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Non ci rimetteranno mai i nostri debiti

Vi siete mai interrogati sulla natura più intima, sull’essenza stessa, degli “aiuti” economici in arrivo? Parlo di ogni singolo “stimolo” monetario promesso dalle autorità e propagandato dai media al loro servizio. Trecentocinquanta miliardi dal Governo, ma che dico: cinquecento! Cinquecento miliardi dalla KFW tedesca, ma che dico: seicento! Mille miliardi dalla Ue, ma che dico: duemila! Soldi a pioggia (ma che dico: a cascata!) da ogni dove. È come se si fossero improvvisamente rotte le cateratte del dio della fertilità finanziaria. Non ci sono più limiti, parametri, “regole” che tengano. Tutto quanto prima era severamente vietato, oggi è magnanimamente permesso.

Ebbene, questa inondazione biblica in grado di fertilizzare, per i secoli a venire, le aride lande dell’economia reale presenta almeno due risvolti paradossali. Il primo è che le fiumane di denaro sono “autorizzate” giusto quando non c’è (quasi) più nessuno disponibile a spenderle. Per almeno un decennio, diciamo pure dal fiscal compact 2012 in poi, siamo passati da un anno di vacche magre a un anno di vacche morte, l’economia reale ha languito in una perenne astinenza di liquidità, ma non si poteva – non si doveva! – fare nulla.

Hanno letteralmente impiccato l’eurozona al patibolo del pareggio di bilancio, una autentica follia economica e giuridica che ha fatto fallire decine di migliaia di imprese e suicidare singoli imprenditori o onesti padri di famiglia perché bisognava “fare i compiti per casa”, perché avevamo un enorme “debito pubblico”, perché bisognava “stringere la cinghia” in quanto si era vissuti “al di sopra delle nostre possibilità”. Intanto che il popolo bue mangiava il pane duro della crisi, la “nobiltà” si nutriva di brioche sui tavoli imbanditi delle borse e dei mercati. E il bove veniva, con occhiuta supponenza, pascolato e rimbrottato proprio dalle Borse e dai Mercati.

Quante volte ci hanno convinti e ri-convinti, e ri-convinti ancora, a votare sempre per lo status quo perché altrimenti i Mercati “si innervosivano”, non ci “davano fiducia”, e ci “avrebbero puniti”. E questa infame narrazione ci è stata propinata ad nauseam da quasi tutti: dagli antichi comunisti folgorati sulla via di Damasco del neoliberismo ai sedicenti sovranisti di ‘sta ceppa ai comici “rivoluzionari” servi del sistema. Ora, però, guardate anche al secondo aspetto della faccenda, e torniamo quindi a bomba.

Tutti i fantastiliardi di cui le novelle “Marie Antoniette” sembrano ora farci graziosa beneficenza, cosa sono in realtà? Cos’è il MES? Un meccanismo di indebitamento per gli Stati. Cos’è l’allentamento dei vincoli di Maastricht? Un invito agli Stati a indebitarsi senza limiti. Cosa sono gli aiuti annunciati del “sistema creditizio” (cioè della banche) a favore dei cittadini? Debiti. E i Corona bond? Debiti. E il nuovo, mitico, “SURE” (la cosiddetta Cassa integrazione europea)? Debiti. E ora Guardatevi intorno; qualsiasi benefattore nel raggio di milioni di anni luce vi bisbiglierà all’orecchio una sola ricetta: ingolfati di debiti!

Debiti che poi dovremo ripagare sull’unghia, e fino all’ultimo cent. Quando la buriana sarà passata, passerà anche un contabile a farci i conti in tasca. Forse è giunto il momento non di pensare solo al dopo Covid, ma di ripensare da capo l’intera struttura di una civiltà basata sul debito. Adesso basta. È Pasqua, e una sola preghiera si impone: rimetti a noi i nostri debiti. Dio è l’ultimo, anzi è l’unico rimasto, disposto a farlo. Tutti gli altri non ce li rimetteranno mai.

Francesco Carraro

www.francescocarraro.com


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