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Salvini a Bologna: qualcosa è cambiato per sempre (di Marco Mercanzin)

Piazza Bologna

(Questo è il resoconto della manifestazione di Bologna di domenica fatta da un simpatizzante. Sono le sue impressioni, ma sono soprattutto la descrizione di uno stato d’animo condiviso fra la folla, di un mutamento percepito. Buona lettura.)

La sonnecchiante domenica mattina felsinea comincia a ad animarsi di forze dell’ordine, i primi pullman di partecipanti alla manifestazione “Liberiamoci”, voluta da Salvini per ricompattare le forze anti Renzi, cominciano a scaricare i passeggeri.
L’unica strada bloccata da polizia e carabinieri è Via Stalingrado, causa prevista manifestazione dei centri sociali.
Tra turisti e relative guide, attraversando il centro storico, si scorgono qua e là le prime bandiere dei “Salviniani” alla ricerca di Piazza Maggiore.
Solo un elicottero della polizia, in volo lento e a bassa quota, ricorda le preoccupazioni della vigilia, riguardo al pericolo di scontri tra manifestanti e centri sociali.
Appena Piazza Maggiore si apre davanti allo sguardo, verso le 11.00, si nota subito una prima palese anomalia: bandiere della Padania e dei suoi popoli, garrire al vento insieme a quelle di Forza Italia, Fratelli D’Italia, il Tricolore e striscioni di NoiconSalvini da Benevento e altre città del sud.

“Qui qualcosa è cambiato”

La posizione dietro alle transenne fronte palco permette di osservare il brulicare di uomini della sicurezza, giornalisti e organizzatori: il loro ordinato via vai viene scombussolato dalle apparizioni dei vari Toti, Maroni, Zaia, Calderoli, naturalmente assaliti dai giornalisti. Intanto giunge voce che Salvini, dall’altra parte della piazza, al gazebo di Radio Padania, si produce in numerosi e continui selfie con i sostenitori.
I video ai lati del palco trasmettono vari estratti dai talk televisivi cui Salvini ha partecipato.
D’un tratto la ressa di giornalisti abbandona i vari politici Lega e Forza Italia, dirigendosi verso un punto indefinito del fronte palco : dalla selva di telecamere e microfoni appare finalmente il motivo: è arrivato Salvini.

” Già… qui qualcosa è cambiato”

Nella zona fronte palco, protetta dalle transenne, appare il responsabile economico della lega, Claudio Borghi, che salendo sulle barriere risponde al saluto di alcuni manifestanti.

Comincia il comizio e Salvini, con una breve presentazione, ricorda la scaletta degli interventi che seguiranno e ricorda per sommi capi il senso dello slogan “Liberiamoci”.
Cominciano i rappresentanti della società civile: insegnanti, medici, pensionati, polizia, agricoltori, pescatori, tassisti, ecc.
Tutti interventi brevi ma pregni di denuncia e di passione, accomunati da critiche verso l’unione europea, Renzi e il sistema bancario.
Poi è la volta dei politici: comincia Magdi Allam, che con una tirata formidabile, incenerisce l’Unione europea, il buonismo pro-islamico e i tre governi post 2011. Ottima risposta della piazza che intanto si è riempita all’inverosimile, lasciando il compito alle strade laterali di contenere chi non trova spazio in piazza.
Fra i manifestanti si possono notare partecipanti di tutte le età: dai sedicenni fino ai pensionati.
Ora è la volta di Giorgia Meloni che sfodera tutta la sua energia: obiettivo la UE, la precedenza agli italiani per le priorità di un governo, i centri sociali. Il suo intervento scalda ulteriormente la piazza con cori di risposta alle sue parole e applausi continui.
Sale sul palco, scortato fin sul pulpito dalle guardie del corpo, Silvio Berlusconi. Appare in forma, scherza un attimo con Salvini, poi comincia a parlare: dopo i saluti di rito, un preambolo che sa di Amarcord, ricordando il suo affetto per Bossi e le passate esperienze di governo in alleanza con la lega.
Poi passa a quello che dovrebbe essere il succo di una alleanza con Salvini, concentrato in punti programmatici: tasse, meno stato, giustizia, UE ed udite udite, l’euro !!!! Si avete capito bene: Berlusconi critica l’euro.
A questo punto accade una cosa, o meglio, comincia pian piano ad accadere: Berlusconi si avventura a spiegare, con fare da venditore di pentole anni 80, ogni singolo punto, cercando di coinvolgere il pubblico con domande retoriche tipo: ” vi vanno bene le tasse oltre il 40%? ” e così via per ogni punto.
Per risposta ottiene un crescente brusio da parte della folla, che ad ogni punto espresso sale di tono e volume, fino a sfociare in palesi ” basta!, taglia!”.
Insomma, l’uomo Berlusconi appare, in modo imbarazzante, completamente scollegato dalla realtà, immerso in una retorica fuori tempo, sterile e autoreferenziale. E la reazione del pubblico, del tutto spontanea, lo sottolinea.
Accade pure che per questa esibizione, Berlusconi sfori di 10 minuti il tempo assegnatoli, tanto che Salvini è costretto ad avvicinarsi al pulpito, e posata una mano sul fianco dello stesso, cerca di far terminare il discorso del suo nuovo alleato.
Berlusconi chiude il suo comizio con un richiamo alla nuova alleanza citando ” Matteo, Giorgia e Silvio ” come imbattibili insieme.

“Si si, qui molto, moltissimo è cambiato”

Salvini finalmente prende il microfono, e parte subito a tutta velocità, evidentemente per rianimare una piazza palesemente “deconcentrata” per la tirata di Berlusconi.
Il tempo rimastogli è scarso, in quanto alle 14.00 parte la gara della MotoGP, e si teme che molti telespettatori che seguono la diretta su La7, passeranno a seguire la gara.
Abbandona quindi il discorso scritto, ove doveva riprendere i punti che Berlusconi doveva solo elencare, e opta per una più generale disamina politica: chiarisce da subito che il passato non ritorna, ridimensionando quindi l’Amarcord appena raccontata da Berlusconi, prosegue con altre generali considerazioni sulla politica renziana, massacra Alfano, e rimarca, senza esplicitarlo, il passaggio di consegne cui tutti hanno assistito: Berlusconi si è arreso alla sua leadership.
Salvini chiude, ormai sono le 14.00 passate, senza nominare la legge Fornero, UE, flat tax, euro.
Ma la scena che più dal il senso di cosa sia accaduto oggi, avviene durante il solito rituale di fine comizio.
Tutti i partecipanti che si sono alternati al microfono, si allineano sul palco per i saluti al pubblico e le foto: ad un certo punto Salvini, chiamato dalla folla all’unisono, avanza verso il bordo del palco, mentre sullo sfondo, Berlusconi rimane come un fondo scena, mischiato fra un pescatore, Giorgia Meloni e altri sconosciuti.

 

“Qui qualcosa è cambiato, per sempre ”

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