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Quando Beethoven e la birra sono razzisti…

Un nuovo sport sta sfondando nelle università americane: la caccia al razzista casuale. Il risultato è un specie di caccia alle streghe demenziale, svolta da personaggi di seconda o terza fila, che sarebbe anche divertente se non fosse che qualcuno a prende terribilmente sul serio.

In una colonna su Slate, Christopher White dell’Università del Massachusetts-Amherst ha dichiarato che riferirsi a compositori come Beethoven e Mozart con il solo cognome è una forma di supremazia bianca. Dopotutto, ha spiegato White, crea un metodo “abituale, a due livelli” in cui i compositori bianchi sono indicati con un nome mentre le donne e i compositori minoritari sono indicati con il loro nome e cognome:

“Questi semidei canonizzati si sono così sistemati nella coscienza collettiva della società musicale d’élite che è stata necessaria una sola parola per evocare il loro fantastico spettro.”

White chiede la fine di questi “mononimi della storia della musica”. Quindi dovremo iniziare a chiamare  Mozart con il suo nome completo: Johannes Chrysostomus Wolfgangus Theophilus Mozart (Amadeus è la traduzione in latino  dal greco Theophilus) . Invece con Beethoven ci va un po’ meglio: Ludwig van Beethoven. Immagino che dovrò ricercare i nomi completi di Beyonce, Madonna, Sting, Cher, Bono, Pink, Seal, Adele e altri.

Dopo queste prima chicca ne abbiamo però un’altra anche migliore. Il professore di sociologia della Virginia Tech David L. Brunsma, ha1 che la birra rafforza anche la supremazia dei bianchi. Il suo libro, Beer and Racism: How Beer Became White, Why It Matters, and the Movements to Change It (birra e razzismo: come la birra è diventata bianca, perchè è importante ed i movimenti per cambiarla)., è commercializzato come un punto di svolta contro il razzismo:

Dal marketing razzista del liquore al malto alla cultura barbuta della birra artigianale, i lettori non guarderanno mai una pinta schiumosa allo stesso modo dopo aver letto Beer and Racism“.

Le birre artigianali sono indicate come esempi di razzismo più spinto. Come spiegato dal professore dell’Università del New Mexico Eli Wilson, è tempo di chiamare questi amanti della birra per quello che sono: dei vecchi razzisti rimbambiti che vanno in giro con le collanine di preztel.

Gli inventori della birra erano mediorientali: sumeri ed egiziani consumavano birr d’orzo, anche se aromatizzata in modo diverso dalla nostra. Però loro no, non erano razzisti….

Quale può essere il massimo del razzismo, se non la “Birra Beethoven?”

Chi beve questa è sicuramente politicamente scorretto, ma probabilmente avrà un buon palato.

Però io preferisco Lambrusco, Culatello e Verdi. Sarà razzista ?


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