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Risparmio Globale 2024: chi fa la formica e chi la cicala. L’Italia arranca, la Francia sorprende, la Grecia brucia tutto

Risparmio 2024: la Svezia vola, la Grecia sprofonda e l’Italia arranca a metà classifica. Ecco i nuovi dati OCSE che svelano chi ha fiducia nel futuro e chi sta finendo i soldi.

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Come va il Risparmio nel Mondo? Quali sono i paesi che risparmiano di più e di meno? L’OSCE, l’organizzazione che raccogli i paesi più avanzati, ha pubblicato i dati sul risparmio per paese relativamente al 2024.

Purtroppo i dati non sono ancora completi: mancano paesi come gli USA e la Cina, ma quello che sappiamo è già piuttosto interessante. Quindi abbiamo organizzato un’infografica originale in cui vi presentiamo i paesi più risparmiatori, e quelli invece che stanno bruciando le risorse cumulate, al mondo.  Questa è una nostra infografica originale.

I principali risparmiatori, e i paesi che spendono di più. Fonte OCSE.

Ecco la tabella completa con i dati disponibili:

Posizione
Paese / Area
Tasso di Risparmio 2024 (%)
1
Svezia
15,77
2
Ungheria
14,28 (stimato)
3
Repubblica Ceca
13,68
4
Francia
12,80 (stimato)
5
Austria
11,66
6
Germania
11,25 (stimato)
7
Paesi Bassi
9,55 (stimato)
8
Spagna
9,22
9
Irlanda
8,97
10
Danimarca
8,46
Area Euro
8,29
Unione Europea
8,12
11
Messico
8,05
12
Belgio
6,59 (stimato)
13
Polonia
6,06
14
Canada
5,78
15
Lussemburgo
5,00
16
Regno Unito
4,74
17
Portogallo
4,58 (stimato)
18
Finlandia
4,34
19
Italia
4,21
20
Lituania
3,83
21
Estonia
3,03
22
Repubblica Slovacca
1,96
23
Lettonia
0,02
24
Sudafrica
-1,00
25
Grecia
-9,30 (stimato)

Ci sono paesi, che non risparmiano, come la Lettonia, altri che hanno un risparmio negativo, come il Sud Africa e, soprattutto, la Grecia, che non mostra un risparmio positivo ormai da anni, per  cui vive sulle risorse importate e mangiandosi i risparmi accumulati negli anni passati.

L’Evoluzione di alcuni paesi chiave del 2020 al 20240. Che fa l’Italia?

L’analisi dell’andamento quinquennale per i paesi richiesti mostra un trend comune: un picco di risparmio nel 2020-2021 (probabilmente legato alle restrizioni pandemiche e alla compressione dei consumi), seguito da un calo nel 2022 e una fase di assestamento o ripresa nel 2023-2024. Anche qui, sempre sugli stessi dai, abbiamo predisposto un’infografica, a cui abbiamo fatto seguire un’analisi dei dati completa.

Italia

L’Italia mostra un andamento in forte discesa seguito da una lieve stabilizzazione.

  • 2020-2021: Il risparmio era a doppia cifra nel 2020 (10,31%), scendendo all’8,12% nel 2021.
  • 2022: Si registra un crollo verticale al 3,16%, il punto più basso del quinquennio.
  • 2023-2024: È in atto una lenta risalita. Il tasso è passato al 3,32% nel 2023 e si prevede un 4,21% nel 2024. Nonostante la ripresa, l’Italia rimane nella parte bassa della classifica europea, risparmiando circa la metà della media dell’Area Euro (8,29%).

I motivi più probabili sono nella caduta dei redditi reali delle famiglie italiane, causata dalla crisi energetica, che ha tagliato le risorse disponibili.

Germania

La Germania si conferma una nazione con una propensione al risparmio strutturalmente alta, sebbene in calo rispetto ai picchi iniziali.

  • 2020-2021: Partenza molto forte con il 16,03% nel 2020 e 14,21% nel 2021.
  • 2022: Anche qui si nota una contrazione significativa, scendendo al 10,26%.
  • 2023-2024: Il trend è di nuovo positivo, con una crescita costante che porta il tasso stimato all’11,25% nel 2024. La Germania mantiene tassi più che doppi rispetto all’Italia.

