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Economia

Russiagate: Patel apre le “Burn Bags” dell’FBI. I segreti di Hillary e del Deep State stanno per essere inceneriti… dalla verità

Il Direttore dell’FBI Kash Patel annuncia il rilascio imminente dei documenti trovati nei sacchi per la distruzione. Dai legami Clinton-Russia all’allegato Durham: ecco cosa il “Deep State” voleva incenerire.

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C’è un vecchio detto a Washington: “Non è il crimine che ti frega, è il tentativo di insabbiarlo”. Ma cosa succede quando il tentativo di insabbiamento viene letteralmente trovato in un sacco della spazzatura pronto per l’inceneritore? A quanto pare, stiamo per scoprirlo.

Il Direttore dell’FBI Kash Patel, in un’intervista esclusiva rilasciata oggi a The Epoch Times, ha sganciato quella che tecnicamente potremmo definire una “bomba a grappolo” istituzionale. La notizia è semplice quanto devastante: i documenti sensibili trovati nelle “burn bags” (i sacchi per la distruzione sicura dei documenti) nel quartier generale dell’FBI saranno resi pubblici. Tutti.

“Vedrete tutto”

Senza troppi giri di parole, Patel ha dichiarato a Jan Jekielek: “Vedrete tutto quello che abbiamo trovato in quella stanza, in un modo o nell’altro, che sia attraverso indagini, processi pubblici o divulgazione al Congresso”.

Per chi si fosse perso le puntate precedenti di questa saga che fa sembrare House of Cards una recita parrocchiale, facciamo un passo indietro. Prima di sedere sulla poltrona di Hoover, Patel era un investigatore del Congresso, uno di quelli che aveva già sollevato il velo sui legami dubbi tra la campagna di Hillary Clinton e la genesi del Russiagate.

Ad agosto, Patel aveva rivelato su X (ex Twitter) di aver scoperto una stanza piena di “burn bags” contenenti file nascosti sul Russiagate, incluso il famigerato allegato Durham.

Cosa c’era nei sacchi?

Non stiamo parlando di scartoffie burocratiche. I documenti recuperati includono:

  • L’allegato Durham: Una parte del rapporto dell’ex procuratore speciale John Durham, che aveva già stabilito come l’intera indagine su Trump fosse basata su intelligence non verificata.

  • Prove sulla “False Narrative”: Documenti che mostrano come l’FBI non abbia adeguatamente verificato i report che indicavano la campagna Clinton come promotrice della falsa narrativa Trump-Russia.

  • Materiale del “Dossier”: Dettagli sul lavoro della Perkins Coie, lo studio legale che pagò l’autore del dossier per conto della campagna Clinton (anche se Robby Mook, ex manager della campagna, giura che fosse solo “consulenza legale”).

La tecnica dell’insabbiamento (fallita)

Durante un’audizione a settembre, il deputato Scott Fitzgerald aveva chiesto candidamente perché qualcuno avrebbe dovuto mettere documenti vitali in sacchi destinati al rogo. La risposta di Patel è stata da manuale di realismo politico:

“Quando il governo degli Stati Uniti e i capi delle agenzie vogliono far sparire le cose… sanno come farlo. Ma non avevano calcolato che il Presidente Trump vincesse e nominasse una leadership pronta a dire: ‘Andate a scoprire come hanno corrotto e armato le forze dell’ordine’.”

In sostanza, qualcuno aveva preparato le prove per l’inceneritore, ma si è dimenticato di accendere il fuoco prima che cambiasse l’inquilino della Casa Bianca.

Trasparenza o Vendetta?

Mentre le indagini proseguono – incluse quelle sulle interferenze del Dipartimento di Giustizia nel trasferimento di poteri post-2020 – la parola d’ordine sembra essere “accountability” (responsabilità). Patel promette trasparenza totale.

Certo, la notizia non farà dormire sonni tranquilli a molti a Washington. Anche se Comer è stato per ora prosciolto (un dettaglio che non sfugge ai più attenti osservatori delle dinamiche interne), il materiale in quei sacchi è “sporco”. Contiene la cronaca dettagliata di come un apparato statale sia stato utilizzato per colpire un avversario politico.

Siamo di fronte alla fine del segreto di Pulcinella del Russiagate? Forse. Di sicuro, la burocrazia di Washington sta per imparare una lezione costosa: mai lasciare i sacchi della spazzatura incustoditi quando cambia l’amministrazione.

Domande e risposte

Cosa sono esattamente le “burn bags” citate nell’articolo? Le “burn bags” (letteralmente sacche da bruciare) sono contenitori speciali utilizzati all’interno delle agenzie governative statunitensi, come l’FBI o la CIA, per raccogliere documenti classificati o sensibili destinati alla distruzione. Una volta riempite, queste sacche vengono sigillate e incenerite secondo rigidi protocolli di sicurezza per garantire che le informazioni non cadano in mani sbagliate. Il ritrovamento di documenti legati a un’indagine in corso all’interno di queste sacche suggerisce un tentativo intenzionale di distruggere prove piuttosto che di archiviarle correttamente.

Cos’è l’allegato Durham e perché è importante? L’allegato Durham è una sezione supplementare, precedentemente classificata, del rapporto redatto dal procuratore speciale John Durham. Il rapporto principale aveva concluso che l’FBI aveva avviato l’indagine sui legami Trump-Russia basandosi su premesse fragili e non verificate. L’allegato contiene dettagli specifici, probabilmente fonti e metodi o prove documentali grezze, che dimostrerebbero come l’FBI fosse a conoscenza del fatto che la narrativa della collusione russa fosse promossa dalla campagna di Hillary Clinton, ma scelse di ignorare questi segnali di allarme.

Quali sono le implicazioni legali per chi ha nascosto i documenti? Se venisse provato che funzionari governativi hanno intenzionalmente inserito documenti oggetto di indagine o di citazione (subpoena) nelle burn bags per distruggerli, si configurerebbero reati federali gravi. Questi potrebbero includere l’ostruzione alla giustizia, la distruzione di documenti governativi e la violazione delle leggi sulla gestione delle informazioni classificate. Oltre alla responsabilità penale, la pubblicazione di questi documenti potrebbe portare alla fine della carriera per molti alti burocrati e funzionari dell’intelligence coinvolti nelle indagini originali.

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