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Ripresa economica e libertà economica: una partita persa.

Cari amici

spesso si parla di “Uscita dall’Euro” come necessità per riequilibrare la competitività italiana nei confronti di quella tedesca. Si tratta di un tema molte vote trattato nell’ambito di “Scenari economici”. Però chiediamoci perchè la nostra competitività viene a non essere adeguata al sistema economico tedesco, cioè quali siano i fattori che chi impediscono di scendere alla pari nell’agone competitivo.

Iniziamo a  considerare uno studio di Morgan Stanley, presentato in questi giorni, in cui si compara l’andamento dei PIL di alcuni paesi europei  a partire dal 2008, per vedere la diversa risposta alle sfide della crisi.

PIL UE

 

Come vedete si è dato al PIL dei singoli stati nel 2008 il valore 100 e se ne è indicato l’andamento a partire da allora sino al 2014 ed oltre, dando quindi una valutazione sull’andamento futuro dello stesso.

Appare chiaro dal grafico che alcuni stati riescono a superare brillantemente la crisi, avviandosi ad una crescita piuttosto elevata negli anni futuri, mentre altri presentano andamenti molto più problematici, con prospettive di ripresa minime se non inesistenti, ed altri propriosi possono scordare un miglioramento del PIL.

Azzardiamo una classifica :

1) GERMANIA con un PIL che già nel 2011 superava il livello del 2008

2) FRANCIA, con un andamento più incerto, che, forse potrebbe ritornare ai livelli del 2008 dopo il 2014. La Francia ha pagato meno la crisi, ma ha tassi di ripresa molto contenuti

3) REGNO UNITO che ha pagato maggiormente la crisi , ma presenta una ripresa più rapida.

4) IRLANDA, con un andamento fortemente negativo all’inizio della crisi, ed una ripresa rapida

5) SPAGNA , che ha sentito la crisi successivamente, e presenta un tasso ripresa limitato, tanto da rimanere molto lontani dai livelli 2008.

6) ITALIA , in cui la crisi si è sentita fortemente ed il tasso di crescita del PIL è talmente basso da non dare alcuna speranza di raggiungere i livelli 2008 nei prossimi anni.

7) PORTOGALLO, con andamento simile all’Italia

8) GRECIA , l’inferno. dove vi è stata una caduta verticale del PIL e nessuna speranza di ritornare i livelli del 2008, neppure in una previsione di medio periodo.

 

Facciamo ora un confronto con la posizione di questi stati nell’Indice di Libertà Economica,  valore redatto dall’Heritage Foundation sulla base di alcuni indicatori quali “Tutela del diritto” (tutela della proprietà e lotta alla corruzione), “Limiti all’intervento del governo” (Libertà fiscale e livello della spesa pubblica), “Efficienza del sistema delle regole economiche ” (Libertà dell’imprenditore, libertà del lavoro, libertà del credito) e “Apertura dei Mercati “(Libertà dei commerci, libertà degli investimenti e libertà del settore finanziario).

Potete trovare questo indice e la classifica complessiva a questo indirizzo :

http://www.heritage.org/index/ranking

vediamo ora la posizione dei singoli stati in questa classifica

1) IRLANDA : 11 posto

2) GERMANIA : 19 posto

3) REGNO UNITO : 14 posto

4) FRANCIA : 62 posto

5) Spagna : 46 posto

6) Portogallo : 67 posto

7) Italia  : 83 posto.

8) Grecia : 117.

Consideriamo i singoli casi: UK ed Irlanda hanno tassi di libertà economica molto elevati. nella prima fase della crisi questi paesi hanno risentito fortissimamente della crisi dopo il fallimento della Leheman Brothers e la crisi del settore dei mutui, data l’altissima terziarizzazione ed il peso del settore finanziario per quei paesi. Però l’elevato tasso di libertà economica ha permesso a questi stati tassi di ripresa più accentuati. .

La Germania ha risentito meno della crisi del 2008 ed ha avuto un tasso di ripresa molto rapido, che le ha permesso di uscire rapidamente dalla crisi. Un’industria efficiente ed un elevato livello di libertà economica sono stati essenziali per il suo successo.

Francia  Spagna hanno risentito meno della crisi nella prima fase, ma successivamente hanno avuto un tasso di sviluppo meno elevato. Si tratta di paesi con un tasso di libertà economica mediocre, che , messi alle corde dalla crisi, faticano a riprendersi.

Italia , Portogallo e Grecia sono paesi in cui la libertà economica  molto bassa. Questo fa si che, quando i loro sistemi economici sono stati messi alle corde da un evento traumatico esterno, hanno rivelato tutta lo loro rigidità e fragilità, non essendo di grado di mostrare nessun sviluppo, anzi la Grecia si è avvitata in un declino da cui difficilmente si vedrà una via d’uscita nel medio periodo.

Quindi l’uscita dalla crisi per glistati “Deboli” della EU esiste: una riforma profondamente radicale del sistema economico e sociale,  non tanto con le privatizzazioni, quanto con profonde  riforme legislative  (ricordiamo la limitatissima tutela della proprietà privata prevista dalla nostra costituzione, accompagnata ad una partigianeria evidente nella lotta alla corruzione), delle nostre norme finanziare e del mercato del lavoro, del mercato del credito ed una riduzione in generale dell’intervento dello stato.

Dato che la possibilità che tutto questo accada in Italia è pari a 0, l’unico modo per recuperare  competitività e la svalutazione, quindi l’introduzione di una moneta complementare o l’uscita dall’euro.

 

(PS : comunque la base monetaria dell’Euro è  troppo limitata)

 

 

 

 

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