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Si stringe il cappio attorno a Huawei: Giappone e Regno Unito si uniscono al bando

 

Si stringe sempre più il cappio attorno a Huawei, ed a questo punto ci sono dei seri dubbi che possa proseguire nella propria attività produttiva. Anche se le misure di bando di Google sul sistema Android sono state rinviate per 3 mesi, soprattutto per permettere ai punti vendita di dismettere i modelli in magazzino, altre aziende fornitrici di componenti essenziali si stanno unendo al bando mettendo seriamente in forse che la società possa sopravvivere.

In GIAPPONE  ARM, uno dei principali produttori di microprocessori, chip, per smartphone, ha deciso di cessare la propria fornitura a Huawei. La società giapponese utilizza tecnologie americane per produrre i propri processori e non vuole incappare nella possibilità di violare il bando USA in nessun modo. Ma escludendo questi Chip si mette in forte dubbio la capacità di Huawei di produrre Pad e Smartphone. Anche TOSHIBA si è unita al bando, anche se solo in modo temporaneo per escludere qualsiasi prodotto che abbia componenti Made in USA, ed ha annunciato che, dopo un periodo di sospensione ed analisi, riprenderà con i prodotti al 100% giapponesi. PANASONIC aveva già interrotto le forniture, sempre per il timore di condividere tecnologie americane. Se passiamo a considerare la clientela Softbank, DoCoMo e KDDI, principali fornitori di servizi telefonici nel Paese, hanno deciso di non acquistare più prodotti Huawei.

Nel REGNO UNITO VODAFONE e la propria controllata EE hanno anch’esse deciso il bando dei prodotti Huawei dalla rete 5G nazionale. Anche il telefono Mate X che doveva essere offerto come uno dei primi ad utilizzare la nuova tecnologia non verrà più offerto nei punti vendita della società di telecomunicazioni.

le componenti che non vengono più fornite alla società cinese dalle controparti internazionali iniziano ad essere troppo complesse e numerose per poter essere rimpiazzate, sicuramente nel breve periodo, ma anche nel medio lungo. A questo punto si tratta di iniziare a sviluppare in house una serie di prodotti complessi dalle memorie solide ai processori al sistema operativo, con anche il problema, per quest’ultimo, di renderlo o perfettamente compatibile con uno già esistente oppure di garantirgli una diffusione tale da essere attraente per gli sviluppatori di App. Se lo stato cinese può imporre degli standard sul mercato interno, la situazione diventa  molto complessa su quello internazionale e vi è la necessità di investimenti enormi per superare le barriere all’entrata del mercato.  Chi si può avvantaggiare in questa circostanza? Il principale concorrente di Hauwei, Samsung, che infatti ha visto crescere il valore delle proprie azioni negli scorsi giorni.


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