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SCONFITTA SONORA PER I SOCIALISTI BOLIVARIANI DI MADURO

RAGAZZA VENEZUELANA MOD

Il Venezuela ha deciso di cambiare. Dopo 16 anni di governo i venezuelani, recatesi alle urne in massa con il 74,3% , hanno dato una maggioranza di 99 seggi su 165 all’alleanza di opposizione guidata da Henrique Capriles, contro 46 ai Chavisti di Maduro e 22 seggi ancora da assegnare. Una valanga di voti che punisce il presidente Maduro, incapace di dare una soluzione ai problemi economici e di sicurezza del paese sudamericano.

Bastano pochi numeri per indicare il completo fallimento del Chavismo, soprattutto dopo la morte del suo fondatore :

 

  • Un tasso di inflazione del 156% nel 2015 e del 206 previsto nel 2016, il tutto in un regime di cambi fissi che impedisce la nascita di qualsiasi industria nazionale;
  • PIL in calo del 10% nel 2015;
  • previsto un ulteriore calo del 6% nel 2016. Si tratta di stime del FMI, in quanto la Banca centrale non distribuisce più nessun dato…
  • un sistema sanitario ormai allo sbando;
  • carenze di  molti prodotti essenziali in tutto il paese, dal latte alla carta igienica;
  • un paese dove la benzina era venduta a pochi centesimi al litro, tanto da generare un ricco traffico di contrabbando con il vicino ;
  • il tutto in una nazione che, con soli 19 milioni di abitanti, ha riserve petrolifere superiori a quelle dell’Arabia Saudita.

La sfida per Capriles è da far tremare i polsi, anche perchè si avviano lunghi mesi di convivenza con il presidente del PSUV. Il Venezuela è diventata una repubblica presidenziale con Chavez, per cui, prima di poter presentare un referendum per la deposizione di Maduro, la nuova maggioranza democratica dovrà attendere aprile. Nel frattempo comunque potrà liberare i prigionieri politici imprigionati dai socialisti, come Leopoldo Lopez, che ha ricevuto una condanna a 13 anni di prigione per aver guidato le proteste antigovernative. Inoltre cancellerà una lunga serie di nomine ai vertici del potere giudiziario e, presumibilmente, molte altre nomine partitiche del PSUV.

Questo voto si pone in continuità con l’inversione di tendenza che si è giàvista in altri paesi sudamericani, come l’Argentina e, parzialmente, il Brasile.

 

 

 

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