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Roubini: la prossima grande crisi sarà stagflattiva e permanente. Un nostro commento

 

 

Nouriel Roubini, il noto economista chiamato “Doctor Doom” per essere riuscito a prevedere la crisi dei mutui subprime e per interessarsi periodicamente dei pericoli recessiva, in un articolo su Project Syndicate ha presentato la sua visione sulla prossima, imminente crisi, che vede come stagflattiva.

La stagflazione economica è un evento recessiva per cui, in un’economia, si presentano contemporaneamente sia disoccupazione sia inflazione. Fattori che, nella teoria economica classica, dovrebbero essere alternativi. Chiaramente si tratta di un evento anche socialmente molto scioccante perché i cittadini si trovano contemporaneamente esposti a prezzi elevati e ad una maggiore disoccupazione. Roubini ritiene che la guerra commerciale in corso fra USA e Cina non avrà una soluzione né semplice né positiva e questo porterà alla distruzione delle catene di valore, cioè le catene di fornitura logistica, che i paesi occidentali hanno costruito in molti anni. Queste Supply Chain avevano permesso di ottimizzare i costi di produzione e la loro distruzione, o meglio ricostruzione ad excludendum di alcuni attori, porterà ad un aumento dei costi e dei prezzi, portando ad una forte spinta infatti a. Inoltre la guerra commerciale rallenterà la diffusione di importanti innovazioni quali l’intelligenza artificiale ed il 5G, che avrebbero contribuito ad una maggiore efficienza dei processi produttivi.

Per fortuna, secondo Roubini, non dovrebbero esserci effetti sui costi energetici, che anzi dovrebbero scendere per la minore domanda mondiale, e questo dovrebbe evitare il ripetersi di crisi simili a quelle viste negli anni 70 del secolo scorso. Questo pericolo potrebbe riaccendersi solo nel caso di una guerra fra Iran e USA, che aggiungerebbe al mix precedente anche una pericolosa componente legata ai prezzi petroliferi.

Roubini quindi vede il pericolo di un boom dei prezzi legato a fattori esterni che, senza un equivalente aumento del reddito, condurrebbero ad una contrazione della domanda dovuta al calo dei prezzi di acquisto. Se uno smartphone passa da costare 100 euro a costare 200, per dare un esempio banale, chiaramente lo cambierò più raramente. Il cambiamento della capacità di acquisto, secondo Roubini, avrà effetti permanenti e, se nel breve periodo potrà essere corretto da una politica monetaria espansiva, nel medio periodo richiederà una ridefinizione complessiva delle politiche economiche.

Ci permettiamo alcune osservazioni personali. La guerra commerciale non è un fenomeno personalistico, ma l’effetto del permanere di grossi squilibri commerciali non corretti dai fenomeni valutari. La cosiddetta “Ottimizzazione delle catene di valore” aveva creato dei fenomeni di permanente squilibrio delle bilance commerciali e questo no  è tollerabile nel medio periodo. Non si può pensare di dividere il mondo in Paesi sempre esportatori e Paesi sempre importatori senza conseguenze. La totale ridefinizione di queste catene di valore avrà sicuramente degli effetti infatti i di breve periodo, ma da un lato non era evitabile, dall’altro nel medio periodo porterà ad un diverso sviluppo del settore industriale, meno interlacciato e contorno nella catena logistica, ma con anche una ridistribuzione dell’attività economica più equilibrato a livello globale. La natura tende ad odiare gli squilibri e rende ad annullarlo, anche se la transizione può essere dolorosa e di gestione non semplice.


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