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Perchè la Cina sta importando meno petrolio dalla Russia?

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Secondo Bloomberg, il previsto spostamento dei flussi di greggio russo verso l’Asia è  notevole in attesa dell’embargo petrolifero del 5 dicembre.

Prima dell’invasione russa dell’Ucraina, meno del 40% del greggio russo era diretto verso il prezioso mercato asiatico. Oggi, invece, quasi il 70% del petrolio russo è destinato all’Asia, con Cina e India in cima alla lista degli acquirenti.

Il greggio totale esportato dalla Russia è sceso a un minimo di tre settimane di 2,9 milioni di bpd nella settimana conclusasi l’11 novembre. Ma il greggio russo diretto in Cina, India e Turchia – insieme ai carichi di greggio russo che non hanno ancora annunciato una destinazione – è aumentato fino a raggiungere un nuovo record di 2,39 milioni di bpd durante la settimana.

Ma i raffinatori cinesi, secondo Reuters, sembrano rallentare gli acquisti di greggio russo per i carichi di dicembre, e la Cina sta pagando premi più bassi con l’avvicinarsi delle sanzioni UE che entreranno in vigore il 5 dicembre, insieme allo spettro del price cap del G7 che dovrebbe anch’esso entrare in vigore in quella data.

Secondo la Reuters, questo rallentamento dei flussi di greggio russo sta causando un accumulo di petrolio nei depositi russi, con conseguente pressione sui prezzi, dal momento che la Cina e l’India sono diventate una parte così importante delle esportazioni della Russia dopo l’invasione.

In effetti, i commercianti hanno dichiarato alla Reuters che solo circa cinque-sette carichi di EPSO Blend di dicembre sono stati venduti agli utenti cinesi, in netto contrasto con i soliti 30 al mese.

I raffinatori cinesi hanno pagato circa 1,70-1,90 dollari al barile in più rispetto all’ICE Brent su base DES, rispetto ai 2,70 dollari di due settimane fa, anche se gli operatori hanno detto a Reuters che “tutto è sottotraccia ora”, rendendo difficile ottenere i dettagli di questi accordi.

Perché questo rallentamento? Gli acquirenti sono guardinghi e vogliono vendere quale sia l’effetto delle nuove sanzioni sui servizi petroliferi imposte dalla UE e dall’Occidente, soprattutto legati ai servizi come quelli di nolo e assicurativo. Questo fa si che, almeno per ora, non ci sia corsa al petrolio russo scontato, in cerca di nuovi acquirenti.


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