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Cosa sarebbe oggi Montedison e che vantaggi avrebbe l’Italia se Raul Gardini non fosse stato ucciso (come E. Mattei)? Persi ca. 1 milione di posti di lavoro?

Probabilmente ci sarebbero un milione di posti lavoro in più in Italia, o giù di lì. Si, perché il primo gruppo industriale privato italiano ai tempi era Montedison, non Fiat. Anzi, il gruppo automobilistico torinese era lontano dalle vette dei grandi gruppi di Stato, ENI, STET (Telecom), Enel, forse la stessa SME (agroindustriale). Oggi che si è insediato il primo governo eletto NON a seguito di influenze esterne – inclusa l’ingerenza della magistratura (ossia Tangentopoli) – dobbiamo ragionare freddamente su cosa successe veramente con Raul Gardini, quali sono stati gli errori e soprattutto cosa dobbiamo fare in futuro se vogliamo continuare a sperare non dico di prosperare ma di essere uno stato unitario libero e democratico.

Eh si, la situazione oggi è talmente grave che qui ci giochiamo l’italianità. Non è infatti un caso che Montedison alla fine fu conquistata e spolpata proprio dai francesi, guarda caso gli stessi che – secondo l’analisi del giudice Priore in “Intrighi Internazionali” – attentò alla sovranità italiana durante l’incidente di Ustica e che oggi sembrano distribuire Legion d’Onore ad ogni notabile italiano che va contro gli interessi del Belpaese.

Prima di tutto dobbiamo avere il coraggio di dire che con la caduta del muro di Berlino l’Italia perse la protezione USA e l’Europa, la stessa che oggi ci bastona, organizzò il banchetto dato dalle privatizzazioni italiane a saldo (con Draghi, che casualmente fece una fulgida carriera, ad organizzare il piano sul Britannia), utilizzando allora come oggi – per impossessarsi dei beni pregiati del paese – pochi cooptati locali foraggiati con carriere e soldi affinché tradiscano gli interessi nazionali.

15,26. IL GRUPPO COMPART. Mediobanca. 10,14. Gruppo BancaRoma. 3,26. Comit. 8,25. Compagnia S. Paolo. Luigi Lucchini. Loris Fortuna. Ruggero Brunori. Gazzoni Frascarai. 5. 6,95. Credit. 2,0. Generali. 49,1. Altri. Compart. Cemento. Costruz. navali. Chimica, energia, alim. Assicuraz. Immobil , Calcemento. Intermarine. Montedison. La Fondiaria. Garvi Medim ,33. 66, Edison Gas. Ausimont Edison. Eridania – Beghin Say. Montecatini. Edison Oil Antibioticos Edison termoel Carlo Erba.

 

In secundis, per tale fine (neocoloniale, di fatto) l’Italia è diventata il laboratorio anticipatore di importanti trend futuri: dalla strategia della tensione (pensate che oggi gli attentati “islamici” e affini nel mondo occidentale vengono riferiti della stampa specializzata utilizzando un nome che in Italia conosciamo bene, Gladio II) all’uso distorto della magistratura per fini politici, che oggi vediamo negli USA contro Trump. Ed anche il berlusconismo, con un businessman non politico diventato capo del governo.
Anche i moderni cd. Populismi hanno ormai un’effige, l’Italia, il primo paese dove guarda caso è arrivato al potere un governo in gran parte slegato dagli interessi tradizionali oltre che davvero vicino alle esigenze di una cittadinanza giunta ormai allo stremo. Potrei aggiungere che la trattativa stato-mafia ci fu davvero, mafia (italoamericana) che avrebbe voluto sostituirsi con G. Bush al potere alla rappresentanza ufficiale USA in Italia in via di smantellamento post caduta del muro, ma andrei fuori tema.

Se Gardini non fosse stato ucciso – si, ucciso, come ben ci spiega il giudice Almerighi nel suo saggio “Suicidi” l’autolesionismo fatale del Contadino sarebbe finzione a cui abbiamo fatto finta di crederci per 25 anni (e anche, aggiungo io, l’incidente di Mattei, per più di 50 anni, ndr) – Montedison probabilmente oggi sarebbe:

– il leader agroindustriale europeo (Eridania Beghin Say e Ferruzzi leader mondiale nella soia),
– un primario attore nel settore cemento (Calcestruzzi)
– un leader petrolifero verde (Enimont, biodiesel),
– un attore primario nella plastica e nella chimica (ad es. del fluoro, Ausimont, o il leader mondiale attuale del polipropilene erede del Nobel di Natta, Himont),
– un rilevante produttore di medicinali (Carlo Erba, Farmitalia, Antibioticos),
– un leader europeo nei fertilizzanti (Agrimont),
– un leader mondiale nella bio-plastica (Novamont)
– un primario attore della cantieristica (grazie all’expertise del Moro di Venezia),
– un grande operatore telefonico (EdisonTel),
– un grande operatore elettrico e gas (Edison),
– un grande operatore assicurativo (La Fondiaria) e dei servizi finanziari (Agos),
– un leader europeo nelle fibre sintetiche (Montefibre).

Un colosso in grado di occupare circa un milione di persone con l’indotto. Invece fu svenduto, a partire dalla morte del Contadino ed al coma pluriannuale che ne seguì: uccisero la “testa” e lasciarono un bellissimo aereo senza pilota, affinché si schiantasse e fosse venduto a prezzo di saldo – grazie ad una tangente percepita da un magistrato di Milano – a quelli che facilmente organizzarono la morte di Gardini.

