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Pillole africane

Cote d’Ivoire

Laurent Gbagbo, ex presidente della Cote d’Ivoire silurato dai francesi, in « Libre. Pour la vérité et la Justice »:

<<Affermare che ero, che sarei, che siamo anti francesi, è un abuso semantico >>

.« Ho precisato nel 2005, durante il rinnovo del contratto a Martin Bouygues tramite suo figlio Olivier, che lo Stato avoriano voleva d’ora in avanti essere presente nel consiglio di amministrazione della Società nazionale elettrica per verificare le cifre dichiarate all’amministrazione avoriana.

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Nessuno aveva mai ottenuto dati credibili e verificabili dalla società Bouygues. Ne ho viste di tutti i colori con il petrolio: quando giunsi al potere, la Cote d’Ivoire riscuoteva solo il 12% del prezzo di ogni barile. Con Bouygues, la cosa è stata risolta anche se il loro direttore in Côte d’Ivoire, Zadi Kessy, assunse una posizione apertamente contraria alla mia persona. Non escludo l’idea che Bouygues abbia voluto insediare al governo suoi collaboratori. Zadi Kessy non nascondeva la sua ambizione di diventare Primo ministro. Affermare che ero, che sarei, e che siamo anti francesi, è un abuso semantico. Del resto vi potete ben immaginare che si sarebbe saputo! Io mi accontentavo di diferendere gli interessi del mio paese. Se le società estere guadagnano [dalle nostre risorse], bisogna che anche il paese guadagni ».

Senegal (l’attualità di Mattei)

Thierno Alassane Sall (ex-ministro senegalese per l’energia) spiega perché ha rassegnato le dimissioni:

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“La Francia è disposta a fare la guerra, un colpo di stato, o a organizzare una rivolta pur di imporci un contratto. Loro impongono il loro contratto e se non lo accetti, ti fanno smammare!

“La Francia fa pressioni sul Senegal per ottenere lo sfruttamento di petrolio e gas. Non posso firmare un documento in cui la compagnia francese Total che era in quinta posizione per ottenere l’appalto secondo gli esperti, diventi improvvisamente la prima in lizza, dopo le pressioni esercitate sul presidente Macky Sall. Questo succede ovunque in Africa.
E sono le stesse persone che poi ci dicono che gli africani sono irresponsabili, che gestiscono male le loro risorse, che dovrebbero imparare a sbrogliarsela da soli, e che non dovrebbero più inviare ioro i migranti mentre non lasciano mai che l’Africa selezioni il migliore partner economico di cui ha bisogno per il suo sviluppo.
Sono disposti a fare la guerra, un golpe, o una rivolta per imporre un contratto poiché non vogliono rispettare il mercato come fanno i concorrenti. Impongono il loro accordo e se non lo accetti, non hai cha smammare. E chissene frega se il concorrente ti propone un accordo molto più vantaggioso; la materia prima è loro”

Traduzione Nforcheri 08/01/2018

Fonte: https://www.facebook.com/zalou.honore?__tn__=%2CdlCH-R-R&eid=ARAZb8_aK5VthpM6D5Vdntto_PHRH4ib5hau1-29Ei5PIE9qMREFIFtrAMqQr6sdtUS0YSaILmD9XEdL&hc_ref=ARTHCFTjxn38SPotLwVzoimC_axmSya2wfurbOEUy0g_aWPa8ETyyLxsiJF00ZVFvcY


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