Francia

La Francia dimostra una notevole resilienza e nel 2024 supera la Germania.

  • 2020-2021: Tassi elevati, partendo dal 14,84% nel 2020.
  • 2022: Il calo è stato meno brusco rispetto ad altri paesi, fermandosi al 10,70%.
  • 2023-2024: La ripresa francese è vigorosa. Dal 11,20% del 2023, il risparmio sale al 12,80% nel 2024, posizionando la Francia al 4° posto assoluto tra i paesi con dati disponibili.

Ricordiamo che la Francia ha und eficit pubblico elevato, doppio rispetto a quello italiano.

Polonia

La Polonia presenta l’andamento più volatile tra i paesi analizzati, passando da un forte risparmio a un indebitamento netto, per poi recuperare.

  • 2020-2021: Nel 2020 il tasso era dell’11,06%, crollato drasticamente al 3,10% già nel 2021.
  • 2022: Il risparmio è scivolato in territorio negativo (-0,99%), indicando che le famiglie spendevano più del loro reddito.
  • 2023-2024: Si osserva un rimbalzo eccezionale. Il tasso è tornato positivo nel 2023 (2,86%) ed è più che raddoppiato nel 2024 arrivando al 6,06%, superando l’Italia.

Grecia

La situazione greca è unica e preoccupante, caratterizzata da un risparmio costantemente negativo (dissipazione della ricchezza o indebitamento).

  • 2020-2021: Già nel 2020 il tasso era negativo (-6,90%), migliorando leggermente nel 2021 a -2,22%.
  • 2022: Si è verificato un peggioramento drammatico, toccando il fondo a -12,20%.
  • 2023-2024: Sebbene ci sia stato un recupero dai minimi del 2022, il tasso rimane fortemente negativo: -9,22% nel 2023 e una stima di -9,30% per il 2024. La Grecia è l’ultimo paese in classifica per distacco.

Il risparmio permette l’accumulo delle risorse per l’investimento, ma il risparmio è anche mancato consumo: un’economia che risparmia troppo non ha fiducia nel futuro e viene a contenere la capacità di crescita nel presente. Il risparmio poi può anche essere sprecato: ricordiamo, ad esempio, il caso delle bolle immobiliari cinesi che ha distrutto una quantità enorme di risparmio delle famiglie.

Domande e risposte

Perché il risparmio in Italia è crollato così drasticamente nel 2022? Il crollo del 2022, che ha portato il tasso al minimo storico del 3,16%, è imputabile principalmente alla crisi energetica e alla conseguente fiammata inflazionistica. L’aumento vertiginoso dei prezzi dell’energia e dei beni di prima necessità ha eroso il potere d’acquisto delle famiglie. A fronte di salari che non si sono adeguati alla stessa velocità dell’inflazione, gli italiani hanno dovuto attingere ai risparmi o smettere di accantonare denaro semplicemente per mantenere i propri standard di consumo abituali.

È sempre positivo avere un alto tasso di risparmio nazionale? Non necessariamente, ed è qui che interviene il “paradosso della parsimonia” keynesiano. Sebbene il risparmio sia essenziale per finanziare gli investimenti produttivi, un eccesso di risparmio collettivo sottrae risorse ai consumi immediati. Se tutti risparmiano troppo per paura del futuro, la domanda aggregata cala, le aziende vendono meno e l’economia ristagna. L’ideale è un equilibrio dove il risparmio sostiene investimenti sani senza deprimere la domanda interna necessaria alla crescita del PIL.

Cosa significa avere un tasso di risparmio negativo come la Grecia? Un tasso di risparmio negativo indica che, nel complesso, le famiglie stanno spendendo più del loro reddito disponibile. Per finanziare questo eccesso di consumi, devono necessariamente attingere alla ricchezza accumulata negli anni precedenti (i “risparmi di una vita”) oppure indebitarsi. È una situazione insostenibile nel lungo periodo, poiché erode il patrimonio nazionale e rende il paese estremamente vulnerabile, dipendente dai capitali esteri e privo di cuscinetti finanziari per affrontare eventuali nuove crisi economiche.

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