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Quando Facebook censura le ricerche scientifiche perchè “NO MASK”. Può un social ergersi al di sopra di tutto ?

Facebook ha censurato, bellamente una ricerca scientifica definendola “Fake News” ed infondata.  La vicenda parte da una ricerca ufficiale di un ente sanitario danese. Lo studio ha confrontato il livello di protezione di un gruppo di persone che utilizzavano maschere rispetto a un secondo gruppo che non le utilizzava. I risultati dello studio sono stati annunciati in una dichiarazione rilasciata dal Rigshospitalet di Copenaghen. È importante notare che lo studio ha esaminato esclusivamente gli effetti protettivi delle maschere per chi le indossa e non la capacità di chi le indossa di proteggere gli altri, quindi non ha studiato quanto le protezioni fossero state in grado di limitare il contagio verso altri, ma solo la protezione autonoma.

Il progetto di ricerca ha coinvolto due gruppi per un totale di 6.000 persone ed è stato condotto nei mesi di aprile e maggio di quest’anno, quando in Danimarca l’uso della maschera facciale non era molto diffuso. Le conclusioni sono state piuttosto chiare: nel gruppo che portava le mascherine si è ammalato lo 1,8%, mentre nel gruppo che non le portava lo 2,1%.

Quindi c’è stato uno studio pubblico,  comparato, con un campione ampio, che h messo in dubbio l’utilità della mascherina per chi lo porta. Non l’utilità in generale, e , come ogni studio scientifico, migliorabile e soggetto a revisioni e discussioni. La scienza avanza per discussione, non per “Ipse dixit” e proprio il dubbio è alla base della scienza stessa.

Per Facebook non è così. Un professore inglese di Oxford pubblica un articolo sulla ricerca su Facebook, e questo viene CENSURATO da Facebook come Fake News

Quindi i “Fact Checker” di Facebook si ergono al dii sopra dalla comunità scientifica e decidono loro quello che è vero e quello che è falso. Non c’è discussione, tutto è deciso “Zuckerberg dixit”.

Una ricerca scientifica DEVE essere discussa, è proprio la base della scienza. Nessuno può permettersi di ergersi supremo giudice, e soprattutto non può Facebook. Se i social media non sono in grado di tutelare la libertà di espressione, anche scientifica, allora è meglio che chiudano e che vengano sostituiti d qualcosa di più libero. Che non si lamentino, come stanno già facendo, dell’esplosione di Parler.


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