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PIU’ SANZIONI, MENO RISCHIO PER L’ECONOMIA RUSSA. LA LEZIONE NARRATA DAGLI ERRORI ALTRUI

 

Circa un mese fa l’amministrazione Trump ha dato il via ad una tornata di sanzioni più strette contro l’economia Russa. Sanzioni abbastanza generali contro l’export di armi in Siria, conro l’intervento nelle privatizzazioni in Russia, e cosette del genere.

Il risultato delle sanzioni è eccezionale: in questo mese il rischio default della Russia è precipitato ad un livello inferiore a quello dell’Italia e del Portogallo. Il differenziale dei CDS rispetto a quelli europei si è praticamente azzerato

Come se non fosse sufficiente anche il rublo si è stabilizzato, non proseguendo più nella sua corsa svalutativa

La cosa è divertente perchè la Russia ha un rischio inferiore  all’Italia, ma un debito pubblico  molto più ridotto rispetto al PIL, e paga interessi per il 7,8%. Ora che il Rublo ha fortemente ridotto la sua volatilità e che perfino le sanzioni non hanno effetto sulla sua economia c’è da attendersi un boom nel corso dei suoi titoli ed una riduzione di rendimento. Perchè altrimenti non si capirebbe perchè la gente compra Bund o BTP a rendite bassissime e non titoli russi a rendimenti molto più alti.

Questo inoltre è l’ennesimo colpo a personaggi nostrani che vedono solo economia “Globalizzate” come efficienti  e ricche- Al contrario, più mettono sanzioni alla Russia più quella cresce…

 

 

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