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Pfizer svela la sua pillola anti-covid. Tempismo perfetto…

Ottimo tempismo per Pfizer, spiegheremo poi il perché. La casa farmaceutica ha svelato ieri un suo nuovo antivirale, che dovrebbe essere rivoluzionario.

Pfizer Inc. ha annunciato venerdì che una sua nuova pillola sperimentale contro il COVID-19 avrebbe ridotto il rischio di ospedalizzazione e morte dell’89 percento nelle persone infette ad alto rischio.

Il trattamento, della durata di cinque giorni, se somministrato entro tre giorni dall’infezione, è stato così efficace in uno studio clinico da spingere il comitato scientifico che controllava il trial a consigliarne l’interruzione per poter somministrare il trattamento a tutti i partecipanti, anche al gruppo di controllo, sempre secondo Pfizer. Certo così si perderanno molti dati scientifici.

La pillola antivirale, la seconda specifica contro il covid -19,  sembra essere ancora più efficace di un’offerta simile di Merck, il Molnupiravir, che sarebbe in grado di dimezzare il rischio di malattie gravi. I regolatori britannici hanno autorizzato la pillola per l’uso questa settimana nelle persone a cui è stato diagnosticato il COVID-19 e hanno almeno un fattore di rischio per una malattia grave, secondo quanto riportato dal Washington Post. Negli USA la pillola della Mercks verrà giudicata dalla FED per l’uso emergenziale a fine novembre.

Per quanto riguarda la pillola antivirale di Pfizer, i risultati non sono stati ancora sottoposti a revisione paritaria o pubblicati, ma i dati saranno presentati alle autorità di regolamentazione “il prima possibile”, ha affermato la società in un comunicato stampa. Il farmaco, che sarà venduto con il nome di Paxlovid, è progettato per impedire al coronavirus di riprodursi.

Pfizer ha già iniziato a produrre il farmaco e prevede di produrre oltre 180.000 confezioni di pillole entro la fine di quest’anno, portandole a un totale di 50 milioni nel 2022, secondo quanto riportato dal Washington Post.

Perché abbiamo parlato di “Tempismo perfetto”: ormai è chiaro che il vaccino non fornisce protezione verso la diffusione del virus, al massimo dà una tutela con una riduzione dei casi più gravi. Nonostante le pressioni per le terze dosi, queste comunque vengono a scemare: non si può obbligare le persone a vaccinarsi a vita. Allora cos’è il genio  se non una cura antivirale, che, tra l’altro, ha il vantaggio di spazzare via la concorrenza sui vaccini per il covid-19, mettendoli fuori mercato? Non è un caso che oggi la società farmaceutica quoti le azioni con il +10,86%. Un tempismo eccezionale anche dopo le notizie sulle irregolarità dei trial vaccinali in Texas.

Di fronte alla cura però che senso ha il perseverare del Green Pass? Chiedo, per un amico…

 

 

 


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