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Spiegel attacca Trump a livello personale: “Sadico, Immorale, Primitivo”. Ma dove è la censura per gli insulti sul web? Forse non vale per la Germania…

Fa pensare che l’attacco mediatico di Der Spiegel contro Trump sia scaduto verso un approccio – e con un titolo – che tende al personale, soprattutto perchè viene pubblicato dalla testata che forse più di tutte rappresenta la stirpe che perpetrò l’Olocausto.

Non mi capacito di come una cultura sopraffina come quella tedesca, a partire dalle elites che la governano, possa regolarmente scadere in maniera tanto decadente, vedasi LINK con l’articolo di Der Spiegel che attacca a livello personale Trump. Purtroppo lo abbiamo già visto in passato: tutte le volte che si presenta una supposta crisi in grado – notasi bene – di mettere a repentaglio il benessere delle elites germaniche queste reagiscono sempre nella stessa maniera, da secoli, aizzando le folle contro il nemico. Successe agli albori della prima guerra mondiale e poi durante la guerra, successe con sovietici, poi nella propaganda nazista, sia con i nemici stranieri che con una parte del proprio stesso popolo, gli ebrei. Oggi ci siamo di nuovo. La mia paura è che oggi l’equivalente degli ebrei di 75 anni fa possano essere i paesi euroscettici ed in crisi che – per conservare un minimo di benessere nazionale – non vogliono allinearsi agli interessi di Berlino, Grecia ed Italia in primis.

Il problema in tutto questo grande schema fatto di interessi asimmetrici è che oggi il vero nemico della Germania e del suo ritrovato benessere (accumulato con l’euro e con la nefasta austerità euroimposta sulle spalle dei paesi EU-periferici, ndr) sono gli USA, Trump secondo chi scrive è solo il facile bersaglio, il totem del momento: ritengo infatti che negli anni a venire capiremo sulla nostra pelle che ormai si tratta di interessi contrapposti tra USA ed EU, con quest’ultima che vuole emanciparsi geostrategicamente da Washington. Fa sorridere che in tale visione neo-pangermanica gli States possano diventare la gallina da spennare a seguito dell’incredibile accumulo di debito da parte della società americana. Sarà materia di studi per i decenni a venire quale fu il vero driver dell’enorme accumulo di debito federale sotto la presidenza Obama – in misura mai successa prima e per altro senza risolvere la crisi del debito USA -, debito quasi raddoppiato in soli 8 anni!

 

Per comprendere le ragioni di questa solo apparente follia revanscista tedesca – in realtà sono puri interessi geo-economici, ma non della cittadinanza in generale ma delle poche centinaia di persone che da secoli comandano l’ex Impero germanico – bisogna analizzare la struttura della società tedesca attuale. Essa è stata per 70 anni bloccata rigidamente sulle proprie posizioni post belliche, ossia è stata insensibile a stimoli esterni ed interni atti a far risvegliare gli innati istinti di predominio; tale catalessi sociale nacque a seguito della cd. “questione della colpa” successiva ai disastri perpetrati dal popolo germanico durante la seconda guerra mondiale. Per chi volesse approfondire, il filosofo Karl Jaspers ha spiegato bene la genesi di tale sottomissione volontaria agli eventi. A seguito di ciò, nei successivi 75 anni le elites locali, pur continuando a comandare preservando il loro potentato, non hanno potuto cambiare il pareadigma filo atlantico, fors’anche per l’eccessiva potenza del dominus USA e/o per la mancanza di opportunità. Appunto, l’opportunità vera di rinascita pangermanica è stata creata con l’Euro, strumento di genesi nazista (Funk) implementato secondo alcuni con 70 anni di ritardo; e poi la crisi USA del debito esplosa coi mutui subprime e da allora assolutamente non risolta. La collaborazione con Obama – che in veste di primo presidente nero degli States aveva come primo obiettivo semplicemente di venire ricordato in modo positivo – è stata fattuale, con l’avallo lato tedesco delle troppo spesso utopistiche politiche obamiane contraccambiato col il non permettere agli USA di uscire veramente dalla crisi del 2008 ma solo di far fare bella figura ad Obama possibilmente indebolendo alla radice i fondamentali americani: solo in tale modo sarebbe stato poi possibile emanciparsi dal giogo del dominus vincitore dell’ultima guerra!

L’enorme concentrazione di ricchezza delle elites tedesche è alla base degli indirizzi EU pro-austerity a vantaggio del proprio paese (e a scapito dei periferici): la ricchezza privata in EU

Da tale spiegazione deriva tutto il resto, inclusa la sfida tedesca agli States dei nostri giorni (infatti è stata fin dall’inizio Berlino ad attaccare Trump e non viceversa).

Va aggiunto che la Germania resta uno dei paesi al mondo dove esiste maggior accumulo di ricchezza in mano di pochi, per essendo un paese intrinsecamente povero di risorse; il primato Europeo per assurdo resta nelle mani della società teoricamente più egalitaria ed al contempo più squisitamente di simpatie naziste a livello famgliare in quanto evitò la Norimberga per il supporto dato al Reich da parte della propria nobiltà, parlo della Svezia. Ossia in detti paesi – Germania e Svezia – l’accumulo di ricchezza in mano a pochissimi va di pari passo con il benessere diffuso della popolazione, tutti devono avere lo stretto necessario per vivere, non troppo ma abbastanza. Da qui il patto sociale derivante, tutti debbono avere un lavoro, tutti devono avere l’auto, tutto debbono andare in ferie e tutti leggono la Bild. Come vedete anche Germania e Svezia hanno il loro parco buoi.

Oggi che vediamo Der Spiegel – la testata della media intellighentia tedesca, i pensatori più raffinati sono rappresentati da Die Zeit – scadere verso l’insulto personale capiamo che qualcosa sta cambiando: ossia evidentemente in Germania inizia ad esistere un problema USA più che un problema Trump; leggasi gli States si sono accorti che la Germania sta remando contro. E vogliono risolvere il problema dei rapporti infedeli con la Germania, appunto con Trump “il nemico”. Dunque Berlino deve difendersi. Forse adesso capite il perchè delle non così stralunate proposte circolate sui media tedeschi di dotare anche la Germania di un armamento nucleare.

Il panico nelle Cancellerie di mezza Europa è palpabile.

La cosa che stupisce è come sia possibile che la censura del web non colpisca atteggiamenti come quelli dello Spiegel, commenti molto meno pesanti sono stati severamente redarguirti dalla rete e soprattutto dal temibile censore tedesco del web, ormai Berlino ha una legge che la avvicina alla mera censura.

Appunto, il rischio è di essere – di nuovo – pericolosamente vicini alla propaganda. Ossia al diritto asimmetrico, lo Stato Hegeliano ricompare, a Lui tutto è permesso ed i cittadini devono sottomettersi. Il nazismo fu solo una delle tante rappresentazioni di detto principio sociale elitario, appunto chiamato hegeliano. Il problema di tale paradigma tipicamente tedesco è che ormai l’intellghenzia che lo Spiegel ben rappresenta “fa parte” dello Stato, le elites “fanno parte” degli interessi dello Stato e quindi possono dire e forse fare quello che vogliono.

Faccio solo presente che l’ultima volta che successe qualcosa di simile ci furono milioni di morti in Europa. Per colpa di Berlino. Iniziando dalla Spagna.

MD


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