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RIFORMARE TARGET 2? Giusto, ma se seguiamo Perotti mettiamo la parola fine all’Euro

Come il sesso degli angeli accendeva le discussioni fra i teologi, allo stesso modo il Target2 lo accende fra gli economisti. Due discussioni inutili: nel primo caso ci è preclusa la conoscenza della metafisica, nel secondo caso perchè ci si rompe la testa sui saldi di un meccanismo creato dall’uomo con una convenzione e che un’altra convenzione potrebbe, in qualsiasi momento, cancellare.

Ricordiamo cos’è il Target 2 per coloro che, nella vita, hanno avuto qualcosa di meglio da fare che studiarselo: Target 2 è un sistema di saldi intermedi per gli scambi monetari all’interno del’area euro. Se voi pagate un fornitore tedesco, o se mandate soldi in Germania per un investimento, e lo fate con un bonifico, attivate il Target2 (o T2) in questo modo. Dando l’ordine alla vostra banca questa addebiterà a voi il pagamento e accrediterà sul proprio conto T2 presso la Banca d’Italia. Questa comunicherà alla Bundesbank tedesca questo movimento e la BuBa accrediterà il conto della banca commerciale tedesca del vostro fornitore, o dove volete accreditare il vostro denaro. Questa banca commerciale quindi a sua volta accrediterà il conto del vostro fornitore o il conto dove volete fare gli investimenti. Il punto chiave è che il sistema T2 prevede che i saldi fra le banche centrali non vengano saldati: possono quindi permanere e cumularsi. Probabilmente quando fu creato dal punto di vista teorico non si prevedeva che  si potrebbero creare dei disavanzi di queste dimensioni. Invece è finita proprio così. Nell’immagine successiva vediamo infatti i saldi positivi e negativi delle singole Banche Centrali nel sistema T2

Il problema è che sono SALDI, non debiti o crediti, anche se poi vengono trascritti nei bilanci delle singole banche centrali. Se il sistema T2 non esistesse, come non esisteva all’interno delle banche centrali degli stati nazionali ante euro, non ci sarebbe nessun problema. I saldi non costituiscono un debito o un debito, ma la scrittura contabile di pagamenti transitati da una parte all’altra. come abbiamo scritto almeno una decina di volte sul tema, il T2 segna l’opposto di quello che sembra: crediti di ivnestitori italiani verso la Germania o pagamenti  di debiti italiani. Perchè bisognerebbe ripagare due volte ?

Quindi veniamo al Perotti, ripreso da L’antidiplomatico perchè l’articolo originale è su Handelsblatt. Il Perotti  confonde, come tanti, il bilancio della Banca centrale con quello di una Banca Commerciale, quindi si preoccupa che, in caso di rottura dell’euro e di mancando “Pagamento” (di cosa) della Banca d’Italia verso la Bundesbank questa avrebbe un capitale negativo., Ergo una perdita. Per questo motivo il Perotti, riprendendo un’idea di Hans Werner Sinn, vorrebbe dei pagamenti pdei saldi periodici in asset reali (probabilmente l’oro della Banca d’Italia) verso la Bundesbank.

Probabilmente scrivere queste amenità era l’unico modo per un economista italiano per essere pubblicato da Handelsblatt, giornale che, insieme a tutti i giornali tedeschi, sta condividendo l’odio contro il mondo che non va come vorrebbero i tedeschi. Il problema è che il Perotti compie almeno due errori fondamentali:

a) il bilancio delle banche centrali, come detto perfino dalla stessa BCE e come confermato nella pratica dalla SNB, NON è come quello di un’azienda privata. Nel caso il capitale sparisse questa potrebbe ricostituirlo semplicemente stampando moneta, praticamente creando dallo zero il proprio capitale espandendo il proprio attivo, cioè concedendo  un po’ più di credito. Oppure, semplicemente, potrebbe mantenere l’attivo invariato facendo passare i saldi T2 come “Attivo irredimibile verso altre banche centrali”.

b) Alla fine la finzione del T2 ha permesso alla BuBa di ampliare la propria base monetaria. Possibile che nessuno capisca che questo non ha rallentato, ma aiutato a crescere l’economia tedesca? Perchè la Banca d’Italia dovrebbe trasferire attivi verso la BuBa per operazioni che hanno aiutato la BuBa stessa. Non solo, ma un’operazione del genere obbligherebbe la BI a ridurre la propria base monetaria, accentuando ulteriormente una stretta monetaria già in atto.

In realtà il Perotti è il più grande amico dei sovranisti: la compensazione periodica porterebbe , in un tempo da definirsi, ma non eterno, all’esaurimento dell’attivo di una delle Banche centrali nazionali. A quel punto, non essendo più possibili compensazioni, non sarebbero più possibili pagamenti all’interno del’area euro , se non compensati da equivalenti momenti commerciali.  Praticamente, come prevede il bravo @musso, avremmo l’imposizione di controlli e limitazioni valutarie all’interno dell’area euro e quindi, terminando il libero movimento dei capitali, avremmo la fine dell’euro stesso.

Il Perotti, volendo dal ragione ai tedeschi, realizza il sogno dei sovranisti: la fine dell’euro. Perchè proprio la sfiducia di Perotti e Sinn nell’esistenza dell’euro li porta a studiare queste idee strane, già respinte più volte dal board della BCE. Se credessero veramente nell’euro chiederebbero la modifica di target 2 e la trasformazione in un sistema diretto fra le singole Banche Commerciali, senza registrazione dei saldi presso le banche centrali nazionali, ma la loro fede, quella dei tedeschi e quella del Perotti, è solo strumentale ed apparente. Il che, di per se, non è male, ma abbiate la sincerità di ammetterlo. Essere sovranisti non è un male.


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