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Recessione o l’ennesimo assalto alla sovranità nazionale?

Quando Mario Monti parlò dell’eccesso di democrazia, non fece altro che citare il libro “Crisis of Democracy” di Michel Crozier, Samuel Huntington e Joji Warannuki, in questo libro si parla dei problemi di “governance” derivanti appunto da questo apparente eccesso di democrazia. Come si risolve? Monti ci parlò delle crisi economiche come rimedio ai problemi di governance, cessioni di sovranità in cambio di più “elasticità”.

A pensarci bene, è dall’apparire dei Gilets Jaunes in Francia, che questo problema di “governance” lo sentiamo nominare un giorno sì e l’altro pure, come se noi popoli europei fossimo diventanti dei vandali ingovernabili, pronti all’assalto di Roma, anzi di Bruxelles, le invasioni barbariche – Reloaded. Cosa ci vogliono dire i vari Merkel, Macron, Juncker e Moskovici, secondo me ce puzza di bruciato!

Senza dover fare troppo la complottista i 3 autori sono ovviamente membri del Bilderberg, Samuel P. Huntington è inoltre membro del Committee on Foreign Affairs degli Stati Uniti e quindi uno degli americani più potenti al mondo. Se vi dicessi che questi 3, uno americano, uno inglese e uno giapponese sono menti di un piano che si chiama “Nuovo Ordine Mondiale”, allora mi mandereste a quel paese, dandomi la sopra citata. Quindi non lo faccio e vi racconto qualche dato di fatto. Prendo ispirazione per questo “pezzo” da Francesco Amodeo, che vorrei ringraziare, tante delle mie riflessioni che seguono derivano dai suoi libri e video, in particolare il suo libro “La Matrix Europea”, che trovate su Amazon in formato Kindle oppure direttamente tramite il suo sito internet: https://francescoamodeo.it/?v=cd32106bcb6d . Il video sul quale ho meditato è questo https://www.youtube.com/watch?v=kktGYMVMfB0.

Ricordiamoci che non ce una costituzione europea, non ce assolutamente nulla che ci tiene insieme e che fosse mai stato democraticamente votato. I trattati europei sono quelle cose che si approssimano di più ad una costituzione. La differenza è che la costituzione fissa dei parametri, delle regole umanitarie e sociali, garantendo diritti e doveri a tutti i cittadini, ma anche per lo Stato e le sue istituzioni; mentre i trattati obbligano anche a cose che mai e poi mai saremmo disposti a votare. Quindi è questo il problema di governance sopra citato? Purtroppo no, sarebbe troppo semplice, la governabilità della quale sentiamo parlare, è un affare tecnico e non ha nulla a che vedere con l’aderenza dei cittadini e i suoi governanti e legislatori alle leggi di un paese. Il tecnicismo è che noi abbiamo una scelta, vogliamo il diritto di voto, anzi vorremo una democrazia partecipata, quindi vorremo essere direttamente coinvolti nei processi democratici. Per chi ha voluto la gabbia europea è quello che la rende ingovernabile, non possiamo avere una scelta e la Brexit ne è un evidenza, chi ne vuole uscire verrà punito.”Democracy is not always applicable”, la democrazia non è sempre applicabile, cita difatti il nostro libro! Cosa vuole il cittadino, la stabilità dei prezzi o la piena occupazione, come garantita dalla costituzione? Cosa ci interessa veramente, uno stato sociale che pensa anche all’ultimo dei suoi cittadini oppure un sistema bancario competitivo? Ecco perché siamo ingovernabili, ecco perché dobbiamo cedere la sovranità. Noi tutti siamo in un conflitto aperto con la finanza speculativa, che ci vorrebbe parte dell’ingranaggio del potere finanziario. Quindi in opposizione al potere economico, quello del quale noi disponiamo (ancora!).

