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Son diventati tutti sovranisti di Massimiliano Lenzi.

 

Stanno diventando tutti sovranisti e anche un popopulisti, sempre meno berlusconiani ma in fondo sempre italiani. Ultime notizie: lItalia sta diventando una Repubblica fondata sul sovranismo. Sarà che i sondaggi cantano ogni giorno la vittoria della Lega e dei partiti populisti alle prossime Europee, sarà che il vento è cambiato, ma nel Belpaese c’è un ingorgo che sino a pochi mesi fa non era prevedibile, almeno per le dimensioni: ogni giorno sbucano populisti e sovranisti novelli da ogni parte.

Giornalisti, opinionisti, uomini e donne dello spettacolo, personaggi della televisione, ovviamente politici, gente semplice e intellettuali. Insomma, se si va avanti di questo passo ci ritroveremo con un overbooking da sovranismo e magari pure con una canzone a fargli da accompagnamento: Aggiungi un posto a tavola che c’è un sovranista in più, se sposti un pola seggiola stai comodo anche tu…. Verrebbe da sorriderci sopra se non fosse che il costume di correre in soccorso del vincitore – come ricordava Ennio Flaiano in uno dei suoi più sapidi aforismi – incarna un costume nazionale ma anche il più grande dei limiti del nostro Paese; quello che nei momenti difficili fa scomparire il senso critico, lasciando solo un coro unanimista.

Negli anni Venti e Trenta fu tutto un correre a dirsi fascisti; nel dopoguerra – dopo il lungo viaggio attraverso il fascismo – chi lo era stato ed era sopravvissuto cambiò e divenne o sincero democratico o comunista. C’è stato poi il periodo in cui tanti si dissero berlusconiani e molti altri anti-berlusconiani, sino a pochi anni fa quando un 40% degli italiani divenne renziano, con picchi da quasi 100% nelle élite. Adesso, con il sovranismo che trionfa, il bipolarismo sembra una abitudine andata (resistono un podi europeisti ma con argomenti assai poco seduttivi). Per il resto i sovranisti (e i populisti) aumentano ogni giorno. Gli effetti si vedono anche da banali dettagli: mai come in questi mesi di Governo Salvini-Di Maio-Conte – ad esempio – con la Lega e i 5 Stelle al comando, si è assistito ad un fiorire di tavole rotonde o quadrate, di faccia a faccia, di studi, di convegni, di giornate di approfondimento e chi più ne ha più ne metta sul sovranismo. Anche sul populismo pubblicistica e convegnistica vanno a ruba.

Un andazzo che comincia dalla pubblicazione di libri e poi scende giù giù, sino alle chiacchiere nei bar di provincia dove i sovranisti lievitano e tutti gli altri calano. Come per il gioco del pallone, dove siamo tutti allenatori, noi italiani oggi siamo diventati tutti politologi perché la crisi delle élite, (conclamata e reale) ha dato sicurezza e coraggio a chiunque. Così mentre i posti alla tavola del sovranismo e del populismo aumentano, una riflessione va posta ai populisti ed ai sovranisti al Governo, soprattutto va posta ai due leader Salvini e Di Maio: senza élite, anche il populismo, sarà destinato ad implodere. Si decidano dunque a selezionare una nuova classe dirigente preparata e competente e al tempo stesso comincino a scremare laffollamento dilagante. Altrimenti finirà che a forza di nuovi sovranisti, giorno dopo giorno, si ritroveranno con una compagnia di Girella: Viva Arlecchini / E burattini / Grossi e piccini / Viva le maschere dogni paese / Le Giunte, i Club, i Principi e le Chiese. Perché  anche i sovranisti, alla fine, tengono famiglia.

Massimiliano Lenzi, Il Tempo, 11.3.19


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