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Ofcs.report: l’isolamento di Doha per combattere il terrorismo, ma anche per cambiare lo status quo. Le enormi conseguenze economiche

Articolo di approfondimento di ofcs.report sulle conseguenze economiche e strategiche del recente isolamento di Doha da parte di tutto il mondo arabo che conta. E con la benedizione trumpiana, che di fatto ha cancellato la politica estera di Obama in medio oriente.

In breve, varie e reputate fonti sono concordi nell’affermare come il Qatar sia da tempo il vero finanziatore del terrorismo islamico, prove alla mano. Dunque la presa di posizione pan-araba anti Doha cambia totalmente lo scenario medio orientale: il piccolo emirato è infatti anche uno dei principali supporter dei governi e sub governi mondiali, dai Dem USA ai francesi di Sarkozy al Matteo Renzi italiano. Dunque, da oggi potremmo dire che tutti costoro avrebbero ufficialmente ricevuto – nel caso – sostegno da gente che finanzia il terrorismo. Mica roba da poco.

Vedasi link all’articolo di cui all’immagine sopra

Ma il vero problema sta oltre: se Doha smette di finanziare i progetti globali a cui partecipa, nell’ambito di una camera di compensazione globale dove ci si scambia favori per promuovere i rispettivi progetti strategici e beneficio comune (tipo, tu dai una mano a me, io ne dò una a te), cambia completamete il paradigma mondiale. E gli attori coinvolti inevitabilmente inizieranno a litigare, anche perchè la famiglia Al Thani si aspetta certamente che qualcuno venga in suo soccorso.

In tutto questo i media sono silenti, travolti dalla valanga di prove che dimostrano il legame Qatar-terrorismo. I dem-Clintoniani sono in altre faccende affacendati, impegnati a non essere a loro volta travolti dal ciclone Trump. Mancano i governi occidentali, soprattutto Francia e Germania, altro addendo importante del Clan globalista costituito da Fondazione Clinton, asse franco-tedesco, Qatarini, elites globali ed oligarchi al seguito stile Soros (il Clan).

In caso l’inerzia attendista perduri mi attendo azioni inconsulte, la famiglia Al Thani non può resistere a lungo; stamane abbiamo avuto l’antipasto con l’attacco kamikaze in Iran, solo un insider può averlo compiuto. E la tempistica è – chiaramente – eccezionale. Per chi non l’avesse capito, i rapporti tra Iran e Qatar sono cordiali, viste le enormi condivisioni di interessi. Mi posso spingere ad affernare che, al di fuori della proaganda mediatica, sotto Obama ci fu una sorta di accordo tra Doha e Teheran con la cancellazione delle sanzioni USA all’Iran a fronte del via libera per il gasdotto Quatar-EUropa (EU non a caso a guida franco-tedesca, cfr., il Clan) attraverso la Sirya da cui l’establishment clintoniano ed il Clan annesso avrebbe tratto enormi profitti incrociati; peccato che poi la Russia si sia messa di traverso (…). Con questa chiave il puntuale attentato di oggi in Iran assume una connotazione ben più tenebrosa.

Appunto, Doha non può resistere più di un mese al blocco delle merci imposto dal mondo arabo. In questo mese possono accadere tre cose: o Doha cede; o gli amici della famiglia Al Thani intervengono (militarmente o geopoliticamente); o, in ultimo, Trump viene neutralizzato.

In tutti i casi ci sarà un cambio di paradigma le cui conseguenze economiche, almeno secondo ofcs.report, passeranno inevitabilmente per una modifica delle parità valutarie. O per una guerra globale

MD

#OPINIONECONOMICA. Il Qatar e la regia trumpiana

 

 

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