attualita' posted by

Secondo il NYT la Germania voleva far fallire i paesi periferici durante la crisi finanziaria mentre il QE sta concentrando ricchezza in mano di pochi: un disastro sociale è in arrivo

Da tempo si dice che il QE favorisce i grandi capitali e le grandi ricchezze facendole diventare immensamente più grandi e dominanti a sfavore dell’economia reale. Ben inteso, che il sottoscritto non passi da sinistroide, proprio il contrario: il governatore della FED Yellen ha affermato la stessa cosa, precisando che dal 1989 le ricchezze apicali in USA sono cresciute molto di più del resto della società ponendo un serio problema di uguaglianza e di conflittualità nei rapporti sociali là da venire.

A scanso di equivoci aggiungo che sono addomesticato alla finanza, ci lavoro e gestisco rapporti anche rilevanti ma senza far parte del mondo bancario, resto legato al mondo reale dell’economia delle imprese (…).

Dunque per questo ritengo di avere accesso privilegiato ad informazioni ed a soggetti di riferimento nell’ambito economico. In questo riguardo ho letto recentemente un report di un eccellente hedge fund anglosassone, uno di quelli seri nel senso che hanno generato e stanno generando enorme valore per i clienti (che sono anche gli stessi gestori) diciamo da quasi 20 anni con varie soluzioni di continuità gestionali ma mantenendo la stessa filosofia di investimento. Tale report recitava come segue, e lo riporto in inglese sperando che tutti abbiamo la capacità di leggerlo (in un mondo globalizzato se non sai almeno l’inglese sei fuori, sei “out”):

“…In a globalised world with little growth, QE works as it essentially cuts the wages of the domestic labo ur force allowing the economy to take a larger slice of global profit. However, this can only work as long as the labour force is unable to force wages up to counteract the depreciating currency. In my view, QE can only work if income inequality also increases. From that perspective, while western central banks talk about monetary policies in terms of economic theory, they are in fact making an implicit social decision. As it is a social decision, whether you support QE or not, will be much more influenced by your general social views than a purely economic question. For the time being QE is still seen as an economic and monetary decision, but the longer the Western world stays in a zero interest rate world with slow real wage growth, the more likely it is that QE will eventually become a political as well as an economic question…

[Bene secondo me che si sappia che esistono hedge funds che sanno coniugare l’intelligenza delle valutazioni socio-politiche, ricordando che l’economia era in origine una branchia della sociologia, con le ragioni finanziarie e di ritorno, ndr]

In soldoni si dice appunto che il QE ha determinato e determinerà anche in futuro un’enorme polarizzazione della ricchezza con rilevantissimi problemi sociali correlati, diventando tale QE un problema non solo economico ma anche e soprattutto sociale e politico. La sostanza è che ci saranno pochi mega ricchi di una ricchezza mai vista in rapporto al resto della popolazione e dunque immensamente potenti a livello politico e di controllo dei media/delle masse (ecco il problema politico): forse solo nel primo feudalesimo avevamo qualcosa di simile, i moderni servi della gleba sono gli indebitati, una volta non si aveva la libertà e si era servi, oggi teoricamente la libertà c’è ma non è applicabile per coloro che non possono affrancarsi dal debito e/o non hanno strumenti e mezzi di sussistenza. Se si aggiunge che la scelta politica può non essere veramente permessa – come in Italia con i governi non eletti ma di “interesse” nazionale e internazionale del 2011/2014 – ben si capisce la pericolosità della strada che si sta percorrendo…. Di prim’acchito mi viene da dire che la definizione di destra e sinistra appare granchè superata, funzionava in un ambito sociale ragionevole senza estremi veri, quando c’era una vera lotta di classe. Oggi non si può più parlare di confronto o di lotta in quanto non c’è sfida, no contest: la ricchezza delle classi abbienti è di un livello a cui nessuno può pensare di ambire nella propria vita, oggi manca la speranza nell’ascensore sociale e men che meno di raggiungere le ricchezze apicali. E, notasi, tutte le regole, tutti i lacci e lacciuoli regolamentari introdotti recentemente incluse le nuove tasse (spesso assurde), non fanno altro che sedimentare la ricchezza dove sta evitando l’ascesa dei parvenu (ricordiamo che negli USA, con un governo teoricamente democratico e teoricamente egalitario [?], la segretaria di Warren Buffet continua come nel 2008 a pagare più tasse del suo ricchissimo principale, alla faccia delle promesse di Obama, soggetto che per inciso rischia di diventare uno dei più grandi bluff politici che la storia ricordi). Triste scenario

