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RELIGIONI CHE ESAGERANO

 

In Nigeria, in Afghanistan e altrove, i fanatici islamici attaccano le scuole, soprattutto quelle femminili, e vogliono chiuderle. Sono convinti che la religione trionferà se si mantiene la popolazione nell’ignoranza, e poco importa se questa ignoranza avrà come conseguenza l’arretratezza e la miseria. L’idea è forse molto nociva ma non è assurda.

Ogni società è organizzata intorno ad un corpus di credenze, più o meno coerenti e più o meno cogenti. Oggi i valori fondanti dell’Occidente sono la libertà e la ricchezza, ma per secoli, da noi, l’idea-forza centrale è stata la religione. E mentre la mentalità attuale – impregnata di liberalismo – permette a tutti di rompersi l’osso del collo, se lo desiderano, la caratteristica della religione è sempre stata quella di imporre il “bene” alla società. Che essa lo voglia o no. Ad esempio, dal momento che l’eresia rischiava di condurre un uomo all’inferno (male supremo), la Chiesa organizzò l’Inquisizione non allo scopo sadico – come pensano a Hollywood – di torturare la gente, ma allo scopo di individuare e riportare sulla retta via gli eretici. Poi, se non ci riusciva, li faceva togliere dalla circolazione “come si toglie dal mucchio una mela marcia”. Per il bene della società, naturalmente.

Un altro esempio – il più orrendo della storia – è stato il progetto di Pol Pot di rendere felice la società cambogiana creando il comunista vero. E se per ottenerlo bisognava educarlo dall’infanzia, eliminando i vecchi e gli intellettuali irrecuperabili, valeva la pena di uccidere un terzo dell’intera popolazione.

Per i fanatici musulmani, secondo la famosa affermazione del Califfo Omar, tutto ciò che c’è da sapere è scritto nel Corano. Dunque le scuole sono inutili. La cultura non può che essere nociva. Infatti nessuno garantisce che, studiando, non si perda la fede. Analogamente, la ricerca dei beni materiali è in contrasto con una vita dedicata all’obbedienza a Dio. Quei beni sono occasione di corruzione, di mentalità materialistica, di vita immorale, di disobbedienza ad Allah. E noi, che abbiamo avuto gli anacoreti e secoli di monachesimo, non possiamo stupircene. Ma il Cristianesimo è dopo tutto figlio della tolleranza romana, e da un lato ha permesso ai credenti più ferventi atteggiamenti estremi, dall’altro non ha richiesto ai fedeli  normali nessun eccessivo sacrificio.

I Taliban sono in ritardo di secoli e rimangono figli dell’assolutismo orientale. E dunque per loro la persecuzione delle scuole è cosa giusta. È vero che chi ha tanta paura del pensiero libero non è molto sicuro delle proprie ragioni, ma l’imam potrebbe sempre rispondere che la maggior parte delle persone è troppo ingenua per non cedere al miraggio delle comodità materiali e all’errore concettuale. E neanche questo è troppo lontano dal nostro passato: noi abbiamo avuto per secoli l’indice dei libri proibiti.

Attualmente i nostri mondi seguono rotte divergenti. Mentre l’Oriente sembra volgersi al più rude e lontano Medio Evo, per ritrovare la supposta purezza della vera fede, l’Occidente appare dedito al più piatto ed edonistico utilitarismo, alla semplice ricerca dei beni materiali. Le nostre istituzioni sono al servizio di ciò che desiderano i cittadini – cosa conforme all’essenza della democrazia – e perfino la religione, un tempo così vigorosa, sembra non credere più in sé stessa. Piuttosto che guidare le pecorelle verso la salvezza, il pastore è pronto a lasciarsi guidare da loro. Magari nella direzione dell’eresia. Un tempo l’idea-forza intorno alla quale era organizzata la nostra società era il Cristianesimo, oggi è un buonismo approssimativo che anche l’attuale Papa sembra abbracciare: “Fate ciò che volete, purché vi amiate gli uni gli altri”. Il che va benissimo dal punto di vista umano: ma per professare questo principio non è necessaria una religione.

Un certo Islàm, per rigido fanatismo teologico, non cede nemmeno dinanzi alle ragioni della più elementare umanità; la nostra religione sembra volersi adattare alla mentalità laica fino a snaturare sé stessa. Tanto che è legittima la domanda: a che serve essere religiosi, a che servono le chiese e tutta la dottrina, se ciò che si richiede è soltanto d’essere buoni? Chi è buono ha già accolto il messaggio di Cristo. E, senza neanche pensarci, quello del Buddha. Il Papa, col suo volenteroso stile di fraticello francescano, ha talmente messo l’accento sul messaggio dell’amore, da rendere inutile la dottrina. Dimenticando che se è lecito negarne un punto essenziale – per esempio in materia di indissolubilità del matrimonio o di morale sessuale – ed essere ancora accolti dalla Chiesa, sarà pure lecito contestare tutti gli altri e svuotare di significato il Cattolicesimo.

I fanatici musulmani vogliono talmente credere in Dio, da negare l’umanità. Il Cattolicesimo attuale vuole talmente credere negli uomini, da dimenticare Dio. Senza nemmeno giungere ad un coraggioso ateismo, dottrina più ardua, e meno consolatoria, della fede.

Gianni Pardo, pardonuovo@myblog.it

17 dicembre 2014

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