Quando fu integrata la Germania dell’est Helmut Kohl garantì che in giro di 2 anni il livello di “modernizzazione” sarebbe stato identico a quello della Germania ovest, che ricchezza, educazione e welfare si fossero eguagliati e che tutti i cittadini dell’ex-DDR si fossero arricchiti, lavorando meno e guadagnando molto di più, questa l’abbiamo già sentita, no? Sì esattamente le parole di Prodi, quando ci convinse che l’€uro fosse un gran bel progetto. Quindi ce sistema, non è coincidenza! Ai tedeschi fu detto che creare una seconda Germania occidentale, per poi integrarla susseguentemente nella BRD fosse stato folle ed inutile e che i cittadini della Germania dell’est così facendo fossero stati visti come cittadini di seconda classe. Questi infatti avrebbero disposto solo di una moneta debole, meno beni e servizi sul territorio, un welfare retrograde e meno possibilità di risparmio. Quello che seguì dal 1989 in poi (e per i seguenti 10 anni se non di più), fu una delle più gravi deflazioni al mondo. Dove prima c’era la piena occupazione, restò solo disoccupazione e povertà. Una deindustrializzazione totale che condusse chi già aveva poco a non potersi permettere nemmeno il pane sotto ai denti. Contemporaneamente crebbe la più grande bolla immobiliare tedesca della storia e non solo immobiliare se pensiamo alle auto, elettrodomestici, ecc.! Terreni espropriati ancora dai nazisti e mai ritornati ai veri proprietari, vennero messi all’asta. Edifici STASI, dove prima abitavano i funzionari del regime vennero riqualificati, modernizzati e messi all’asta. I “Plattenbuaten”, questi giganteschi casermoni multipiano di appartamenti, vennero “accorciati”, modernizzati e i nuovi appartamenti venduti su aste specializzate, dove ovviamente i cittadini dell’est non potevano accedere, anche grazie ai prezzi lievitati enormemente e in giro di pochissimo tempo. Tutto questo condusse alle crisi abitative delle quali soffre la Germania tutt’oggi e che ha mantenuto il mercato immobiliare tedesco uno dei più speculativi sulla faccia della terra! Inoltre i tedeschi dell’est che finalmente potevano viaggiare, si misero in moto per cercare lavoro e possibilità dove queste ci sono, quindi prevalentemente nella Germania ovest. Mai prima ci fu un tale esodo di tedeschi dell’est verso la BRD come negli anni seguenti l’unificazione tedesca degli anni novanta. Questi “nuovi tedeschi” crearono un mercato di lavoratori a basso costo, che con la scusa del livello scolastico inferiore dovettero accettare qualsiasi occupazione, anche sotto pagata. Gli approfittatori di quella crisi furono ovviamente le industrie tedesche, che anziché delocalizzare verso paesi più lontani potevano trovare il loro Eldorado produttivo praticamente sotto casa, con un esercito di mano d’opera germanofona a basso costo. Anche la finanza trovò la vena d’oro, quando milioni di nuovi tedeschi sottopagati cominciarono a domandare crediti e mutui facili, pagando orrendi tassi d’interessi ovviamente; ed è esattamente questa la fonte dei NPL’s in pancia a Deutsche Bank e Commerzbank!

La ex-DDR non si è mai risollevata dall’unione delle due Germanie e tutt’oggi il livello d’industrializzazione non è minimamente paragonabile a quello della Germania dell’ovest. Evidentemente anche i servizi e il welfare non sono paragonabili e del lavorare meno per guadagnare di più, non resta che un triste ricordo. In compenso sono state create delle zone franche, dove produrre costa poco, non è burocratico e il “costo del lavoro” è concorrenziale. Quante similitudini con il Sudeuropa…

Nell’esempio tedesco vediamo il destino della gabbia europea, dove una super-Germania fa diventare tutti i paesi periferici terzisti dell’industria teutonica. L’Italia come la Grecia o la Spagna sono già deindustrializzati, siamo già paesi dell’indotto tedesco. Almeno il Nord-Italia, mentre il Sudeuropa ha un altro scopo, ossia quello di produrre alimentari a basso costo per i paesi del Nord. Purtroppo questo non lo dico io e non è solo una semplice speculazione. Questo è quello che vien previsto da menti illustri come Samuel Huntington oppure il nostro Romano Prodi che ovviamente era perfettamente al corrente del piano di deindustrializzazione dell’Italia voluto da Kohl e Mitterrand, questa infatti era la condizione per far aderire l’Italia a Maastricht. Secondo voi i padri fondatori dell’Europa tutto questo non l’hanno previsto oppure è esattamente questo il piano? Come avevo già scritto su queste pagine il progetto degli Stati Uniti d’Europa è datato, una visione del mondo del diciottesimo secolo e del quale il mercenario Garibaldi ne fu solo uno dei tanti fautori.

Sapete, anch’io ho votato per il Veneto autonomo, sperando che tutte le regioni lo fossero diventate. Magari saremmo diventati una repubblica federale a modello elvetico e con un sistema di democrazia diretta. Oggi però mi rendo conto che è probabile che questo mio sogno sia solo un’utopia, che dietro ci sia solo un altro metodo europeista che segue niente meno del “divide et impera”. Come dice Francesco Amodeo: “a cosa serve un po’ di autonomia, se rimani detenuto la tua prigione europea?” E se lo scopo delle autonomie differenziate fosse la creazione delle macroaree? Così nel Nordest si producono pezzi di ricambio d’auto, in Toscana si produce pellame e moda, in Lombardia design, in Emilia ceramica, in Puglia e in Andalusia i pomodori…

