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Perchè l’Europa ha paura di un rialzo dei tassi da parte della FED.

Come si vede che l’Europa con la sua UE sia sempre più dipendente degli USA e che la “favola” dell’Europa unita sia in realtà funzionale alla colonizzazione americana.
Perfino nei rialzi dei tassi di interessi da parte della FED americana, l’Europa non è immune da dipendenza patologica, grazie alla sua costruzione monetaria basata non certamente dalle economie reali nazionali.
Malgrado il recupero dell’economia americana, con un tasso di disoccupazione dimezzato dal 10 al 5% rispetto all’inizio della crisi del 2008 e con un obbiettivo di inflazione vicino al 2%, la BCE deve sperare in un non rialzo dei tassi da parte della BCE, cosa che sarebbe normale ogni volta che riprende a ripartire l’economia. Questa paura per un possibile e spiegabile rialzo dei tassi americani, è legato al fatto che le politiche “espansive” della BCE sono alquanto fallimentari, grazie ad un sistema monetario unico al mondo ovvero anomalo e che come logica conseguenza prevede l’austerità anche con politiche di allentamento monetario, andando contro la razionalità economica. Mentre le stesse politiche di allentamento monetario adottate dalla FED hanno apportato miglioramenti all’economia americana, per il fatto che gli USA non hanno bisogno di attuare l’austerità per pareggiare le competitività tra i suoi Stati.
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Tornando al punto iniziale, un rialzo dei tassi da parte della FED farebbe crollare la quotazione dell’euro, ed i capitali andrebbero tutti in USA ovviamente, a questo punto la BCE, per evitare il tracollo della moneta unica, sarebbe costretta ad aumentare i tassi anch’essa. Ma visto che il QE di Draghi e i bassi tassi di interessi si sono rivelati un fallimento visto la mancata trasmissione della liquidità verso l’economia reale e l’annuncio di un rafforzamento del QE annunciato la settimana scorsa non ha suscitato grandi aspettative ai mercati.  Quindi le economie in Europa ancora non sono uscite dalla recessione, il rialzo da parte della BCE diventerebbe il colpo di grazia per le economie più sensibili, come quelle dei Paesi Mediterranei soprattutto per la fine della speranza di uscita dalla deflazione, cosa che farebbe esplodere i debiti sovrani.
Pertanto in questa situazione di totale dipendenza, gli USA potrebbero benissimo ricattare l’Europa, minacciando di alzare i tassi di interessi, quindi portando gli effetti nefasti descritti sopra, se non venisse ratificato il TTIP, mercato di sbocco americano a senso unico in Europa.
Questo dovrebbe far riflettere a chi continua a sostenere che l’Europa unita rappresenti un’alternativa agli USA.
 

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