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Per capire il presente guardate al passato: il caso di Joe Adonis, il mafioso oriundo che visse nel centro di Milano in rappresentanza del Clan mafioso vincente d’oltrecoeano

Nel caos politico di questi giorni mi tolgo dalla mischia – se volete – e cambio decisamente argomento, puntando l’attenzione su quello che ritengo siano le basi storiche per capire cosa capita ai nostri giorni.

Partiamo da Castellamare del Golfo, una ridente cittadina siciliana in provincia di Trapani, affacciata sul mare. Pochi ricordano però come tale splendido luogo in terra sicula sia stato la culla del potere mafioso, parlo della mafia vincente italo-americana, la mafia che per intendersi sovrintese lo sbarco alleato in Sicilia (Lucky Luciano era infatti uno dei colonnelli ma non il generale della fazione vincente). Meno conosciuto dalla platea era il vero boss dei boss che emerse dalla guerra di mafia per antonomasia, la guerra castellamarese che si svolse negli USA negli anni ’30 in quanto tutti i boss coinvolti erano di Castellmare del Golfo, in Sicilia. Dopo tale guerra emerse la moderna struttura mafiosa americana; e dalla commissione emerse il vero capo dei capi, Joe Bonanno detto anche Joe Bananas – nato a Castellamare del Golfo e vissuto fino a 97 anni negli USA , nel 2002 – a cui si ispirerà anche Francis Ford Coppola nel film “Il Padrino”. La guerra castellamarese tra i mafiosi siciliani negli States era più di una guerra di mafia, rappresentava il controllo del potere negli Stati Uniti, il potere vero. Anche perchè gli italiani negli USA ai tempi erano tanti e votavano sempre e soprattutto in blocco. Ecco perchè a buon titolo può essere affermato che l’Unione Siciliane e la Tammany Hall, le associazioni di nostri oriundi in USA, decisero in passato ben più di un presidente americano. Certamente Truman, i cui voti parlamentari furono ottenuti con l’appoggio della Tammany Hall (…). Vi basti sapere che  la guerra castellamarese finì con un solo capo, il Padrino appunto (il castellamarese doc Joe Bonanno) e che anche i luogotenenti del suo avversario diventarono suoi colonnelli. La compagine era infatti di tutto rispetto: Vito Genovese, Lucky Luciano, Joe Adonis, Franck Costello, il palermitano Vincent Mangano ecc..

Risultato, nel 2002 il pentito Antonino Giuffrè dichiara[16]:

« …Trapani e in particolare il paese di Castellammare del Golfo rappresentano una delle zone più forti della mafia, non solo perché la meno colpita dalle forze dell’ordine, ma soprattutto perché punto di riferimento non solo di traffici normali, come droga e armi, ma anche luogo dove si incontrano alcune componenti che girano attorno alla mafia. È un punto di incontro della massoneria, ma anche per i servizi segreti deviati »

Nota di redazione: Anche la famosa “”Trattativa” Stato-mafia” dopo la cadita del muro di Berlino – che ci fu – va compresa sulla base dell’intreccio di politica, affari e mafia che ha avuto il suo fulcro proprio in Castellamare del Golfo (…).

 

La storia sarebbe lunga, andrebbe ad esempio spiegato il ruolo di Al Capone nella guerra castellamarese e la sua sconfitta con l’altro malavitoso americano del periodo del proibizionismo, poi riabilitato, l’irlandese Joseph Kennedy, che poi sposando la figlia del sindaco di Boston, l’irlandese Fitzgerald, si sarebbe “ripulito” fino a dare alla luce il futuro presidente americano, JFK (…). Sta di fatto che Al Capone, anche lui coinvolto nella guerra Castellamarese, venne fatto fuori e del suo immenso tesoro finanziario in gran parte vennero perse le tracce. Ma non abbiamo tempo per approfondire.

Possiamo però concludere affermando che il futuro della Sicilia e dell’Italia nei rapporti privilegiati con gli USA dal 10 Luglio  1943 in avanti (a cui seguì a breve distanza di tempo l’8.9.1943, non a caso, ndr) va interpretato anche sulla base di tali antecedenti, certamente importanti post seconda guerra mondiale. Si può dunque affermare che Castellamare del Golfo è stato dal dopoguerra uno dei feudi mafiosi per eccellenza, fino quasi ai giorni nostri, certamente fino alla morte di Joe Bonanno nel 2002. Direi tanto importante quanto intoccabile. E soprattutto poco chiacchierato, come deve essere per un luogo che ha rappresentato il cuore di un vero potere occulto, per decenni.

Bene, un membro del Clan vincente (…) era Joe Adonis, che per uno strano scherzo del destino venne rimpatriato in Italia dagli States dopo varie inchieste mafiose, soprattutto l’inchiesta della Commissione Kefauver. In maggior dettaglio nel 1956 tornò volontariamente in Italia prima di esserne costretto dalla giustizia USA, portando con se un immenso tesoro, si dice parte del tesoro di Al Capone. Si stabilì nel centro di Milano – non a Palermo o Napoli – e da lì coordinò per conto delle famiglie vincenti gli affari mafiosi in Italia ed in Europa fino agli inizi degli anni ’70, quando morì di infarto (…).

Or dunque, per capire la moderna storia d’Italia bisogna partire dallo sbarco in Sicilia, comprendendo poi i legami privilegiati che si andarono a formare con gli USA, spesso mediati dalla mafia italoamericana. E la mafia, quella vincente, aveva in Castellamare del Golfo il suo “feudo intoccabile”. Ad esempio nessuno dotato di medio intelletto ignora che le basi militari americane in Sicilia non sono mai state veramente osteggiate, direi il contrario. I motivi li capite da soli. E’ infatti innegabile come i politici italiani abbiano avuto un accesso privilegiato post WWII al potere USA anche grazie alla mediazione dei nostri oriundi, molti dei quali – forse i più potenti – diciamo che erano stati in passato originariamente mafiosi.

Forse varrebbe la pena comprendere quanti politici italiani siano cresciuti all’ombra del vero “potere americano in Italia”, il potere di Castellamare del Golfo. E che fine abbiano fatto.

Buon approfondimento.

MD


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