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Parigi cede le licenze dei missili SCALP e Aster 30 all’Ucraina. Invidia per Trump?

L’Ucraina ottiene dalla Francia le licenze per produrre i missili Aster 30 e SCALP. Macron annuncia l’invio di 16 caccia Rafale e del sistema SAMP/T NG, sfidando la carenza di armi e i bombardamenti russi.

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La pioggia di missili balistici russi sulle città ucraine ha creato un’emergenza senza precedenti. Kiev è a corto di munizioni per i sistemi Patriot e i raid nemici continuano a colpire i palazzi residenziali, tanto che Trump ha parlato di cessione della licenzia di produzione del Patriot.

In questo scenario drammatico, la Francia ha deciso di giocare la carta più pesante: concedere all’Ucraina le licenze per produrre direttamente in casa i missili anti aerei Aster 30 e gli ordigni da crociera SCALP.

L’annuncio dei presidenti Volodymyr Zelenskyy ed Emmanuel Macron, giunto da Parigi durante il vertice della “Coalizione dei Volenterosi”, segna una svolta geopolitica totale. La Francia si è impegnata a fornire anche una batteria del modernissimo scudo aereo SAMP/T NG e 16 caccia Rafale completi di armamento, i cui primi esemplari voleranno nei cieli ucraini tra il 2028 e il 2029.

La vera svolta è però il trasferimento tecnologico. Concedere la produzione autonoma di armamenti avanzati a un Paese nel pieno di un conflitto è una mossa ad altissimo rischio. Diventa però l’unica strada praticabile per aggirare i colli di bottiglia delle fabbriche occidentali, le cui catene di approvvigionamento sono ormai sfinite dalla domanda globale.

Le licenze nel dettaglio: cosa fabbricherà Kiev

Parigi ha deciso di condividere la proprietà intellettuale di tecnologie militari critiche. Le licenze permetteranno all’Ucraina di avviare catene di montaggio interne per:

  • Missili Aster 30: Intercettori fondamentali per la difesa aerea, capaci di abbattere minacce ad altissima velocità.
  • Missili da crociera SCALP: Vettori a lungo raggio ideali per colpire le retrovie e le linee di rifornimento nemiche.
  • Bombe guidate AASM Hammer: Kit di precisione per trasformare le normali bombe a caduta libera in ordigni intelligenti.

In questo Macron va molto più avanti di quanto fatto da Trump, che ha ceduto la licenza per la produzione di armi offensive, non solo i missili antiaerei, ma anche gli SCALP e gli Hammer.

AASM Hammer cioè un sistema di guida applicato a una bomba convenzionale

Il giallo industriale: il SAMP/T non è una co-produzione italo-francese?

Qui emerge un dettaglio tecnico che accende l’ironia della diplomazia industriale europea. Il sistema SAMP/T, che lancia proprio i missili Aster 30, è storicamente il frutto di una stretta collaborazione tra Francia e Italia. Il progetto è infatti gestito dal consorzio transalpino Eurosam, formato da Thales e dalle divisioni francese e italiana di MBDA,, con la partecipazione di Leonardo.

Come fa, allora, Macron a concedere una licenza di produzione in modo unilaterale? La risposta sta nella suddivisione dei componenti industriali. Sebbene l’intercettore sia nato da uno sforzo comune, la Francia gestisce autonomamente quote e tecnologie specifiche della filiera. L’Italia è ospite a bordo.

La mossa di Parigi mostra la consueta tendenza dell’Eliseo a muoversi come capofila solista della difesa europea. L’Italia partecipa attivamente allo sviluppo del sistema — basti pensare che la versione italiana del SAMP/T NG monta i moderni radar Kronos di Leonardo, mentre quella francese usa i Ground Fire di Thales — ma la firma politica sulle licenze per Kiev è rimasta un affare puramente francese.

Sistema di DifesaRadar PrincipaleSviluppo Intercettore
SAMP/T NG (Francia)Thales Ground Fire 300Consorzio Eurosam (Francia/Italia)
SAMP/T NG (Italia)Leonardo Kronos Grand MobileConsorzio Eurosam (Francia/Italia)

Sistema SAMPT/T MBDA

L’iniziativa FREYJA e le ricadute economiche

Questo piano si inserisce nella neonata iniziativa FREYJA, una coalizione per la difesa antimissile balistica che unisce otto nazioni, tra cui la Germania. Grandi aziende come Diehl, Saab, Leonardo e Kongsberg coordineranno la fornitura di componenti essenziali. L’obiettivo dichiarato da Zelenskyy è rendere il sistema operativo entro i prossimi dodici mesi. Un tempo  estremamente ristretto per un progetto del genere, che quindi, probabilmente, risulterà più un perfezionamento/potenziamento di SAMP/T che un sistema completamente nuovo.

Il vantaggio maggiore, ovviamente, è per l’Ucraina, che assorbe investimenti e tecnologie per rafforzare la propria base industriale/militare. Si capisce perché la Russia non abbia preso bene la soluzione.

I drammatici rischi strategici e di sicurezza

Tuttavia, i pericoli sul campo sono enormi. Aprire fabbriche di missili sofisticati in un territorio sotto costante bombardamento significa offrire alla Russia bersagli prioritari. Il rischio che gli impianti vengano distrutti prima ancora di entrare a pieno regime è altissimo.

Non meno preoccupante è la sicurezza della proprietà intellettuale. Condividere i segreti industriali con paesi esteri non è stata spesso una soluzione molto astuta, soprattutto perché  poi potrebbero finire anche altrove, magari a potenze non proprio favorevoli alla Francia. Parigi ha deciso di accettare questa scommessa, sfidando i tempi lunghi della produzione bellica e le minacce russe.

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