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Plastic-Tax e Sugar-Tax. Il governo giallo-rosso sta distruggendo un intero settore produttivo. Ci saranno licenziamenti. I cittadini dell’Emilia-Romagna possono a gennaio fermare questo scempio (di P. Becchi e G. Palma)

Della legge di bilancio approvata a scatola chiusa l’altra notte dalla maggioranza giallo-rossa non se ne parla più. Oggi tutti sono concentrati sulle dimissioni del Ministro pentastellato della Pubblica Istruzione, Università e Ricerca Lorenzo Fioramonti. Al di là delle ragioni reali che hanno spinto il ministro alle dimissioni, una cosa è certa: per la cultura e la scuola questa manovra finanziaria non prevede proprio un bel niente. Quindi le dimissioni del ministro, che per il suo dicastero aveva chiesto 3 miliardi senza ottenere nulla, sono condivisibili e dignitose.

Ma è di altro che vi vogliamo parlare.  Secondo quanto previsto dalla legge di bilancio, a partire da luglio 2020 vi sarà una maggiorazione dei prezzi fino a circa il 35% sulle bottigliette di plastica contenenti bevande zuccherate. È il mix esplosivo delle così dette plasti-tax e sugar-tax (tasse sulla plastica e sulle bevande zuccherine). Insomma, per farla breve, una bottiglietta di coca cola o di succo di frutta da un litro costerà circa 40-50 centesimi in più rispetto ad oggi. Nulla di che, dicono Conte e Company.

In particolare, la sugar-tax viene presentata come una tassa buona perché quel tipo di bevande sono nocive alla salute. Non c’è dubbio che ci sia del vero in questo, ma è la soluzione giusta quella di aumentare le tasse su questo prodotto? E siamo poi certi che in questo modo verranno scoraggiate le vendite?

In buona sostanza, se oggi una bottiglietta di coca cola o di succo di pompelmo ci costa circa 1,50 euro, da luglio ci costerà poco meno di 2 euro. Un aumento, secondo la maggioranza giallo-rossa, quasi impercettibile, o comunque socialmente sostenibile anche per le classi meno abbienti. Cosa volete che siano 40 o 50 centesimi in più per 1 litro di aranciata?

La questione, tuttavia, non può essere letta in modo così superficiale. Su chi li “scarica” l’azienda quei 40-50 centesimi in più per ogni litro? Cioè, da dove li recupera dovendo comunque mantenere un elevato livello di competitività? Non di certo diminuendo il suo profitto, non sarebbe né logico né giusto. Il rischio d’impresa non può subire un contraccolpo del genere, non sarebbe economicamente sostenibile. Del resto, le nostre aziende vivono (anche in questo settore) una competizione selvaggia con le aziende di altri Paesi europei, quindi per poter continuare ad essere competitive non possono permettersi di aumentare i prezzi del 35%. Ma neanche di molto meno, a dire il vero. Sarebbero, come si suol dire, completamente “fuori mercato“.

E allora saranno costrette a scaricare il peso della competitività (dei prezzi) sul lavoro, cioè licenziando una parte del personale, oppure riducendo i salari o non assumendo più nuovo personale, rendendo maggiormente precario il rapporto lavorativo degli occupati.

Non è dunque una mera questione di “soli 40-50 centesimi a bottiglietta”. È il massacro di un intero comparto produttivo che vede nell’Emilia-Romagna una delle Regioni italiane maggiormente colpite. Gli agricoltori e i produttori delle province emiliane e romagnole saranno quelli che ne pagheranno lo scotto più alto. Ma non solo. Coca Cola sta addirittura pensando di lasciare l’Italia e trasferire la produzione in Albania.

Il governo delle quattro sinistre sta distruggendo un intero settore produttivo del Paese, vendendovi questo scempio come una “battaglia verde” per il bene del Pianeta. Fandonie. Si tratta dell’ennesimo colpo mortale al tessuto produttivo italiano. A gennaio i cittadini dell’Emilia-Romagna hanno una grande occasione: mandare a casa i “ladri di democrazia”. Un voto popolare che punisca la coalizione di centrosinistra potrebbe risultare decisivo per fermare lo scempio previsto da luglio in avanti, infatti un’auspicata sconfitta di Bonaccini avrebbe certamente ripercussioni sulla tenuta del governo nazionale. Mentre le sardine parlano del vuoto cosmico, i giallo-rossi mettono centinaia di migliaia di persone nelle condizioni di perdere il lavoro e centinaia di imprese di chiudere o trasferire la produzione all’estero. Siamo nelle mani di un governo che rema contro gli interessi nazionali.

In conclusione, tassa sulla plastica e tassa sullo zucchero sono solo le foglie di fico dietro le quali si nasconde una legge di bilancio inadeguata per un paese destinato a rimanere in agonia.

di Paolo Becchi e Giuseppe Palma

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(Ladri di democrazia. La crisi di governo più pazza del mondo. L’ultimo libro di Paolo Becchi e Giuseppe Palma, Giubilei Regnani editore, 2019: https://scenarieconomici.it/ladri-di-democrazia-la-crisi-di-governo-piu-pazza-del-mondo-lultimo-libro-di-p-becchi-e-g-palma-giubilei-regnani-editore/)

 

 


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