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Reddito di Cittadinanza, spunta il “Tesoretto”, ma è un bene?

 

 

Il presidente dell’INPS Tridico ha iniziato a fornire i primi dati relativi al reddito di cittaadinanza, e sono interessanti: di 640 mila domande ne sono state accolte il 75% per 480 mila che inizieranno a ricevere, dal 20 al 25 aprile, le prime card che verranno caricate dai primi di maggio prossimo. Ci sono poi 200 mila domande giacenti e questo rende, mantenendo la stessa media, pari a 630 mila il numero di RdC che verranno erogati.

L’import medio attuale viene ad essere di 520 euro per famiglia, ma appare ovvia una crescita per arrivare a circa 640-680 euro in forza dei coefficienti famigliari. Una cifra interessante per una famiglia in povertà, che può arrivare a superare i 1300 euro, ma, evidentemente, in pochi casi.

Calcolando che i pagamenti partiranno da maggio, e pagando alche la tredicesima abbiamo un totale di spesa per , all’incirca, dai 3,7 ai 4 miliardi di euro, salvo che non vi siano dei boom di richieste in futuro. Ora anche aggiungendo i soldi per i Navigator, comunque dimezzati, abbiamo una spesa complessiva che non arriverà ai 4,5 miliardi, contro i 5,8 stanziati. Facendo un calcolo spannometrico rimarranno in bilancio da 1,2 a 1,7 miliardi di euro.

Alcune considerazioni:

  • il mare di domande dei poltronisti del sud non c”è stato. Probabilmente non si è considerato che molti giovani sono già emigrati e quindi non chiedono il reddito di cittadinanza. Inoltre dove ci sono anche sacche di malaffare la tracciabilità della spesa è un grande deterrente.
  • La misura ha effetto, ma minore di quanto previsto, per cui da un lato ci sarà un avanzo di bilancio, ma dall’altro l’effetto moltiplicativo sarà minore.

Comunque dare un sussidio a 630 mila poveri disoccupati, riavviandoli al lavoro, è cosa buona e giusta, anzi è scandaloso che ci sia voluto tutto questo tempo per arrivare ad una soluzione del genere. Il problema è che forse si è stati un po’ troppo restrittivi con gli indicatori ed i criteri di selezione, si poteva essere un poco più generosi, anche nell’organizzare le risorse per il riavvio al lavoro.

Cosa fare adesso con questi soldi? Ci sono due punti di vista contrastanti:

  • se facciamo gli “Austeri europeisti” allora potremmo usare questi 1,2-1,7 miliardi per ridurre il deficit di bilancio;
  • se facciamo politica economica, potrebbero essere riutilizzato per operazioni di welfare oppure peer garantire lavori a progetto nell’ambito della ricerca, della manutenzione delle strutture o del recupero del territorio.

Si tratta di una scelta di carattere politico, con ricadute di carattere economico. Bisogna decidere cosa fare, se seguire le indicazioni economia tradizionale, europea, o applicare i criteri ecconomici keynesiani e perseguire altre politiche di espansione, ma la decisione è solo politica.

 

 


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