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Sorpresa a Hormuz: l’Iran blocca due navi portacontainer cinesi

L’Iran spiazza i mercati bloccando due navi portacontainer cinesi nello Stretto di Hormuz. Le nuove, stringenti regole di Teheran sul traffico marittimo colpiscono inaspettatamente anche Pechino.

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In un colpo di scena che ha spiazzato molti osservatori internazionali, l’Iran sembra aver voltato le spalle al suo migliore, e di fatto unico, grande acquirente commerciale: Pechino. Teheran ha infatti bloccato il transito di due navi portacontainer di proprietà cinese attraverso lo Stretto di Hormuz. Si tratta di una mossa decisamente insolita, soprattutto considerando che il blocco navale iraniano si era finora concentrato esclusivamente sui Paesi ritenuti sostenitori di Israele e degli Stati Uniti.

Le due imbarcazioni coinvolte, la CSCL Indian Ocean e la CSCL Arctic Ocean, sono state costrette a effettuare un’inversione a U nei pressi dell’isola di Larak, a circa venti miglia dal porto di Bandar Abbas, nel sud dell’Iran. Nei giorni precedenti, alcune navi avevano transitato liberamente attraverso lo stretto canale tra le isole iraniane di Qeshm e Larak, comprese quelle che segnalavano equipaggio e proprietà cinese, ma l’improvviso cambio di rotta segnala una nuova stretta.

La gestione dei flussi è ancora in mano a Teheran?

Le Guardie della Rivoluzione iraniane hanno confermato di aver respinto tre navi portacontainer di varie nazionalità che tentavano di attraversare lo stretto, ribadendo che tutto il traffico navale da e per i porti dei Paesi sostenitori di USA e Israele è rigorosamente vietato. Tuttavia, l’inclusione di navi cinesi in questo blocco solleva interrogativi sulle reali priorità geopolitiche di Teheran in questa fase, oppure sul reale controllo centrale sui comandi delle regioni meridionali dell’Iran.

Cosa può passare e cosa no

Per fare chiarezza sulla confusa situazione logistica, ecco una tabella riassuntiva basata sulle testimonianze degli armatori e degli intermediari marittimi:

Categoria Merci / NaviStato del TransitoNote
Navi legate a USA e IsraeleBloccateDivieto assoluto di transito.
Portacontainer CinesiRespinteInversione di rotta imposta di recente.
Elettrodomestici, auto, abbigliamentoConsentitoSolo se il carico è destinato al mercato interno iraniano.
Prodotti farmaceuticiConsentitoEsenti da blocchi, diretti in Iran.
Cereali e materie prime agricoleConsentito (con ritardi)Scaricati al porto di Bandar Imam Khomeini, provenienti soprattutto da Russia e Sud America.

Nell’ultima settimana, infatti, l’Iran ha permesso a quattro navi cariche di cereali di attraversare lo Stretto di Hormuz in direzione opposta, dopo un’attesa di quasi tre settimane nel Golfo dell’Oman. Queste rinfusiere hanno scaricato a Bandar Imam Khomeini, un porto vitale dove tre quarti del carico gestito è costituito proprio da importazioni di grano russo e sudamericano.

La situazione rimane fluida. Pechino finora ha tollerato le intemperanze del suo partner mediorientale, ma bloccare il flusso commerciale del proprio miglior cliente potrebbe rivelarsi un azzardo strategico di difficile gestione per l’economia iraniana.

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