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Restaurazione Aristocratica (di Marco Santero)

 

 

Nella storia umana dalla nascita dell’agricoltura si è creata una classe dominante con la scusa di gestire la società e il potere di coercizione “per il bene collettivo” e soprattutto per “il bene proprio” ha sempre vissuto alla “stragrande” del lavoro altrui, cioè del lavoro degli operai, contadini, impiegati, commercianti, imprenditori e borghesi.

Dal rinascimento l’aristocrazia parassita ha visto via via erodere il proprio potere assoluto con momenti “storici” come la rivoluzione francese che nella sostanza fu una rivoluzione borghese, dato che la borghesia è l’unica classe sociale che, grazie al livello di istruzione più elevata, ha i mezzi per capire a fondo i meccanismi e creare una reale alternativa.

Quindi per 2 secoli l’aristocrazia è stata limitata e oscurata dalla borghesia (anche se in vetta rimanevano le famiglie reali tutte imparentate strettamente fra di loro) che con il progresso tecnologico e produttivo ha creato un’incredibile sviluppo economico, sociale e culturale.

Tutto ciò ha portato, dopo la catastrofe mercantilista e liberista della prima metà del 900, alla massima esplosione di benessere collettivo (in occidente) della storia umana, tutto questo anche perché il “pericolo comunista” nell’est a guida russa poteva essere “contenuto “ solo creando un modello sociale di benessere collettivo che “oscurasse” il modello comunista che era degenerato sul modello de “la fattoria degli animali“ creando un’aristocrazia “pseudo comunista” che sfruttava in modo ferreo il popolo come la vecchia aristocrazia nobiliare. L’aristocrazia però smaniava di prendersi la propria rivincita, solo che le costituzioni sociali create dopo i 2 macelli mondiali ponevano precisi paletti che la impedivano.

La soluzione trovata per ricreare il privilegio assoluto e la sottomissione docile e volontaria dei popoli è stata diabolicamente geniale e si è iniziata a manifestare in modo occulto col 68:

rompere la coesione sociale stimolando l’individualismo, il consumismo, l’esaltazione dell’evasione psichedelica con droghe, musica hard, ecc.

Risultato? In pochi decenni i raduni di giovani dalle manifestazioni per avere più diritti e progresso sociale si sono ridotti pietosamente a mega raduni ai concerti di cantanti che inneggiano allo sballo individuale, alla vita “spericolata” e sostanzialmente autodistruttiva in cui ogni individuo è in lotta con gli altri per aumentare il proprio “godimento acefalo”, praticamente una regressione animalesca e tribale di cui i percing, i tatuaggi indelebili, la deformazione volontaria della propria individualità con plastiche, protesi, ecc. sono ritenuti obblighi sociali per inseguire i modelli irraggiungibili che un vergognoso sistema mediatico e pubblicitario propongono.

Tutta questa diabolica distrazione delle masse dai diritti e interessi collettivi di cui il più importante è la sovranità monetaria dello stato (distrutto fin dall’81 col divorzio banca d’italia – tesoro che ha permesso l’esplosione degli interessi sul debito, la cannibalizzazione della ricchezza pubblica e bloccato la capacità di spesa, per i cittadini, dello stato).


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