Manipolazione di massa e la balla sulla produttività. Da anni i media dicono a giovani e disoccupati (di ogni genere ed età), che si devono dare da fare, che devono alzare il culo dal sofà, magari dicendo che sono solo dei fannulloni in attesa del “reddito di divananza” – cit. Gelmini. Ovviamente questa è una balla grossa come un palla medica! I media mainsream sottolineano questa cosa(!) tramite illustri economisti del partito del PIL, che ci vogliono raccontare perché siamo poco produttivi. In rispetto a chi, ve lo siete mai domandati, cosa significa essere produttivi? Un esempio ormai storico è stato quando in un intervista rilasciata al Corriere della Sera nel 2015, Bernardo Caprotti della catena di supermercati “Esselunga”, aveva dichiarato che per risollevarsi dalla crisi i greci dovessero mettersi a lavorare. Siamo di fronte ad un tecnicismo e lo si può tradurre semplicemente con: “Caro lavoratore, costi troppo, hai troppi diritti e non lavori abbastanza ore e anni!” e poi vi domandate perché la Commissione Europea ci bacchetta per l’abolizione della legge Fornero? Tenendo gli anziani al lavoro e tramite la migrazione di massa si tiene alta la disoccupazione, sapevate che secondo l’UE un tasso di disoccupazione attorno ai 9% è ideale? Altroché piena occupazione…  Tutto questo porta ovviamente al temuto “salary dumping”, la deflazione salariale, ma attenzione che anche l’espansione paneuropea consegue esattamente questo scopo, mettendo in concorrenza Italiani e Turchi ad esempio; oppure semplicemente minacciando l’Italia con una l’ammissione della Turchia nell’Unione Europea voluta dagli stati del Nordeuropa. E sì, avvolte in questa gabbia dei matti bastano le minacce per far cadere governi o far rigar dritti i sovranisti. Esattamente in questa stesura dovete leggere le proteste dei nostri pastori sardi. Comprendete che un litro di latte di pecora DOP viene pagato quanto voi pagate un litro di latte vaccino al supermercato? Questo è solo possibile perché la concorrenza è tra i nostri pastori e quelli dei paesi dell’est europeo, dove 60 centesimi al litro per il latte di pecora sono tanti! Chi guadagna in questo, chi approfitta di queste situazioni assurde? Non sarà forse il consumatore olandese e tedesco che trova il Pecorino Romano DOP a prezzi del Gauda alla Lidl?

Comprendete adesso perché al “potere”, a quelli del sistema, agli europeisti, non piace il reddito di cittadinanza o la quota 100? Comprendete perché la “manovra del popolo” è stata criticata così aspramente da parte dell’UE? Il sistema non vuole che si mette soldi in tasca ai poveri; il sistema vuole che come sempre si dia soldi ai potenti e che siano loro ad “assumersi” il carico degli ultimi, anche perché se un partito come il MoVimento 5 Stelle si permette di fare una cosa del genere, potrebbe essere rieletto, potrebbe determinare la fine del sistema! Allora il sistema dovrà mandare un altro Monti…

Questo articolo è già piuttosto lungo e ho impacchettato tanti punti di riflessione, potrei continuare scatenandomi contro le politiche neoliberiste, ma vorrei essere più tecnica, più precisa. Qui qualcosa è arrivata alla fine e forse è l’inizio di qualcos’altro. Il termine preciso di quello che sta finendo è la “supply-economy”, l’economia del consumismo, del più cose a meno prezzo. La visione di Mister Reagan and Miss Thatcher si è rivelata un fallimento, ma di più su questo argomento in un altro articolo!

In ultima vorrei fare due note di piè di pagina, una riguarda Giulia Sarti. Gli attacchi che sta subendo questa ragazza, soprattutto da parte dei media e certi parlamentari sono disgustosi e dimostra la pochezza di questi personaggi, #iostocongiuliasarti !!!

Vorrei perdere due parole a titolo personale. Mi fa piacere che i miei articoli vengono letti e condivisi così tanto, anzi mi onora e vi ringrazio della partecipazione e del consenso. Meno piacevole è il fatto di essere stata copiata, il mio articolo sul TAV e l’intreccio con La7 è stato divulgato senza mia autorizzazione e senza citazione. Come autore vorrei essere libera di scegliere dove vengono condivisi i miei contenuti e quindi se sei un youtuber o un giornalista, ti prego di avvisarmi e di rispettare la legge sui diritti d’autore! Io non ho mai copiato nulla, conduco le mie ricerche autonomamente e se mi ispiro a qualcuno o mi appoggio ad un suo contenuto, questa persona viene ovviamente citata e contattata, si chiama onestà intellettuale!

 

 


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