______________________

Ho letto con rassegnazione l’articolo su Libero di ieri che rappresenta all’atto pratico quello che ho idealmente descritto sopra: è capitato ad un imprenditore veneto, solido, robusto, con molte aziende, molto ricco e possidente, a cui la banca ha recentemente sollecitato di prendere un prestito a meno dell’1% di interesse annuo, da interpretarsi come un favore da fare alla banca. Alla domanda stupida dell’imprenditore – che non aveva bisogno di soldi – l’istituto ha spiegato che, si, la BCE obbliga gli istituti ad erogare prestiti e dunque le banche intendono dare il denaro solo a chi può pagare, ossia solo a chi ha già patrimoni: così l’ascensore sociale si blocca e per l’Italia, peggio, si annienteranno anche le piccole e medie aziende che non hanno più accesso al credito. Encore, triste scenario, pratico esempio di come stia avvenendo la concentrazione di ricchezza e potere, leggasi soprattutto togliendo le possibilità di emergere a chi patrimoni non ha ma che magari ha solo idee e voglia di fare: per loro non c’è credito, come per la classe media che sta sparendo…

Non posso non collegare questo fenomeno ai recenti documenti desecretati guarda caso dagli americani, New York Times, in cui emerge che la Germania avrebbe voluto far fallire Grecia, Irlanda, Cipro durante la crisi finanziaria del 2008-10, oltre a far fallire banche sistemiche non tedesche (Dexia in primis): la concentrazione di ricchezza privata va secondo me di pari passo con il progetto di arricchire solo determinati paesi a scapito di altri, essendo tali paesi il luogo dove risiedono tra i soggetti privati con maggiore ricchezza continentale oltre ad avere tra le aziende più ricche e solide. E’ anche questo un metodo per sedimentare e concentrare la ricchezza anche a livello nazionale. Naturalmente la Germania continua ad arrogarsi il diritto di governare l’Europa arricchendosi alle spalle degli altri, un primus inter pares. Anzi, nessun pares direi….

E qui mi collego alle teorie precedentemente espresse secondo cui le elites che governano, prima di tutto in Germania dove sono più evidenti e dove la distribuzione della ricchezza è tra le peggiori d’Europa, rappresentano i grandi capitali concentrati in mano di pochi con a fianco la massa di lavoratori utili al sostentamento politico del progetto e che quindi vengono tenuti a bada scagliandoli contro l’avversario di turno, oggi chiaramente i periferici ipoteticamente succhiasoldi a suon di articoli della Bild…. (in realtà è il contrario, i soldi li succhia la Germania ai periferici con l’austerity). E tutto questo facendo leva sulle colpe tipicamente latine – ed innegabilmente presenti – dei colpevoli di turno, i periferici: bisognerebbe vedere il peso di dette “colpe” ipotizzate e giudicate da chi del complesso della colpa ne ha fatto una ragione di vita per almeno 70 anni (dicesi Vergangenheitsbewältigung*).

Le elites tradizionali dei paesi periferici, i poteri forti locali ossia gli stessi poteri che in Russia chiamiamo oligarchi, fanno sponda al progetto (ad esempio i Monti/Mattioli al governo italiano nel 2011): questo dà secondo me concretezza alla tesi presentata. Con la differenza che gli oligarchi russi sono al potere “economico” da relativamente pochi anni [facendo quindi relativamente pochi danni], diciamo dal 1998, mentre gli oligarchi italiani quando va bene sono al potere da 30 o 40 anni, quando va male da poco dopo l’unità d’Italia….

Spero durante la mia esistenza di non dover osservare la ribellione strada per strada contro gli oligarchi locali, cosa che allo stato attuale sembra quasi inevitable…

Mala tempora currunt

Mitt Dolcino

__________________

* Nota postuma, osservando Wikipedia:”… Un particolare episodio di Vergangenheitsbewältigung fu il celebre gesto di Willy Brandt, che nel 1970 si inchinò inaspettatamente di fronte al monumento alle vittime dell’insurrezione del ghetto di Varsavia nel corso di una sua visita ufficiale nella capitale polacca (Warschauer Kniefall). Brandt fu insignito l’anno successivo del Premio Nobel per la pace, ma in Germania il suo gesto fu ritenuto eccessivo dal 48% della popolazione…“. Che dire d’altro…..

2

Comments are closed.

comments powered by Disqus
RSS Feed

Archivi

Ebuzzing - Top dei blog - Economia e finanza
Ebuzzing - Top dei blog