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Ordine Pubblico: è evidente chela repressione non è giustificata. Lamorgese prenda misure o si dimetta

 

Le scene che si sono viste ieri alle varie manifestazioni contro il Green pass non hanno precedenti, per lo meno nella storia recente. Abbiamo visto per decenni città danneggiate dai centri sociali, senza che nessuno facesse nulla. Ora siamo all’opposto: persone che, pacificamente, tengono una dimostrazione vengono radunate, minacciate, identificate.

Quello che è successo ieri a Milano e a Trieste è molto preoccupante:

A Milano a corteo già finito,  una parte dei partecipanti che voleva semplicemente andarsene, è stata bloccata e tenuta ferma per ora dalle forze dell’ordine che volevano procedere all’identificazione di tutti i partecipanti (di quel gruppo, tra l’altro…) con comportamenti che poco si adattano a una forza di polizia di uno stato democratico.

vediamo alcuni video:

Come non si dovrebbe affrontare una manifestante pacifica:

A Milano le persone che volevano tornare a casa bloccate.

Sempre Milano

La polizia che identifica manifestanti pacifici a muso durissimo è la stessa che nel 2015 permise questo, sempre a Milano

A Trieste è andata anche peggio:

 

Inutile dire che queste immagini stanno correndo sul web a dimostrazione di quanto sbagliato sia stato il messaggio

Ovviamente la colpa è dei vertici, non degli operatori delle FFOO, che , al massimo, hanno perso la pazienza in qualche caso. L’ordine di bloccare o reprimere è partito dall’alto. Se poi veramente, come vogliono far passare, erano quattro gatti, che problema c’era a lasciarli andare?

Invece si è chiesta la repressione. Il risultato è semplice e intuibile: una radicalizzazione. Se prima , magari, si poteva aspettarsi che progressivamente queste proteste si attenuassero, magari solo per stanchezza, adesso c’è da aspettarsi una loro radicalizzazione.

Proprio parlando di Milano mi viene in mente un episodio storico: nei primi giorni del gennaio 1848 i patrioti milanesi, fino a quel momento una minoranza, ma attiva,  decisero di smettere di fumare per privare l’erario austriaco degli introiti del tabacco. Invece che lasciar correre. Invece di lasciar correre Radetzky, che era un gran generale, ma non un politico, e il capo della polizia Luigi Bolza, decisero di dare ordine alle truppe di fumare in modo provocatorio in faccia ai milanesi.

Da queste inutili provocazioni si scese alle mani (o meglio alle daghe usate dai soldati austriaci, spesso ubriachi), ad altre provocazioni, ad altre reazioni, sino alle Cinque Giornate. Chi sta cercando di seminare zizzania attraverso l’ordine pubblico? E, soprattutto, sa che cosa sta combinando?

 

 

 

 


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