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Perché non credo alla tesi di Grillo sulle colpe per lo scandalo Guidi: la costante presenza nell’indagine di Total il cui AD fu arrestato nel 2008 per gli appalti/concessioni in Val d’Agri!

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Come italiano mi sento in dovere di intervenire sullo scandalo delle dimissioni del ministro Guidi. Non entro nel merito delle indagini, lasciamo lavorare i giudici, posso solo dire che voglio, pretendo, di poter usare l’intelletto per fare valutazioni razionali sull’accaduto (l’immagine è relativa all’inchiesta sugli appalti in Val d’Agri del 2008 sempre con Total tra gli imputati, citiamo anche un estratto del quotidiano della Basilicata, quasi irreperibile ormai).

Dunque, oggi si suppone che il compagno del ministro Guidi sia intervenuto sul governo per avere dei vantaggi personali, vantaggi riflessi sull’operatività in Val d’Agri di Total, o almeno questo è quanto emerge sulla stampa di questi giorni. Appunto, i giudici indagheranno su traffico di influenze e che dir si voglia, ma bene che il ministro si sia dimesso.

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Non posso però non notare l’assonanza di questa inchiesta con quella del 2008, con fermi ai tempi operati dal capitano Ultimo, quello che arrestò Riina, che portarono anche agli arresti dell’amministratore delegato di Total del tempo, un certo Lionel Levha, Ecole Centrale (Marseille), oggi a capo di Total Kuwait e soprattutto dell’inafferrabile capo progetto J.P. Juguet, poi promosso a capo delle operations Total guarda caso in un area dove gli italiani hanno molti interessi in antitesi con quelli francesi, il nord Africa ovvero la Libya. Per come Juguet è stato difeso facendolo stare fuori dall’Italia e pur anche dall’Europa, puzza molto di DGSE, i servizi segreti francesi. Nel senso, anche Le Figaro sottilmente evidenziò come Juguet pur non residente in Italia, fosse stato comunque indagato dai giudici italiani (?)*, per chi scrive prova provata del tipico atteggiamento neocoloniale gallico quando li becchi con le mani nella marmellata. [Ricordate sempre che storicamente Marsiglia è un bacino d’elezione per le leve degli spioni d’oltralpe].

Ma andiamo a rileggere quanto riportò la stampa su quanto accadde in Val d‘Agri relativamente alle attività considerate ai tempi illecite atte a gestire e finalizzare le concessioni per Total nell’area sede del più grande giacimento di petrolio in territorio europeo continentale. Infatti la domanda che dovrebbero farsi gli italiani è perché questi giacimenti non siano stati sfruttati da ENI, immaginate per caso che i giacimenti Brent del mare del nord fossero stati inizialmente sfruttati quasi in toto da stranieri, possibile? No di certo. Beh, sappiate che Tempa Rossa è di proprietà di a Total, Shell e Mitsui, ossia due dei tre operatori che operano oggi in conflitto di interessi con l’Italia in Libya, Total appunto e la compagnia inglese. E che come abbiamo visto sopra un gudice aveva anche bloccato le gare che davano a Total carta bianca, penso che alla fine tale giudice non l’abbia avuta vinta se vediamo oggi questi rinnovati problemi…]

Ma dico io, possibile che i nostri giudici non abbiano notato la costante nei 2 scandali? Ossia un’impresa francese che sembra farsene un baffo di comportarsi in modo potenzialmente e sospettamente illecito nel nostro paese? L’avessimo fatto noi in Francia ci avrebbero fin dichiarato guerra… E tutto questo mentre i nostri giudici invece ben indagano sulle sospette tangenti pagate da Saipem in Algeria, chi volete sia stato a documentare i fatti se non i francesi (che di fatto oggi controllano molti degli interessi nEl Paese nordafricano, il presidente algerino Bouteflika e’ stato/e’ ricoverato da anni a Parigi, ndr), guarda caso le indagini si sovrapposero al golpe del 2011.

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Ma lasciamo stare i sospetti “complottismi” ed andiamo ai fatti di stampa. Cito dallo scandalo del 2008**:

Un patto corruttivo da 15 milioni di euro tra i dirigenti della Total e gli imprenditori interessati agli appalti per le estrazioni. Secondo l’accusa i dirigenti della società avrebbero favorito l’aggiudicazione degli appalti dei lavori per la realizzazione del Centro Oli di “Tempa Rossa” e per altre attività alla cordata capeggiata dall’imprenditore Ferrara: per l’appalto del Centro Oli, in particolare, sarebbero state addirittura sostituite le buste delle offerte. In cambio sarebbe stato stipulato nel febbraio scorso un accordo commerciale da 15 milioni: tutte le imprese della cordata Ferrara si sarebbero rifornite per cinque anni solo di carburanti e di oli lubrificanti della Total. I dirigenti della società petrolifera, inoltre, sono accusati, in concorso con un funzionario del Comune di Corleto Perticara, in cui ricadono gran parte dei giacimenti petroliferi, di aver imposto condizioni “capestro” di esproprio ad alcuni titolari dei terreni. Questi avrebbero dovuto accettare una somma di poco superiore a 6 euro al metro quadro, totalmente “fuori mercato”, per evitare di doversi accontentare di una indennità di esproprio di soli 2 euro e 50 che, sostiene l’accusa, sarebbe stata concordata tra i manager Total e il funzionario comunale.”.

