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Quirinale: Berlusconi sarà il prossimo Presidente? Oppure…

 

Dal tre febbraio 2020 inizieranno le operazione per l’elezione del nuovo presidente della Repubblica, la carica forse più bramata, molto più del capo dell’esecutivo o di un ministero, perché gli ultimi due reggitori della carica, con vari pretesti, hanno trasformato l’Italia in un regime semipresidenziale indiretto. Inoltre il Presidente presiede il Consiglio Superiore della Magistratura e nomina un terzo della Corte Costituzionale, per cui la sua è forse la vera carica di peso nello Stato italiano, questo più per una pratica degli ultimi anni che per volere dei costituenti.

Non vogliamo comunque entrare in temi di diritto costituzionale, ma fermarci a qualche considerazione di carattere generale su chi potrebbe essere il prossimo Presidente. Un gioco molto in voga, soprattutto dopo che le ultime votazioni al Senato hanno fatto apparire una maggioranza diversa da quella di sinistra.

Prima di tutto gli elettori del Presidente sono 950 deputati e senatori a cui si aggiungono 58 rappresentati regionali, per un totale di 1008.  le votazioni sono con maggioranza dei 2/3 per le prime tre votazioni e semplice, 505 voti per la terza.

Si dà già per scontato che non ci siano maggioranze dei 2/3, cioè 673 voti, perché non ci sono figure istituzionali, quindi tutto si giocherà alla quarta alla maggioranza dei 505. Il blocco FI+FdI+Lega+altri conta 441 voti. PD, Leu, M5S e vari, quello che ora è diventato “Il rossogiallo”, ne conta 467, ma al suo interno ci sono deputati e senatori renziani che, nell’ultima votazione, non sono sembrati allineati con il CSX. Quindi abbiamo 100 delegati indipendenti. Per cui:

  • Nessuno ha la maggioranza né nei 2/3 né semplice;
  • Tutti dovranno costruirsela trattando con i non allineati o prendendo voti allo schieramento avversario.

Il Caso Berlusconi

La candidatura di Silvio Berlusconi è tornata in voga dopo che il centrodestra unito si è detto disposto ad appoggiarne la candidatura. Al centrodestra mancherebbero, per la maggioranza semplice, 64 voti. Dove trovarli? Si parla dei voti di Italia Viva, 40 , ma non sarebbero sufficienti. Ne mancherebbero 24. Questi però solo molto parzialmente potrebbero essere presi fra i candidati che attualmente sono parte dei  100 “Voti liberi”, perché molti di questi sono ex M5s radicali che non voterebbero mai Berlusconi. Però il voto è segreto, e , parliamoci chiaro, i due terzi degli attuali deputati e senatori pentastellati sanno benissimo che fra due anni torneranno a fare le proprie precedenti attività, e non sappiamo quanti non siano sensibili all’amicizia con la famiglia Berlusconi. Quindi non è impossibile con che con 230 voti a cinque stelle voti in gioco se ne possano “Estrarre” il 15% di volenterosi.

Quindi Pro di Berlusconi sono:

  • il fatto di essere un uomo di peso, anche fuori dalla politica;
  • di essere garanzia di un cambiamento nel CSM e nella Corte Costituzionale;

I contro:

  • un passato pesante, in ogni senso;
  • il detto romano “In conclave, chi entra Papa esce cardinale”. Berlusconi è partito molto presto con la sua candidatura, e il rischio è di bruciarla, trovando un ostracismo che impedisca di colmare il gap di voti.

Altri di Centrosinistra

In teoria potrebbe esserci una maggioranza di centrosinistra e pure abbastanza ampia, al quarto turno. Il problema è che non c’è una figura sufficientemente unificante per tutto il centrosinistra. Pierferdinando Casini, offerto da Italia Viva, sembra non aver soddisfatto gli altri partecipanti al CSX, e a questo punto, senza i 40 voti dei renziani, le possibilità calano fortemente. Figure forti del PD, come Prodi o Bersani, non sarebbero molto digeribili né agli indipendenti né a molti M5s, né ai renziani. Insomma un bel rebus, la cui soluzione potrebbe essere una figura più “Neutra”, come il ministro Cartabia o qualche altra figura istituzionale.

La riconferma di Mattarella

Questa è la soluzione più gradita al PD, ma non pare al candidato stesso. Inoltre il fatto di essere gradita a Letta potrebbe renderla invisa al partner. Inoltre nei voti “Da conquistare” vi sono molti che non hanno apprezzato la sua posizione sul Green Pass. Potrebbe saltare fuori in caso di stallo.

Mario Draghi?

Era il candidato perfetto a febbraio 2021, lo è molto meno ora. Da un lato non ci sono figure in grado di sostituirlo, anche se si è fatto il nome di Daniele Franco. Conte lo appoggia, e questo lo indebolisce. La sua popolarità è un po’ scemata, nonostante l’incredibile battage mediatico, e poi è candidato un po’ a qualsiasi carica, dalla guida della Commissione a quella del FMI a quella dell’occidente nel suo complesso. Possibile, non si sa quanto probabile;

Sorprese?

Se Berlusconi fosse, per qualche motivo, bruciato, si aprirebbe la strada ad un candidato di Centrodestra alternativo, che possa puntare ad avere dei voti sia da voti liberi, sia da altri del M5s. Potrebbe essere una figura di un liberista schietto e sincero, oppure quella di una persona di alto rango che abbia lealmente collaborato con il primo governo giallo verde. Magari anche una donna.

In quest’ultimo caso avremmo una presidenza della Repubblica espressione anche di una maggioranza politica del paese. Perché, in tutti gli altri casi, avremmo soprattutto un grande assente. il popolo italiano.

 

 

 

 

 

 

 


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