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Sanchez rischia la debacle alle prossime regionali la sua premiership sempre piu in bilico

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Pedro Sánchez ultima icona della sinistra europea, è sempre più in bilico, ma lui resiste e indica sempre quella stessa data come obiettivo della sua parabola politica: 2027, anno della scadenza naturale della legislatura. Ma sono in molti a credere che sarà difficilissimo se non impossibile riuscire ad arrivare indenne a quella data per Sanchez e il suo governo il suo team insiste sul fatto che non ci sono altre possibilità e nessun motivo per anticipare la data delle elezioni generali.

“Con il 2026 appena iniziato il carburante dell’Esecutivo sta finendo e il motore è vicino a incepparsi. Negli ultimi mesi, il presidente ha visto la sua precarietà parlamentare aggravarsi a causa della rottura decretata da Junts, della distanza creata da Podemos e del distanziamento misurato e degli avvertimenti degli altri partner di investimento. Ha assistito al crescente numero di cause legali contro di lui per presunta corruzione – alcune delle quali considera il risultato della ” persecuzione ” della sua famiglia – ed è stato confrontato con accuse di molestie all’interno del suo stesso partito a seguito della pessima gestione delle orribili lettere scritte da due donne contro l’ex alto funzionario Paco Salazar” dice Juanna Romana editorialista politico dell’Indipendiente. 

I problemi sono legati certamente alla situazione interna del suo partito, ma anche a quella del suo esecutivo, sempre più in difficolta a gestire una maggioranza litigiosa e traballante. Ora si trova ad affrontare una complicata maratona elettorale orchestrata dal Partito Popolare (PP), una serie di elezioni studiate per minare il morale della dirigenza socialista e della sua base, e per costringerlo a indire nuove elezioni.

A quattro giorni dalle elezioni regionali in Aragona, il primo dei tre appuntamenti elettorali, le cose non vanno affatto bene per la candidatura di Pilar Alegría ( PSOE), che si avvicina al suo peggior risultato di sempre, sotto la pressione di Vox. Il partito di Santiago Abascal potrebbe addirittura superarli non solo nella provincia di Teruel, ma anche nella città di Saragozza. L’ultima prova che qualcosa non va risiede nella “passività” mostrata da funzionari di medio livello e membri della base che, secondo fonti interne al partito, non partecipano agli eventi della campagna elettorale. Le ragioni sono varie, ma tutte indicano.

Ad Aragona seguiranno altre due elezioni nelle regioni controllate dal PP: Castiglia e León a marzo e Andalusia a giugno. Ma le cose anche li stando ai sondaggi non sembrano andare molto bene per i socialisti di un premier, il cui indice di fiducia tra gli spagnoli è ai livelli più bassi dal 2017.

In caso di sconfitte pesanti, diventerà davvero complicato per il premier reggere la pressione dei baroni del suo partito, che non secondo alcune fonti, sarebbero alla disperata ricerca da mesi di un degno sostituto del leader.

Oriol Bartomeus, politologo presso l’Università Autonoma di Barcellona, ​​ha affermato che la chiave di queste elezioni regionali è stata quella di creare slancio a livello nazionale. “L’intenzione del [PP] è quella di trasformare tutte queste elezioni in una storia nazionale”, ha affermato. “Se il PP vince e i socialisti subiscono una brutta sconfitta, questo verrà usato per dire che Sánchez deve dimettersi perché il suo partito è in caduta libera”.

La coalizione di Sánchez è già alle corde dopo una tempesta di scandali. Le indagini su un sistema di tangenti che coinvolge due ex dirigenti socialisti, così come le accuse di molestie sessuali che coinvolgono altre figure del partito, hanno monopolizzato i titoli dei giornali negli ultimi mesi. Un’indagine in corso sugli affari della moglie di Sánchez e l’imminente processo a suo fratello per traffico di influenze hanno fornito all’opposizione ulteriori argomenti.

Nel frattempo, due incidenti ferroviari avvenuti a gennaio, che hanno causato la morte di 47 persone e scatenato il caos ferroviario in alcune zone della Spagna, hanno aggravato i problemi del governo .

Le elezioni tenutesi a dicembre nella regione occidentale dell’Estremadura hanno dato slancio elettorale al PP: il partito ha ottenuto modesti guadagni, mentre i socialisti hanno perso 10 dei loro 28 seggi.

Alla fine dell’anno, le elezioni in Estremadura sono state una vera e propria debacle per il Psoe, ed un trionfo del partito di destra Vox.  I Socialisti hanno preso meno del 26 per cento dei voti, mentre nel 2023 si erano avvicinati al 40 per cento: hanno perso 10 dei 28 seggi che avevano nel parlamento regionale e circa 108mila voti.

I sondaggi suggeriscono che l’Aragona si stia dirigendo verso un risultato simile a quello dell’Estremadura, con il PP nettamente in vantaggio e potenzialmente in leggero rialzo. I socialisti, nel frattempo, sperano di evitare il loro peggior risultato di sempre nella regione. I sondaggi danno il PP sulla buona strada per vincere circa 28 seggi su 67, con Vox che ne ottiene 12 a 14 e i socialisti 17 o 18.

In ogni elezione generale dal ritorno del Paese alla democrazia nel 1977, il partito vincitore in Aragona è stato il vincitore assoluto a livello nazionale, guadagnandosi il soprannome di “Ohio spagnolo”, sebbene gli analisti affermino che la sua capitale Saragozza e la provincia che la circonda forniscano attualmente una misura più affidabile del voto nazionale.

Un dura sconfitta li metterebbe il premier in una posizione di estrema debolezza con i vertici del suo partito e con i suoi principali alleati, ed una probabile mozione di sfiducia presentata dai popolari, a quel punto, potrebbe anche avere successo proprio grazie a qualche insperato voto a sinistra

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