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Oggi, il giorno in cui avrebbe dovuto avvenire la Brexit. Il giorno più triste della politica inglese

 

Il 29 marzo arrivò. Oggi doveva essere il giorno in cui si realizzava la Brexit, e, come detto oltre 50 volte in occasioni pubbliche da Theresa May, il Regno Unito avrebbe lasciato l’Unione Europe in modo dolce e controllato, o in modo brutale e virile, come invece sperava Nigel Farage. Due delle cose più odiate dagli inglesi, la Corte di Giustizia e la flotta dei pescatori francesi, sarebbe stata fuori dai pensieri del governo e dei sudditi.

Invece sarà il giorno della grande, enorme, sconfitta della politica britannica, in ogni sua forma. I deputati sono stati l’esempio di una politica divisa, che non riesce a mettere d’accordo neppure sul concetto di bene comune, in cui la sconfitta dell’avversario politico o la tutela del’interesse particolare, del lobbista di Bruxelles o interno è più importante del collettivo. Non che in passato la politica fosse mai stata generosa, ma, almeno, si coglieva il momento di sintesi fra i vari interessi, cosa che invece oggi è mancata. Theresa May si è rivelata incapace, o sottomessa all’Europa, nelle sue trattative, fallendo un obiettivo minimo che lei stessa si era data. Quando il parlamento ha voluto prendere la guidaa, ha compiuto un pasticcio anche peggiore, proponendo 8 diversi opzioni, ma senza raggiungere la maggioranza su nessuno.

La sconfitta è per la democrazia e mostra come dei meccanismi politici farraginosi, ma prodotti comunque funzionanti quando la politica era, almeno come obiettivo, al servizio del cittadino. Oggi si certifica che la politica del Regno Unito, ma  riteniamo non solo quella, è al servizio del caos e di interessi troppo forti e troppo grandi per uomini della qualità dei rappresentanti attuali.

Oggi Theresa May cercherà di far passare parte del proprio accordo in modo da ottenere la dilazione del Brexit al 22 maggio da parte delle autorità europee. non è detto che ci riesca, visto che i Labour non voteranno a favore e che il DUP non la appoggia. Il Primo Ministro rischia una sconfitta vergognosa, se avesse ancora dignità, e dopo? Uscirà veramente il 12 aprile? Vedremo.

Oggi uno degli hashtag più diiffusi è #brexitbetrayal, mentre si prepara sia la Brexit Betrayal March di Farage, sia altre iniziative per questo weekend, il tutto senza nessuna copertura dei media mainstream. Questa gente è molto decisa, perchè pensa di proteggere non solo la propria scelta,, ma, in generale, la democrazia. Vedremo quanti saranno e se potranno influire.


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