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PLASTIC TAX: ENNESIMO FURTO AI POVERI A FAVORE DEI RICCHI. Qui i calcoli, aumenti di oltre il 25%!!

 

 

Le buone intenzioni lastricano le strade per l’Inferno e svuotano le tasche dei cittadini. La Tassa per la plastica nasce con l’idea di fare cassa e ridurre l’uso delle plastiche. Il problema è che questa tassa, applicata in modo superficiale, solo per fare cassa, senza nessuna preparazione, si tradurrà nell’ennesima imposta regressiva ai danni dei poveri.

Facciamo un  esempio pratico. Il ministro per il Sud, Provenzano si è vantato che l’imposta  “Comporterà che una bottiglietta d’acqua usa e getta costerà 4 centesimi in più“, come se questo fosse niente. Noi, che facciamo la spesa al discount, come una buona parte degli italiani non abbienti, abbiamo registrato il prezzo dell’acqua minerale in Pet a costo minore. Eccovi qui il risultato:

Una bottiglia costa 15 centesimi. Un aumento di 4 centesimi significa un aumento del 26,6%, un incremento che cadrà sulle spalle di chi non ha molti soldi e quindi va a comprare acqua, a costo basso, ad un discount.

L’aumento naturalmente non colpirà chi prende la più costosa e pregiata acqua in vetro, ma la differenza di prezzo è veramente notevole. Nel discount visitato non c’erano acque in vetro, ma abbiamo visitato il sito della più grande catena della Grande Distribuzione Organizzata ed abbiamo trovato la meno costosa delle acque in vetro:

Una bottiglia costa 55 centesimi, ma è da litro. per fare un’equivalenza con la bottiglia precedente potremmo dire che 1,5 litri vengono a costare 0,82 euro, 82 centesimi, cioè più di cinque volte quello che costa l’acqua a basso prezzo del discount. E siamo in offerta speciale. Gran parte di questo costo è dovuto alla confezione, al più costoso vetro, ma non esiste più un ciclo di recupero dei vuoti….

Quindi il governo ha predisposto una tassa che colpisce i poveri, quelli che vanno al discount e comprano acque di poco prezzo, e non quelli che possono permettersi acque in vetro, molto più costose. Un governo che avesse voluto VERAMENTE colpire la plastica, non punire i poveri, avrebbe predisposto incentivi per un ciclo chiuso del vetro che avrebbe permesso di acquistare le acque in vetro a basso costo. Avrebbe poi diminuito i limiti dei clorati e dei cloriti per permettere di utilizzare acque potabili francamente meno disgustose di quelle servite ora da molte municipalizzate. Invece lo scopo è sempre e solo uno: spremere i cittadini, soprattutto poveri, e rendere loro la vita peggiore. I ricchi bevono la Kona Nigeri da 350 euro la bottiglia, che gliene frega dei discount

E che gliene frega ai nostri ministri, anche loro mica comprano al discount. Gli italiani paghino.

 

 


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