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SINN: NON E’ VERO CHE LA GERMANIA SI E’ AVVANTAGGIATA SULL’EURO, HA SOLO CUMULATO CREDITI INESIGIBILE. GIUSTO, AIUTIAMOLO AD EVITARLO

 

Sul giornale economico Hadelsblatt è stato pubblicato un commento di Hans Werner Sinn, il noto economista tedesco dell’Istituto CesIFO, a proposito dello studio dell’Istituto CEP che indicava come la Germania si fosse enormemente arricchita dall’introduzione dell’euro mentre, secondo lo stesso studio, l’Italia avrebbe subito un danno enorme. La Germania avrebbe cumulato una extra ricchezza per 1900 miliardi di euro, mentre l’Italia un danno per 4500 miliardi.

Sinn nega questa affermazione sulla base di due osservazioni non peregrine, soprattutto dal suo punto di vista:

a) I tedeschi hanno effettivamente una valuta sottovalutata rispetto a quello che potrebbe essere l’Euro e questo ha causato enormi surplus  commerciali che sono parte del PIL del paese, ma che alla fine non danno vantaggi diretti al paese stesso, ai suoi cittadini, se non sono spenti;

b) Ora il surplus commerciale fa parte del PIL, come componente estera, ma non si è  convertito in beni per i cittadini tedeschi, ma in crediti, molti dei quali di bassa qualità.  Quindi che vantaggio avrebbe avuto la Germania dall’euro? Nessuno, quello  di generare enormi crediti alcuni inesigibili, altri di scarsissimo rendimento.

Certo la Germania preferirebbe avere dei crediti ad alto rendimento e questo spiega l’incredibile accanimento contro il QE che mantiene i tassi molto bassi. ma rischia brutte sorprese perchè Trump proprio ieri parlava di un dollaro sopravvalutato, per cui i crediti in dollaro rischiano di svalutarsi. Però appare necessario aiutare i cittadini tedeschi ad uscire da questa maledizione, ad esempio modificando ad hoc le normative di Maastrich, e ciò potrebbe avvenire in due modi alternativi:

  1. legando l’entità dei contributi UE al surplus commerciale o, ancora meglio;
  2. legando un obbligo ad un aumento del deficit  dello Stato, suddiviso al 60% in spesa corrente e per il 40% in investimenti, ad ogni punto di surplus commerciale che superi il 3%, magari con un coefficiente 2. Quindi per ogni punto di surplus oltre 3% la Germania dovrebbe aumentare il proprio deficit del 2  sotto forma di defiscalizzazioni, di maggiori spese sociali e di maggiori investimenti. In questo modo con un surplus del 8% si dovrebbe creare un deficit del 10%, con meno tasse, più servizi ai cittadini, e più investimenti.

Con la seconda soluzione si avrebbe un miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini tedeschi ed un ammodernamento delle infrastrutture. Inoltre l’aumento di spesa avrebbe come effetto una diminuzione del deficit di partite correnti e quindi di quegli inutili crediti tedeschi, ed il tutto senza trasferimenti. Ci attendiamo che Sinn colga al volo l’occasione….

 

 


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