Notate lo stesso schema presente oggi nello scandalo Guidi, ossia gli stranieri il lavoro sporco lo fanno fare agli italiani con aziende locali ad hoc, peccato che nel 2008 vennero arrestati anche stranieri… Visto che nel 2008 il governo era totalmente diverso dall’attuale non posso non stigmatizzare il minimo comune denominatore tra le due inchieste, Total e la Francia contro gli interessi italiani.

Lasciamo perdere che anche allora i deputati italiani interessati all’ipotetica stecca erano quasi tutti del PD (per inciso il deputato Salvatore Margiotta è stato poi scagionato in Cassazione), il punto non è questo: la radice del problema è che temo che allora come oggi si stiano evidenziando i prodromi di quello che vorrebbe essere un neocolonialismo straniero contro gli interessi italiani, oggi direi neocolonialismo franco-tedesco.

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Da una parte la Germania, che cerca con i macro-giochi (austerità a vantaggio solo teutonico) di vincere la grande partita economica sul lungo termine, “vincendo” l’Europa intera (ossia anche e soprattutto annichilendo i competitors manifatturieri come l’Italia e contemporaneamente procrastinando l’inevitabile fine dell’euro, prendendo tempo per finire il lavoro sporco); dall’altra la Francia punta a vincere le partite tattiche ossia cerca di prender spazio in Italia con le aziende ed i progetti, siano esse Total, l’acquisizione di Telecom Italia, l’acquisizione di Galbani per poi spostare la produzione all’estero, il tentativo di acquisizione di Assicurazioni Generali (via AXA, anche favorendo l’aggregazione triestina con un terzo operatore, …) a valle della prossima elezione di un AD francese, l’acquisizione dei nostri marchi del lusso per poi spostare i valori legati a marchi e goodwill all’estero lasciando in Italia solo le briciole date dalla manifattura ecc. (modello di business per altro copiato in un certo qual modo soprattutto dalle nostre case automobilistiche, guarda caso ci sono radici comuni e/o filo francesi, ndr).

In tutto questo l’Italia perde e diventa, come suggerito dal collega Pecchioli con un neologismo emblematico, un paese cacciavite dove far produrre a basso prezzo spostando i margini veri all’estero. Ovvero una colonia, italiani come popolo che dovrà lavorare a basso costo e non risparmiare, in soldoni il progetto tedesco di 75 anni fa allora come oggi in associazione ai francesi di Petain (come dimostrò Paxton, vedasi il testo “Vichy France”, anche nella versione della Columbia Univ. Press ***):

…pubblicato nel 1972 è stato un lavoro pionieristico. Con questo lavoro Paxton ha distrutto il mito della Resistenza francese ai tedeschi che si è propagato per molti anni dopo la guerra, un racconto forte e inquietante del periodo di Vichy che dimostra come nell’interesse della stabilità il sentimento nazionale francese ha favorito la collaborazione con il regime controllato dai tedeschi

Ma nel caso Total questo scenario si mescola con l’attuale battaglia del Governo italiano in Libya, intelligentemente ci stiamo muovendo con sponda d’oltreoceano [appoggiati dai nostri oriundi] per evitare un nostro intervento armato per riappacificare la Tripolitania, lasciando le colpe del caos libico post-Gheddafi a chi effettivamente ce l’ha (la Francia) ed anzi armando le milizie anti-francesi, ossia libiche (i libici odiano i francesi, visceralmente). E questo dà fastidio a Parigi che ci vede come fumo negli occhi ben sapendo che nessuna colonia può essere veramente tale in presenza dell’opposizione della stragrande maggioranza della gente del posto e di una potenza straniera che all’occorrenza arma i locali: non pensiate che aver sequestrato un nostro peschereccio perché entrava in territorio francese in Liguria alcuni mesi fa sia accaduto per caso (lo stesso trattato di Caen non è stato voluto “per caso” dai francesi).

Ossia, il caso Guidi, la tempistica e lo scandalo al seguito puzzano, eccome. E’ puzza di DGSE, servizi segreti francesi, magari per far cadere un governo italiano scomodo. Scomodo non solo a Parigi ma anche a Berlino – che  ultimamente ci vede come un vero pericolo, sempre a criticare l’austerità euro- soprattutto in prossimità del Brexit -, magari attaccandoci sperando di approfittare della debolezza strutturale del nostro dominus d’oltreoceano che visto il semestre pre-elettorale nel secondo mandato con Camere all’opposizione ha un presidente americano relativamente potente con il fine di proteggere gli “amici”, certamente Renzi è stato protetto fino a qui dall’entourage Obamiano.

Certo, post-Brexit per l’asse franco-tedesco pensare di dominare in EU sarà impossibile, ci sarà un altro attore che uscendo dall’Europa certamente chiederà ad altri se vorranno aggregarsi in alternativa al modello berlinese oggi in crisi terminale dopo i disastri greci, dei migranti, dei periferici ecc., personalmente sono praticamente certo che l’Italia prenderà la strada di Londra.

Appunto, tutto torna. Basta aspettare.

Ed ai protervi francesi dico, i conti li facciamo alla fine, fra un annetto.

Jetlag per Mitt Dolcino

__________________

* http://www.lefigaro.fr/societes/2009/02/16/04015-20090216ARTFIG00466-italie-total-perd-une-licence-d-exploitation-pour-une-duree-d-un-an-.php , 16.02.2009

** http://www.ilgiornale.it/news/tangenti-petrolio-basilicata-arrestati-lad-total-e-deputato.html , 16.12.2008

*** Vichy France – Old Guard and New Order, The Norton library,W. W. Norton and Company, Inc. (September 17, 1975), ISBN 978-0393007947

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