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Ormai dovrebbe essere chiaro a tutti – il Caso India (di C.A. Mauceri)

Ormai dovrebbe essere chiaro: nel mondo ci sono sempre meno diversità. Anche nel campo della finanza è così. Qualche anno fa, in Italia, si parlò di eliminare i tagli più grossi delle banconote con la motivazione ufficiale che sarebbe servito a ridurre l’evasione fiscale. Immediate le polemiche e le diatribe. Poi di fronte a numerosi studi e dati che dimostravano che in realtà il legame tra i due fattori (disponibilità di moneta circolante ed evasione fiscale) non solo non erano così evidenti ma anzi i vantaggi sotto il profilo dell’evasione erano compensati dai benefici per l’economia derivanti dalla circolazione della valuta, non se ne parlò più.

Nei mesi scorsi ci hanno provato in India. Il governo ha deciso di ritirare dalla circolazione le banconote da 500 e da 1000 rupie. E ancora una volta, la giustificazione di un tale gesto è stata che servirebbe a combattere la corruzione. La differenza è che in India la reazione della popolazione è stata ben più decisa: la popolazione è scesa in strada per manifestare e in molti si sono precipitati nelle banche. In tutto il paese regna il caos: in una banca del Punjab sono stati sentiti degli spari e per fermare i manifestanti in diverse parti del paese le forze dell’ordine hanno fatto ricorso alla forza. Il bilancio è impietoso: i morti sono oltre una cinquantina e il numero dei feriti è incalcolabile. Il fatto è che, in India, il 98% delle transazioni avviene in contanti. Addirittura c’è chi si sarebbe costituito parte civile contro il governo che ha preso questa decisione rimandando tutto alla Corte Suprema: il giudice TS Thakur ha detto “La gente sta soffrendo, il problema è serio”.

Anche in questo caso, come era avvenuto in Italia, i tecnici sono stati impietosi: “La cura è peggiore della malattia” è l’analisi di Forbes, che ha affermato che ad essere stati colpiti dalla misura imposta dal governo de premier non sono stati gli evasori ma sono “contadini e poveri la categoria più colpita”.  Anche il New York Times ha attaccato la decisione di Modi: “Solo un impatto temporaneo sulla corruzione. Il governo ripristini la vecchia banconota da 500, prima di altri danni”. Gli esperti indiani stimano che il sommerso nel paese si aggiri su una percentuale tra il 25 e il 40%.

Ma la questione sta avendo ripercussioni anche sotto il profilo politico: i partiti dell’opposizione hanno criticato la scelta del governo e il leader del Partito nazionale del popolo (Rjd), Lalu Prasad, ha chiesto a Modi di “spiegare chi deve essere ritenuto responsabile delle oltre 50 persone morte per colpa del provvedimento, se il governo o il popolo in fila”.

Intanto, nei villaggi e lontani dai grandi centri urbani la gente pare voler tornare al baratto. Ma non basta dopo la decisione imposta dal governo si sono registrate migliaia di annullamenti di matrimoni e le contrattazioni dell’oro alla Borsa di Mumbai hanno fatto registrare il livello più basso dell’anno.

C.Alessandro Mauceri

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