Economia
Per Confcommercio, l’economia italiana è in miglioramento, Pil 2026 a +0,9%

L’economia italiana migliora: il quadro congiunturale mostra negli ultimi periodi segnali concreti di progresso, sostenuti dal rientro dell’inflazione, dal recupero del potere d’acquisto e da una ripresa dei consumi più diffusa rispetto ai mesi precedenti. È quanto emerge dalla congiuntura dell’Ufficio studi di Confcommercio. Le prospettive di crescita per il 2026 sono ottimistiche con un +0,9% nei dati grezzi, dopo il +0,6% del 2025 e restano fortemente dipendenti dall’evoluzione dei consumi, in un contesto di progressiva terziarizzazione della spesa legata soprattutto al tempo libero e ai servizi.
“Stime e sondaggi di varie fonti (attendibili) suggeriscono che dal weekend di Ognissanti le intenzioni di spesa sono state crescenti rispetto al 2024 e rispetto alla prima parte del 2025. Black Friday: spesa a 4,9 miliardi di euro, +19,5% a valori correnti rispetto al 2024. 8 dicembre ponte Immacolata +4,9% i viaggiatori italiani (al lordo delle differenze nei giorni di calendario rispetto al 2024)” si legge nel report dell’ufficio studi di Confcommercio.
Il risveglio dei consumi durante il Black Friday, il Natale e l’avvio dei saldi è certamente un segnale positivo che conferma il recupero della fiducia. Per rendere la crescita più robusta è necessario continuare a ridurre le tasse su famiglie e imprese, semplificare la burocrazia e creare migliori condizioni per la partecipazione di giovani e donne al mercato del lavoro”: ha commentato i dati positivi, il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli.
Nel rapporto si legge ancora che “da ottobre-novembre si osserva un cambiamento significativo nel clima di fiducia: per le imprese, in crescita mese su mese da settembre per quattro mesi consecutivi, circa +3% rispetto a luglio; per le famiglie +1,7% a dicembre su novembre. Quindi, diminuisce la sfiducia delle famiglie e aumenta la propensione al consumo. Le intenzioni di spesa risultano in crescita rispetto sia al 2024 sia alla prima parte del 2025“.
Da ottobre-novembre si osserva un cambiamento significativo nel clima di fiducia: per le imprese, in crescita mese su mese da settembre per quattro mesi consecutivi, circa +3% rispetto a luglio; per le famiglie +1,7% a dicembre su novembre. Quindi – secondo la congiuntura illustrata dal direttore dell’Ufficio Studi, Mariano Bella – diminuisce la sfiducia delle famiglie e aumenta la propensione al consumo. Le intenzioni di spesa risultano in crescita rispetto sia al 2024 sia alla prima parte del 2025.
I primi riscontri sono già visibili nei dati (rispetto al 2024): il Black Friday ha generato 4,9 miliardi di euro di spesa (+19,5%); i consumi natalizi mostrano un aumento reale del 2,8% per famiglia; i viaggiatori italiani nel ponte dell’Immacolata crescono del 4,9%.
E bene anche le vendite al dettaglio reali che registrano due mesi consecutivi di crescita congiunturale (+0,5% a ottobre, +0,6% a novembre), evento che non si verificava dall’inizio del 2024. Anche la fiducia delle imprese è in recupero da quattro mesi consecutivi. Il turismo conferma un contributo positivo, con presenze in aumento dell’1,6% nel bimestre ottobre-novembre. Il rafforzamento della domanda interna nel quarto trimestre (+0,5% tendenziale) con particolare enfasi nei mesi di novembre e dicembre (rispettivamente, +0,6% e +1%), fornisce un contributo rilevante alla variazione del PIL, stimato crescere a gennaio 2026 dello 0,5% su dicembre e dell’1,2% nel confronto annuo. Le prospettive di crescita per il 2026 sono moderatamente ottimistiche (+0,9%) e restano fortemente dipendenti dall’evoluzione dei consumi, in un contesto di progressiva terziarizzazione della spesa legata soprattutto al tempo libero e ai servizi (a dicembre tendenziale +11,1% ricreazione e cultura, +16,4% smartphone e Pc).









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