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EconomiaEnergia

Per il Mimit quasi il 60% dei distributori ha ridotto i prezzi, dopo il taglio delle accise

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Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy rende noto che, sulla base degli ultimi dati dell’Osservatorio prezzi carburanti del Mimit, alle ore 8.00 di oggi quasi il 60% degli impianti di distribuzione in Italia (12.107 punti vendita) ha ridotto i prezzi in seguito al taglio delle accise disposto dal Governo. Una nuova rilevazione è prevista nel pomeriggio.

Tutte le principali compagnie petrolifere operanti nel Paese hanno inoltre adeguato i propri prezzi consigliati, con una riduzione di 24,4 centesimi di euro al litro, in linea con il provvedimento adottato in Consiglio dei ministri.

Il prezzo medio dei carburanti rilevato questa mattina in modalità self-service sulla rete stradale nazionale è pari a 1,734 €/l per la benzina e 1,978 €/l per il gasolio. Sulla rete autostradale, il prezzo medio self-service si attesta invece a 1,812 €/l per la benzina e 2,048 €/l per il gasolio.

I ministri delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, e dell’Economia e delle Finanze, on. Giancarlo Giorgetti, hanno a tal proposito, predisposto da questa mattina, con la collaborazione della Guardia di Finanza, un’immediata azione di controllo sulla rete di distribuzione dei carburanti, come previsto dal decreto-legge approvato ieri in Cdm e già pubblicato in Gazzetta Ufficiale, che conferisce nuovi, importanti e straordinari poteri al Garante per la sorveglianza dei prezzi del Mimit. È in corso a Palazzo Piacentini una riunione della Cabina di regia della Commissione di allerta rapida, nel corso della quale il Garante per i prezzi fornirà alla Guardia di Finanza la lista dettagliata degli operatori della distribuzione e delle relative compagnie petrolifere che non hanno ancora adeguato il prezzo dei carburanti al taglio delle accise, per un’immediata e straordinaria azione di controllo in tutta la rete stradale e autostradale.

Dalle ultime rilevazioni del Mimit, quindi, emerge inoltre che l’11,4% degli impianti, oltre a non aver ancora ridotto i prezzi al taglio delle accise, ha addirittura aumentato i prezzi esposti: il Garante per la sorveglianza dei prezzi ha già trasmesso alla Guardia di Finanza l’elenco di questi distributori, affinché vengano effettuati i necessari controlli ai sensi del nuovo regime speciale previsto dal decreto-legge approvato dal Governo. Gli esiti dei controlli saranno trasmessi anche all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per l’eventuale avvio di procedimenti sanzionatori e, nei casi in cui emergano profili di rilevanza penale, all’autorità giudiziaria.

Il decreto-legge n. 33 del 18 marzo 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed entrato in vigore il 19 marzo, ridetermina per venti giorni le aliquote di accisa su benzina e gasolio a 472,90 euro per 1.000 litri, e sul Gpl (Gas di petrolio liquefatto) a 167,77 euro per 1.000 chilogrammi. Nello stesso provvedimento il governo ha previsto anche un regime speciale di controllo contro eventuali distorsioni e rincari anomali lungo la filiera.

Intanto secondo una simulazione del centro studi di Unimpresa il taglio temporaneo delle accise su benzina e gasolio deciso dal governo, pari a circa 25 centesimi al litro per venti giorni, si traduce in un beneficio sia per le famiglie sia per il sistema produttivo. Una famiglia con consumi medi risparmia tra i 15 e i 20 euro nel periodo di applicazione della misura, cifra che può salire fino a circa 50 euro nei casi di utilizzo più intenso o con due auto. Assai rilevante l’impatto per le imprese, in particolare nel comparto dell’autotrasporto: un singolo mezzo pesante genera un risparmio nell’ordine dei 480-500 euro in venti giorni, che diventano circa 2.500 euro per una piccola flotta di cinque camion e possono superare i 10mila euro per aziende di dimensioni medie.

Secondo il Centro studi di Unimpresa, il decreto approvato dal Consiglio dei ministri introduce una riduzione temporanea della tassazione sui carburanti, con un taglio di circa 25 centesimi al litro per benzina e gasolio e di 12 centesimi al chilo per il Gpl, valido per venti giorni a partire dal 19 marzo. Si tratta di un intervento esplicitamente emergenziale, costruito per attenuare gli effetti immediati delle tensioni sui mercati energetici e per contenere, almeno in parte, il trasferimento dei rincari sui prezzi finali pagati da famiglie e imprese. Nel dettaglio della simulazione sui venti giorni di applicazione della misura, i dati mostrano che per le famiglie il beneficio varia in funzione dei consumi: un automobilista medio, con circa 65-70 litri utilizzati nel periodo, ottiene un risparmio compreso tra 16 e 18 euro, mentre una famiglia con due auto e consumi tra 120 e 140 litri può arrivare a un beneficio tra 30 e 34 euro; nei casi di utilizzo più intensivo, con circa 180 litri consumati, il risparmio può sfiorare i 50 euro (44 euro la stima più realistica).

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