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Pericolo da Oriente. Nuova minaccia dalla Corea del Nord

missile nordcoreano a

 

Domenica scorsa, mentre tutti gli occhi erano puntati alla sfilata a Mosca per il settantesimo anniversario della vittoria sovietica, cose molto importanti avvenivano in estremo oriente.

Il regime Nord Coreano ha infatti testato il primo SLBM (submarine launched ballistic missile, missile balistico lanciato da sottomarino), chiamato Bukkeukseong-1 (“Polaris-1” in inglese, curiosamente lo stesso di una famosa generazione di missili balistici nucleari lanciati da sottomarini inglesi).  Il missile , secondo le informazioni diffuse dalla TV nordcoreana, sarebbe stato lanciano alla presenza del “Supremo Leader” Kim Jong-un, mentre secondo i servizi di informazione sud coreani il lancio sarebbe avvenuto a poche miglia al di fuori dei cantieri South Sinpo e non avrebbe comunque superato la quota di 100 metri. Secondo le stesse fonti di informazione non si sarebbe trattato di un lancio completo, ma semplicemente di un test del sistema di espulsione da cilindri di trasporto.Un test molto importante, ma che non significherebbe il possesso di un missile funzionante. Il vettore ricorda un missile sovietico R27 SS-N-6 “Serb”, un sistema d’arma sviluppato fra la fine degli anni sessanta e gli anni settanta, a stadio singolo e propellente liquido, in grado, nella sua versione più avanzata, di colpire un bersaglio a 4500 km di distanza.

Questa notizia va a pari con altre due informazioni: i progetti di miniaturizzazione delle testate nucleari stanno avanzando rapidamente,  e la repubblica popolare ha in progetto di varare sei sommergibili lanciamissili con dislocamento di 3000 tonnellate.

Si tratterebbe di un salto di qualità notevole per il regime nord coreano, le cui minacce andrebbero ben oltre la penisola o il Giappone. Un’arma del genere avrebbe realmente una portata globale e metterebbe sotto scacco la costa ovest degli stati Uniti.

La Corea del sud sta sviluppando un sistema di difesa antimissile in grado di intercettare i missili strategici che dovrebbe essere operativa per il 2020. Il problema è che la Corea sono un obiettivo ridotto da difendere , mentre gli USA o il Giappone non dispongono di un sistema difensivo in grado di proteggere dai missili lanciati proditoriamente da sottomarini. Ora la Corea del Nord non fa parte del Trattato contro la proliferazione nucleare , ed è indubbio che questi missili in sviluppo siano , più che altro, uno strumento di pressione sul tavolo delle trattative con gli USA, però la superpotenza americana ha usato la “Difesa preventiva” contro stati molo meno minacciosi . Conserverà la propria pazienza anche in questo caso ? E la Corea del sud che dal punto delle forze convenzionali potrebbe facilmente sconfiggere il Nord, non deciderà di prendere l’iniziativa risolvendo il problema una volta per tutte ?

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