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REQUIEM PER I 5 STELLE RIVOLUZIONARI. Si apre un enorme spazio politico

 

 

 

La scelta del Movimento Cinque Stelle di votare per Ursula Von der Leyen alla presidenza della Commissione Europea, anzi di essere l’elemento essenziale in una maggioranza altrimenti inesistente è stata una scelta di campo decisiva.

Gianrusso, il capogruppo pentastellato, ieri festeggiava gaudente, ma non si rende conto di aver votato fianco a fianco con il PD e, fisicamente, con Silvio Berlusconi. Del resto Berlusconi, in persona, deputato europeo , ha proprio votato la Von Der Leyen !!

Forse Gianruso non si rende conto che cosa significhi aver votato l’ex ministro della difesa tedesco:

  • si è votato chi voleva sequestrare l’oro greco le aziende greche nel 2011, con un atteggiamento più rigido perfino rispetto a Schaeuble;
  • si è votato per chi è stato ritenuto il peggior ministro del governo tedesco, in generale, un po’ da tutti;
  • si è votato per chi è stato coinvolto in uno scandalo da centinai di milioni di euro con la McKinsey;
  • si è votato per un membro del sistema politico da più generazioni;
  • si è votato per chi ha detto , quattro giorni fa , che “L’Italia deve andare avanti nelle riforme“, nel più perfetto cammino montian-junckeriano;
  • si è votato per chi ha avuto una posizione ambientale così teorica e demagogica che perfino i Verdi non si sono sentiti di votarla, e ricordiamo che i Verdi tedeschi erano perfino pronti a governare con la Merkel nella cosiddetta “Maggioranza Giamaica”;

Quello che nacque come un movimento rivoluzionario, antieuro, contro un’Unione opprimente ed asfissiante, è diventato un partito contiguo ed omogeneo con chi ieri combatteva. Chi ha votato con il Movimento Cinque Stelle? Silvio Berlusconi e tutto il PD. Eppure il Movimento Cinque Stelle che è stato votato da un terzo dei votanti diceva questo:

Contando che il 12% di elettori pentastellati possano essere riassorbiti dal PD et similia, e che un 5-6% passino alla Lega,  abbiamo un 15% di italiani che non ha più nessuna rappresentanza politica. Parlo degli elettori pentastellati che non sono già omogenei con il PD, che non “Ursuleggiano”, non invocano la “Capitana”, non vogliono i Benetton in Alitalia, ma che combinano il desiderio di purezza personale, di indipendenza personale e nazionale, avanzamento economico e sociale in modo alternativo al sistema plutocratico e antidemocratico moderno. Quelli dei Meetup, dei primi incontri, del volontarismo. Quello che se ne è stato a casa nelle ultime elezioni locali ed alle europee, segnando il quasi dimezzamento del movimento. Questi elettori sono stati cacciati, letteralmente, dalle scelte di sistema del M5s, da un Conte prono al Quirinale, che difendono i vari Moavero e Tria, lasciando indietro l’elettorato.

C’è un 15% di elettori in libertà. Chi avrò il coraggio di guidarli e rappresentarli?

 


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