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QUELLO CHE SEMBRA NON E’

Su questa testata, i temi sono sempre molto attuali ed impegnati, economia, mercati, politica interna, geopolitica, futuro e tecnologie, ecc. per una voglia vorrei fermarmi e meditare un pò sui meccanismi delle nostre scelte, aziendali, politiche personali…. ecco una breve narrazione.

Nel leggere le cose, molto spesso si semplificano i significati, alle volte per reale difficoltà di interpretazione altre per convenienza.

Nell’isola di Šćit (BIH), davanti ad un monastero francescano sorge una bella statua in bronzo a fusione, realizzata su matrice persa.

Un opera impressionante per le sue qualità artistiche, ma anche per le sue qualità umane e di spinta alla riflessione che l’autore vuole trasmettere.

La statua raffigura l’ultima cena di Gesù con i dodici apostoli, al fianco del Cristo, Pietro con la spada e in fondo, dove c’è lo spazio lasciato appositamente al visitatore per affacciarsi al tavolo, troviamo Giuda, l’unico senza aureola fra i suoi pari.

Ad uno sguardo superficiale è quel che sembra, l’ignaro turista affacciandosi al tavolo viene ammesso alla vista del pane, sarà in grado di condurre una vita cristiana tanto da assurgere a quell’aureola in punto di morte, che Giuda invece ha perso?

Quel che è invece è nascosto fra mille pieghe:

Alla destra di Gesù la sua guardia del corpo Pietro con la spada, il maestro predicava il bene e la luce, ma aveva consapevolezza della forza del male e delle tenebre, la quale era reale anche sulla terra degli uomini.

Lo scrittore e teologo Hugh J. Schonfield nel suo libro Il complotto di Pasqua, riprendendo il tema già sviluppato nei vangeli apocrifi, ci racconta che il tradimento di Giuda fu in realtà un auto complotto, cioè un accordo fra Gesù e Giuda, (approfondimenti qui https://sites.google.com/site/religionand/il-caso-giuda-iscariota) affinché quest’ultimo avesse modo di consegnare il maestro alle autorità, che martirizzandolo avrebbero fatto grande il suo lavoro di profeta.

E’ interessante notare come poi il popolo abbia scelto Barabba al posto di Gesù con un plebiscito quasi bulgaro di oltre il 70%, questo ci da la misura della nostra crescita sulla strada dell’umanesimo… direi una misura ridicola.

Giuda ne uscirebbe con un profilo morale altissimo da questa vicenda, lui era il cassiere degli apostoli, carica che viene notoriamente concessa a colui che ha un integrità morale ineccepibile.

E’ sempre con altissimo spirito di sacrificio si fece carico della macchia indelebile sulla sua anima, pur di far del bene alla causa.

In tempi moderni, ad esempio nella strategia militare, sarebbe colui che difende l’obbiettivo “chiaro” , piuttosto di quello vero, pur di salvare la vittoria.

Ma l’artista pone anche un’altra questione, che si può cogliere dopo essersi messi a fianco di Giuda, guardando tutti gli apostoli, il tavolo, il pane, Gesù… e meditando per lungo tempo di fronte alle acque del lago di Rama.

Noi cosa avremmo fatto al posto di Giuda?

Avremmo preso l’onere, pesantissimo, senza onore, con una colpa che sarebbe andata ben oltre la nostra vita?

Non è facile fare Giuda, ed anche non farlo lo è, è quello il peso della vita che cambia ad ogni curva, scegliere è ciò che ci compete.

Fede e riposo vanno a braccetto, dubbio e fatica sono come pioggia e fango per il motociclista che esplora il mondo, necessari per migliorarsi.

Sono cambiate molte cose da quando alcuni popoli hanno preso quel momento come l’anno zero, ma la politica è ancora così, perché attiene e si basa sull’intimo “animo” umano.

E’ doveroso ringraziare Peppe Pagano che non è solo stato una guida, ma anche un sollecitatore spirituale, raccontandoci molti particolari da cui è partita questa riflessione ed il mio breve racconto che presto sarà on-line.

Tratto da “schegge di viaggio sul giroscopio” di R. Alice


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