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Nagorno-Karabakh: verso l’offensiva finale Azero-Turca. Andiamo verso una nuova strage di armeni come nel 1915?

Fine delle trattative diplomatiche, parlano droni e cannoni. Il presidente azerbaigiano Ilham Aliyev ha comunicato ufficialmente che il suo paese non può permettersi ulteriori  “Futili negoziati” con l’Armenia sul lungo conteso Nagorno-Karabakh, mentre nella regione continuano i nuovi combattimenti.

In un’intervista ad Al Jazeera, pubblicata sabato, Aliyev ha affermato che il gruppo dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) sul Nagorno-Karabakh, co-presieduto da Stati Uniti, Francia e Russia, “Ha lavorato per 28 anni per mediare una soluzione, ma senza alcun risultato”. Quindi non c’è più spazio per il negoziato e “Non siamo in grado di ascoltare affermazioni come “Smettila, lavoreremo (assieme) , negozieremo, aiuteremo”. L’abbiamo sentito molte volte. Non abbiamo tempo per aspettare altri 30 anni. Il conflitto deve essere risolto ora“.

A questo punto la diplomazia di ritira, e come se fossimo nel XIX secolo, entrano in azione i cannoni, ma , dato che siamo nel XXI secolo, questa è seguita dai droni, carri armati ed aviazione. Da parte armena si parla di un attacco di droni Azeri nel territorio propriamente armeno, con almeno 3 abbattuti da postazioni antiaeree, presumibilmente S300, come potete vedere da questa immagine:

Perchè l’Armenia ci tiene a porre in evidenza che ci sono stati degli attacchi diretti al proprio territorio? Perchè questo può far scattare il Collective Security Treaty Organization, CSTO, Organizzazione del Trattato Collettivo di Sicurezza, cioè l’accordo di mutua difesa fra Mosca e Yerevan. Il nagorno Karabakh non è parte di questo accordo che copre solo una minaccia al territorio propriamente armeno. Stranamente l’Armenia non ha ancora tentano, e non lo ha fatto negli ultimi 30 anni, di far riconoscere l’enclave come proprio territorio.

L’Azerbaigian può in questo momento contare sul forte aiuto da parte dei fratelli della Turchia, mentre l’intervento russo a favore dell’Armenia non si è ancora concretizzato nelle stesse dimensioni. L’Armenia militarmente non può reggere ad un confronto militare contro la Turchia, per cui senza un’assistenza russa o occidentale il Nagorno Karabakh passerà quasi sicuramente sotto controllo turco-azero.

A questo punto non possiamo non ricordare quello che è successo un secolo fa agli armeni in Turchia, quando nel 1915 furono sottoposti ad un orribile genocidio che ne ridusse il numero da 2 milioni a 60 mila. Il più antico popolo cristiano fu praticamente sterminato dai turchi, con modalità raccontate dalla sopravvissuta Aurora (Arshaluys) Mardiganian e che avrebbero fatto inorridire il medioevo.

Cosa può fermare i Turchi-Azeri dal ripetere un massacro simile nel Nagorno Karabakh? Se pensate che i tempi sono diversi, che ci sono i media, etc, vorrei ricordarvi che nel 1995, sotto gli occhi dei soldati ONU olandesi, i Serbi massacrarono la popolazione di Srebrenica. Non è cambiato assolutamente nulla.


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