Chi ha perso in tutto questo scempio immane sono i lavoratori italiani, oltre allo Stato in termini di tasse: le aziende vendute dai “pontieri” italiani cooptati che organizzarono l’acquisto di Montedison (ossia il gruppo Fiat, ad aver organizzato la cosa fu il direttore commerciale di Fiat France, se ricordo bene la struttura e la genesi di Transalpina di Energia, dovrei rivedere le carte) furono di norma sfasciate, ad eccezione di Edison che venne conquistata e riempita di managers di stato francesi, visto che EDF di fatto rappresenta il ministero della difesa d’oltralpe. Ossia vennero bruciati occupazione e utili in Italia, a favore di valore portato all’estero (anche per Edison, il suo cuore – ossia il trading – è stato spostato tra Parigi e Londra). Grave errore italiano a cedere il Gruppo.

Vedasi sotto: le innumerevoli cessioni di aziende da parte dei francesi e dei soci della Fiat con Umberto Quadrino (ex manager Fiat e vicino alla famiglia Agnelli e a Luca Cordero di Montezemolo) appena entrati in Foro Buonaparte, che hanno smembrato il Gruppo Montedison, un libro degli orrori per l’economia italiana:

Ora, cosa bisogna fare per il futuro? Dire che bisogna recuperare occupazione e crescita è pleonastico. La verità è che prima di tutto bisogna mettere in sicurezza il sistema da altri attacchi esterni. Ricordiamo infatti che Montedison fallì in modo NON DOVUTO – e dunque venne acquisita dai francesi – grazie ad una tangente pagata ad un giudice ed a sua moglie che mai risposero civilmente per i danni civili arrecati (il giudice Diego Curto’ ed Antonia Di Pietro), tangente la cui genesi mai è stata ben spiegata, forse bisognava solo guardare al lato di coloro che poi hanno acquisito il Gruppo.

Fate conto che il procuratore capo della Procura di Milano ed il capo dei legali di EDF a Foro Buonaparte – all’atto della resa definitiva francese con l’acquisto totalitario delle azioni di Edison, azienda  che fu Montedison – avevano lo stesso cognome ed erano cugini. Un caso del destino che fa pensare.

All’uopo, chi scrive ritiene che la riforma della magistratura sia impellente non tanto per difendere Berlusconi o i politici in genere quanto per preservare il paese nella sua interezza, oggi che abbiamo l’occasione di poter discutere con il dominus USA una riallocazione delle sfere di influenza – in forza della sfida mossa a Washington dall’EU franco-tedesca per sostituirsi al dominus americano nel Vecchio Continente – non dico a livello paritetico ma quanto meno di mutuo interesse, come non succedeva dai tempi della guerra fredda (…). Ossia prima di tutto la magistratura che fa politica deve diventare un “non senso”; l’obbligo di azione penale – come diceva G. Falcone – dovrebbe essere riformato sostituendolo con indirizzi; e soprattutto sia la responsabilità civile dei giudici che la possibilità di usare le indagini come macchina del fango per rovinare chi non si riesce ad incriminare – come diceva a Dogliani qualche anno fa il Procuratore capo di Roma, Pignatone – deve essere esclusa a priori, potendo ad es. pubblicare le intercettazioni solo durante il dibattimento di primo grado e strettamente per i reati contestati. Per tale ragione chi scrive dà il benvenuto al giudice Davigo in funzioni di governo: sono certo che capirà l’urgenza dei correttivi, dando per scontato che parallelamente andrà ridotta sia la durata dei processi che la prescrizione per reati successivi alla riforma, oltre a riconoscere il valore dei pentiti nei casi di concussione e corruzione in ambito statale superiore ad una certa soglia di valore.

A seguito della messa in sicurezza del sistema sarà poi impellente fare crescita, con occupazione, utili e tasse riportate in Italia. In particolare bisognerà creare un ambiente consono alla crescita delle imprese, abbassando le tasse. E anche con decise spallate, ad esempio facendo rientrare le aziende che hanno (forzatamente) delocalizzato in paesi EU negli scorsi anni attraverso un piano quinquennale di riduzione strutturale delle aliquote a fronte del mantenimento dello stesso livello di tassazione estero attuale in Italia per un periodo di tempo limitato (meglio prendere solo il 7% di tasse dalle aziende che rientrano dal Lussemburgo, creando indotto locale, che non prendere nulla). Infatti la speranza del rientro dei cervelli senza il rientro delle aziende è un’utopia che solo la sinistra più becera e corrotta può alimentare.
E poi un riordino generale della tassazione, in senso semplificativo; una scuola di amministrazione statale sulla falsariga di quello che esiste in Francia; un potenziamento delle aziende esistenti con una diga alle acquisizioni estere prendendo spunto dalla protezione di Parigi per STX; un fondo statale per il finanziamento e la crescita delle PMI locali; un sistema universitario per la promozione dei brevetti in collaborazione con le aziende locali sulla falsa riga dell’ESPRC britannico.

Insomma, a voler fare cose serie l’Italia non ha paura di nessuno, basta volerlo.
Siamo ancora capaci di esprimere grandi competenze ma dobbiamo crederci. Oggi forse è l’ultima occasione

MD


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