali relative all’IMU su terreni edificabili per il periodo 2013-2017.

Una mia carissima amica, pensionata e disabile, il giorno 20 u.s. ha avuto una cartella esattoriale di 15.000 euro, ma conosco di tantissimi altri che hanno ricevuto richieste anche più esorbitanti.

Il comune di Benevento, ormai incapace di garantire anche i servizi minimi per il calo degli introiti fiscali conseguenti alla crisi, ha pensato bene di fare cassa ritenendo edificabile qualsiasi terreno che si trovi in ambito urbano ed ha stabilito il valore di mercato di detti terreni su cui pagare l’IMU, con un metodo analitico che definire cervellotico è un eufemismo.

Grazie a questo metodo, terreni che non hanno mercato, perché nessun imprenditore ordinario, elegante formula per indicare la sanezza di mente, li acquisterebbe per un’attività edilizia, d’embleè diventano per il comune di Benevento di grande pregio.

Come precisato parliamo di virtualità non di prezzi formatisi a seguito di compravendite reali.

Così la mia amica ha scoperto, con grande scoramento, che un terreno di proprietà, ubicato in fascia di rispetto stradale e quindi non suscettibile di edificazione alcuna, abbandonato ed incolto da più di quaranta anni e per giunta intercluso, per il comune di Benevento vale 60 euro/mq, quando lei non è riuscita a cederlo neanche gratuitamente.

Ovviamente per impugnare l’atto de quo sarà costretta a ricorrere al giudice, con aggravio di spese a suo carico e di preoccupazioni, assolutamente deleterie per la sua malattia.

Molti di coloro che hanno avuto le notifiche forse non opporranno ricorso, perché anziani o perché, causa la crisi, non hanno i soldi da dare al commercialista ed all’avvocato per difendersi dalla tentata rapina, così incapaci di pagare subiranno la spoliazione dei propri beni.

Questo è il significato, neanche tanto recondito, della raccomandazione europea: incitare alla grassazione le amministrazioni comunali.

Beni ottenuti dal nostro duro lavoro e dal lavoro dei nostri padri e dei nostri nonni sono diventati causa di una terribile iattura.

Continuando così, le sorti di Benevento sono segnate, ma anche quelle italiane.

Il disegno è evidentissimo: lobbies di potere autoctone ed alloctone vogliono appropriarsi dei nostri beni e dei nostri averi, ricorrendo alla leva fiscale ed al ricatto dello spread.

Quale via d’uscita tentare ? Ci vorrebbe un novello Robin Hood ?

Da patriota e libero pensatore credo che l’ultima possibilità che abbiamo è di stringerci a coorte e combattere contro queste politiche di vassallaggio, di servaggio e di impoverimento.

Altrimenti ci resterà solamente la terribile scelta che ebbero i contadini delle mie parti nel periodo 1861-1870 : vivere in ginocchio o morire in piedi?

Raffaele SALOMONE-MEGNA


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