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Qual’è la vera situazione economica USA? Sentiamo una voce alternativa

 

 

I dati ufficiali relativi all’economia americana sembrano ottimi, eppure è tangibile che qualcosa non stia funzionando in modo adeguato. Il PIL sembra crescere in modo notevole, soprattutto se confrontato con quello europeo, i valori di borsa sono elevatissimi, naturalmente al netto di quanto possa succedere in questa settimana dopo l’innalzamento dei tassi e la possibile rottura dei colloqui commerciali con la Cina. ma qualcosa non va, in modo tangibile.

Una visione diversa  può venire da un sito di informazioni statistiche alternative , Shadowstats, il cui promotore, John Williams (non il compositore…) viene intervistato e ci fornisce alcuni dati molto diversi che spiegano anche il desiderio di Trump di vedere i tassi ribassarsi dell11%.

Secondo Williams c’è una recessione, nascosta sotto i numeri ufficiali, e questa è già in corso, oggettiva, ora, ed alla sua creazione ha partecipato anche il desiderio della FED di alzare i tassi (ora al 2,5%) per cancellare i residui della crisi del 2007-08. I dati sono stati fatti apparire migliori per permettere questa operazione, solo che la realtà è ben diversa.

Fra i dati verificabili presi come base di questo ragionamento vi sono i consumi ed il deficit commerciale. Iniziamo da quest’ultimo,che è apparso in calo negli ultimi mesi:

Dopo una punta ad ottobre si è di molto ridotto. Perchè di questo fatto? Ora il deficit può calare per un aumento dell’export superiore all’import, e questo viene ad indicare un’economia che riacquista competitività sui mercati internazionali e che cresce con maggiore forza, oppure peer un calo dell’import, che viene indicare un calo dei consumi del paese, ed i dati ufficiali sembrano più concordare con questa seconda ipotesi.

Anche i dati ufficiali sulle vendite retail non mostrano una crescita continua ed omogenea, ma una specie di danza, con un passo avanti uno a lato, uno indietro:

Williams non si fa nessun problema a parlare di assenza di vendite e di consumi, che vede alla base dell’attuale crisi economica. La gente non compra ed ormai lo sta riconoscendo anche la FED, che, sempre secondo l’analista si prepara ad abbassare i tassi, magari a settembre. Una mossa che potrebbe essere tardiva.

Williams è anche noto per il ricalcolo di alcuni dati base utilizzando i metodi statistici precedenti, e quindi rendendoli omogenei con quelli del passato. Ad esempio calcola la disoccupazione al 21%, applicando i criteri utilizzati negli USA pre 1994, contro 3,55% attuale, e l’inflazione molto più alta, ma questo sarebbe un controsenso rispetto a quello che consiglia per politica monetaria.

Comunque una lettura interessante in coerenza con “Scenari economici alternativi”  che è la finalità di Scenari Economici.

 

 

 


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